Fisco: Il PDA indignato a Roma contro “Omicidio fiscale”

//   20 gennaio 2012   // 0 Commenti

pda omicidio fiscale

pda omicidio fiscale2 211x300E’ passato quasi un mese, 28 dicembre 2011 (tre giorni prima di salutare il vecchio anno) da quando il presidente del PDA Fabrizio Frosio scrisse una lettera aperta augurando a tutti ‘’un governo migliore in tempi rapidissimi’’. Testuali parole furono:
‘’Posso dire che in questo grande uomo della Bocconi, già Commissario Europeo, grande Banchiere internazionale e stimato nuovo Senatore a vita per l’occasione ,(cosi da li non lo toglieremo mai più’) , ho trovato solo incapacità e poca obbiettività a cui anche un giovane italiano, di scuola media inferiore, poteva dar lezioni di umanità ed equità. Basta rubare ai poveri per dare ai ricchi! Basta con le banche senza scrupoli e piene di scheletri e soprattutto basta con la strategia del grande colto, che alla fine si rivela un “pover uomo”, ricco solo di potere e falsi amici da salvaguardare. Italiani ribelliamoci a queste continue rapine fatte “senza cappucci” dalle Istituzioni bancarie, assicurative e dalle società preposte al recupero coatto e disumano, che ha portato ad innumerevoli omicidi! Riportiamo un po’ di buon senso in questa Italia non politica, ma tecno-demenziale’’.
Eccoci al 20 gennaio 2012. Il Partito delle Aziende e’ sceso in Piazza Montecitorio ieri, giovedì 19 gennaio, alle 9. Una manifestazione fuori dal comune, per rendere noto, a chi ancora non lo sa, che esiste il reato di omicidio fiscale, per il quale può essere perseguito e obbligato a pagare, chi ha causato la morte di persone, che hanno dedicato la propria vita al lavoro. In tanti erano amici, imprenditori, impiegati, operai. E’ questo che ha chiesto, con uno spirito unanime, in piazza il PDA.

Toccante la scelta di affiggere alle ringhiere cartelli bianchi con in evidenza i nomi degli imprenditori suicidi, vittime della crisi economica e slogan choc per attirare l’attenzione della collettività, su un argomento del quale si parla sempre troppo poco.

Il P.D.A. Partito delle Aziende, essendo costituito da piccoli-medi imprenditori ed artigiani, di tutta Italia, si è reso paladino di un messaggio di totale solidarietà verso quelle famiglie.

La manifestazione si rivolgeva all’omicidio fiscale da parte di Banche, Equitalia e Agenzia delle Entrate e contro quella che si definisce istigazione al suicidio.

( Art. 580 del c.p. ISTIGAZIONE AL SUICIDIO
Chiunque determina altrui suicidio o rafforza l’altrui proposito di suicidio, ovvero ne agevola in qualsiasi modo l’esecuzione, è punito, se il suicidio avviene, con la reclusione da cinque a dodici anni. Se il suicidio non avviene, è punito con la reclusione da uno a cinque anni sempre nel tentativo di suicidio derivi una lesione personale grave o gravissima)

Il Partito delle Aziende, P.D.A., (fondato in Marzo, 2011, a Verona), conta ad oggi 10.000 iscritti e punta alle prossime tornate elettorali, con l’ obiettivo primario di rilanciare la dignità  dell’individuo  ed il  ruolo sociale dell’ azienda, con una rappresentanza in Parlamento per le PMI. Fiduciosi, tutelando le piccole e medie imprese, di poter ridare in un prossimo futuro serenità alle famiglie d’Italia.
‘’Manifestazione di solidarietà, verso le famiglie degli imprenditori suicidi e di protesta verso questo Governo, che invece di capire fa finta di non vedere. Le difficoltà in cui versano le piccole e medie imprese, in questa crisi oramai infinita, non è una news, ma è purtroppo una realtà concreta.
Resta il fatto che, nonostante i suicidi dei piccoli industriali del Nord siano una piaga sociale in continua espansione, (visto che dall’inizio dell’anno se ne contano già 12), non vi è ancora la giusta proporzione di dolore e di sentita ingiustizia, verso ciò che è divenuto un fiume in piena, che può scatenare una vera e propria rivoluzione sociale, da parte di chi ormai non ha più scampo a miseria e disperazione.
Governo e Istituzioni si attivino, in modo rapido e concreto, per dare un appoggio a tutti quei piccoli imprenditori che a causa di : usura bancaria, crediti non incassati ed oppressione fiscale, si trovano ora in una situazione per loro non concepibile, ma soprattutto inaffrontabile.
I fattori che ci hanno portato a questa difficile condizione sono stati creati dalle banche usuraie e senza scrupoli verso la vita umana, crediti spesso verso lo Stato (che poi manda le cartelle di Equitalia) , mercato fermo per colpa di una politica assente e succube di scelte Tedesche e Francesi.
Così passano ancora una volta inosservate quelle morti che non fanno audiens, che non creano i casi di cronaca nera “da salotto”.


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