Manovra, Galan: “Salviamo l’Accademia della Crusca”

//   17 agosto 2011   // 0 Commenti

accademia crusca

Non uccidiamo la cultura. Sembra questo il messaggio lanciato dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Giancarlo Galan. L’ex presidente della Regione Veneto, infatti, ha espresso il suo dissenso nei confronti del comma 71 della manovra bis che prevede la soppressione degli “enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti“. Una scure cieca e implacabile che si abbatterebbe su istituti di grande rilevanza storico- culturale del nostro paese, come l’Accademia della Crusca. Perché colpire le eccellenze del Bel Paese? Ok i tagli, ok la riduzione della spesa pubblica, ma con raziocinio.
Il Ministro, giustamente, si fa portavoce di questo pensiero e promette battaglia: “Stamane, dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto-legge n. 138 contenente la manovra economica approvata venerdì scorso in consiglio dei ministri, ho verificato con i miei uffici l’esatto impatto del comma 31 dell’art.1, che prevede la soppressione degli enti pubblici non economici che abbiano meno di 70 dipendenti. Purtroppo a rischiare l’estinzione non è solo l’Accademia della Crusca, che già ieri ha levato la sua voce di protesta, ma anche istituzioni prioritarie per la storia e la cultura italiana. Mi riferisco, ad esempio, all’Accademia dei Lincei, alla Scuola Archeologica di Atene ed agli Istituti Storici Italiani. Ne ho citati alcuni, ma ve ne sono anche altri non ricadenti nelle competenze dirette del mio Ministero, ma non per questo mi preoccupa meno la loro estinzione. La norma in questione è del tutto inutile, illogica e grossolana. Va immediatamente cancellata ed a questo proposito firmerò io stesso un emendamento soppressivo del comma 31, se non avrò certezza di un chiaro intervento in questa direzione. Sono d’accordo sulle misure che devono contenere la spesa pubblica, ma questa del comma 31 non ha nulla a che vedere con la crisi economica mondiale e con i risparmi che servono per rassicurare i mercati europei. Non posso permettere leggerezze sulla tutela delle istituzioni culturali italiane e sul loro, necessario, sostegno economico”.


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