Povera Italia!

//   7 novembre 2011   // 0 Commenti

povera italia
La pressione congiunta della grande stampa guidata del duo Mieli-Mauro, con i sussiegosi contrappunti domenicali di Barbapapà Scalfari, unita ad un’opposizione più interessata a far cadere l’odiato Cavaliere che al bene comune degli italiani, si accompagna all’atteggiamento schizofrenico di un superministro dell’economia, vittima di un misto freudiano di frustrazione e di arroganza senza pari.

Siamo all’ultima sfida all’OK Corral. E’ questione di giorni, forse di ore.
I tentativi di coinvolgere il presidente Napolitano in un tentativo di “golpe blanco” con un governone di larghe intese o di salute pubblica, con la dichiarazione di ieri del Capo dello Stato, sembrano aver trovato orecchie disponibili.
Attenti amici che si sta scherzando con il fuoco.
Se i dati del tesseramento al Pdl sono esatti, oltre un milione di iscritti, interessati alle prossime scadenze interne congressuali, siamo vicini alle cifre che nella Prima Repubblica registravano i grandi partiti popolari come la DC e il PCI.
Una ropture violenta del quadro politico emerso dalle ultime elezioni, con l’avvento di un governo di salute pubblica, contro metà del Paese e con partiti dell’attuale opposizione divisi su tutto, fuorché dalla volontà di vedere nella polvere Berlusconi, è l’ultima delle cose di cui l’Italia ha bisogno.
Meglio, molto meglio che l’On Tremonti rinsavisse e decidesse una volta per sempre se intende restare nella maggioranza e concorrere a sostegno della politica di risanamento proposta dal governo all’UE, o se, viceversa, non riconoscendosi in quella politica, si ritirasse da un incarico sin troppo oneroso da potere essere esercitato con l’abulia e la malavoglia, quando non anche l’aperta avversione, degli ultimi tempi.

Papandreu in Grecia, nel deficit di consenso tra obblighi imposti dall’UE e la capacità di sopportazione degli oneri da parte della gente, ha scelto la strada del referendum popolare dall’esito pressoché scontato, e, nel timore di una ripetizione della tragedia già vissuta dei colonnelli, ha proceduto a cambiare tutti i vertici delle forze armate.
Il rischio della fine dell’euro e del fallimento di molte banche francesi e tedesche non è più una lontana probabilità . La fine dell’euro, d’altra parte, sarebbe la fine della stessa fragilissima Unione Europea.
Possibile che, di fronte a questo drammatico scenario, i soliti noti abbiano come unica preoccupazione quella di inseguire le assurde e stupide proposte di Di Pietro e la ricerca di una soluzione extra parlamentare qualsivoglia, purché caratterizzata dall’uscita di scena del Cavaliere?
Povera Italia se, anziché alla saggia espressione della volontà popolare, pensasse, come pare, di affidarsi alle pericolose avventure di “lor signori “ e di qualche frustrato accolito dell’ultima ora.


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