Golpe blanco o colpo rosso?

//   12 novembre 2011   // 0 Commenti

mario monti napolitano

Avevamo temuto un golpe blanco, mentre il nostro amico “L’eretico”, ha scritto di un “Colpo Rosso”.
Blanco o Rosso che sia, ciò che sta accadendo è in tutti i sensi la fine della seconda Repubblica e una discontinuità costituzionale senza precedenti.
Un candidato alla presidenza del consiglio nominato prima dell’investitura a vestire il nobile laticlavio di senatore a vita e l’avvio di un’insolita procedura per l’incarico in cui parlamento e partiti sono ridotti a comparse.
Un presidente della Repubblica parlamentare che, di fatto, assume i pieni poteri propri di un sistema presidenzialistico nel tentativo di varare un governo espressione delle coartate volontà dei partiti, di senatori e deputati e del peggior trasformismo politico.
Se deve essere un governo in grado di realizzare il memorandum richiesto dall’UE non si comprende come potrebbe essere sostenuto da chi quella politica, anche nella versione soft di Berlusconi, ha sempre contrastato.
Se deve essere un governo per punire il berlusconismo sul viale del tramonto, non si capisce come e perché dovrebbe essere sostenuto da chi del berlusconismo è un’ esplicita derivazione.
Se, peggio, dovesse essere un equivoco compromesso tra le prime due ipotesi non si capisce perché dovrebbe passare senza il necessario vaglio elettorale.
Se, infine, deve essere un esecutivo che spariglia la maggioranza che ha vinto le elezioni del 2008 e guida la maggior parte delle regioni italiane, questo non lo può determinare il Presidente della Repubblica, ma solo la sovranità popolare attraverso libere elezioni.
Non ci piace che a dettare lo spartito sia la Framania di Sarkozy e della Merkel con un direttore d’orchestra che dirige al di là degli stretti compiti previsti dalla Costituzione di cui dovrebbe essere il supremo garante.
Insomma, per dirla tutta, a questi inciuci contro la democrazia, preferiamo che sia il popolo sovrano a decidere chi debba governare l’Italia e non quei soliti noti invitati una volta sul Britannia (1992) e, una volta all’anno, a quell’esclusivo Club di potenti, nato in una cittadina olandese divenuta famosa e chiamata Bilderberg usi a determinare le politiche economiche e finanziarie “all over the world” ( in tutto il mondo).


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