Manovra. Duro colpo alle coop, meno privilegi fiscali

//   31 agosto 2011   // 0 Commenti

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Critiche al provvedimento inserito nella manovra che prevede la “riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative”.

L’ipotesi di tagliare le agevolazioni fiscali per le coop «è sbagliata e danneggia un pezzo di società».

È il commento a caldo del presidente di Legacoop, Giuliano Poletti, che difende le 80mila aziende della galassia mutualistica (il 7,6% del Pil nazionale).

«Le agevolazioni — incalza — non sono dei privilegi, ma sono legati a un diverso tipo di regime societario. In dieci anni ci sono stati già tre interventi di riduzione, nel 2001, 2004 e 2006». Ergo «riteniamo di avere già dato». Poletti non è l’unico a rispedire al mittente la stretta di Villa San Martino.

Anche Luigi Marino, presidente di Confcooperative e portavoce dell’Alleanza delle Cooperative italiane, non vuole saperne di riduzioni: «La lezione della crisi — spiega — ha fatto capire in tutto il mondo che le coop sono un modello d’impresa da valorizzare. Sorprendentemente la maggioranza propone un intervento che colpirebbe l’unica forma di impresa solidaristica capace di privilegiare l’occupazione, anche in questa fase».

Il taglio delle agevolazioni non soddisfa nemmeno il Forum delle persone e delle associazioni di ispirazione cattolica (Cisl, Confartigianato, Confcoperative, Compagnia delle opere, Mcl, Acli e Coldiretti): «Penalizzare gli utili reinvestiti per rastrellare poche risorse — si legge in una nota — è una decisione che va nella direzione opposta a quella necessaria per rilanciare investimenti ed occupazione».

Durissimo l’affondo di Marco Minella della Camst che vede il fantasma del Ventennio. «È una misura punitiva per le cooperative, tanto punitiva da ricordare il periodo fascista». Chi parla di «vendetta del governo» è, invece, Susanna Camusso, leader della Cgil, per la quale «vige il sospetto che si colpiscano tutti quei settori in disaccordo con l’esecutivo». Dalle rinnovabili alle coop.


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