“Madama Butterfly” per “Prima delle prime” degli “Amici della Scala” al Ridotto dei palchi “A.Toscanini” del Teatro alla Scala

//   5 dicembre 2016   // 0 Commenti

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2 Madama Butterfly al Ridotto dei Palchi Scala © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi 300x224Per “Prima delle prime”, gli Amici della Scala – Teatro alla Scala han dato appuntamento al Ridotto dei palchi “A. Toscanini” venerdì 2 dicembre 2016 alle ore 18, laddove una serie di eventi vivacizzano la città in attesa del 7 dicembre: ecco infatti la “Prima diffusa” di “Madama Butterfly va in città” con oltre cinquanta iniziative gratuite nei nove municipi del Comune di Milano: http://www.mondoliberonline.it/la-prima-diffusa-di-madama-butterfly-va-in-citta-con-oltre-cinquanta-iniziative-gratuite-nei-nove-municipi-del-comune-di-milano/66533/. Va ricordata la figura di Giulio Ricordi, editore musicale di Puccini, Donizetti e tanti altri compositori, al quale il 25 novembre scorso è stato dedicato un incontro e concerto, leggi Al Ridotto dei Palchi “Arturo Toscanini” al Teatro alla Scala, un incontro e concerto in memoria di Giulio Ricordi: http://www.mondoliberonline.it/al-ridotto-dei-palchi-arturo-toscanini-al-teatro-alla-scala-un-incontro-e-concerto-in-memoria-di-giulio-ricordi-2/66472/

5 Madama Butterfly al Ridotto dei Palchi Scala © copyright Masha SiragoReportersAssociatiArchivi 224x300

Anna Crespi Morbio, Presidente Amici della Scala

Enrico Girardi, docente di Storia della musica all’Università Cattolica di Milano e critico musicale del “Corriere della sera”, ha parlato di Madama Butterfly nell’incontro “Quale Butterfly” con ascolti e video.

“Grande dolore in piccole anime”: questo è quanto Puccini cercava per le sue opere. Lo suggerisce una sua lettera a Gabriele D’Annunzio “Ora sai quello che mi ci vuole: amore–dolore. Grande dolore in piccole anime”. Chissà cosa rispose il poeta.

Comunque Puccini aveva già raccontato le dolenti vicende di Mimì e Manon quando in un teatro londinese scopriva nel luglio 1900 un’altra piccola “anima”, assistendo a Madama Butterfly, una tragedia di David Belasco. Poco dopo nel 1901, con la collaborazione per la stesura del libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, iniziava la composizione che solamente nel dicembre 1903 poteva dirsi completa in ogni sua parte. A dilatare i tempi della realizzazione aveva forse contribuito una ricerca minuziosa di documenti legati all’Oriente: la precisione ambientale era un’esigenza imprescindibile di Puccini. In questa fase, preziosi furono gli aiuti di una attrice giapponese, Sada Yacco, e dell’ambasciatrice nipponica, profonde conoscitrici di usi e costumi orientali.

Madama Butterfly in due atti andò in scena al Teatro alla Scala il 17 febbraio 1904 e, nonostante gli ottimi interpreti e la grande cura con la quale era stata preparata, cadde clamorosamente. Si ritiene che attorno all’opera fosse stato costruito ad arte un clima d’ostilità o che forse il pubblico fosse rimasto sorpreso di fronte a un’opera innovativa che guardava agli sviluppi più recenti del teatro musicale europeo. Puccini così scrisse a un amico: “Con animo triste ma forte ti dico che fu un vero linciaggio… ma la mia Butterfly rimane qual è, l’opera più sentita e suggestiva che io abbia mai concepito”. L’insuccesso indusse autore ed editore a ritirare lo spartito per sottoporlo a una revisione con il risultato che la nuova versione di Madama Butterflyin tre atti fu accolta con entusiasmo al Teatro Grande di Brescia, appena tre mesi dopo, il 28 maggio. Tuttavia Puccini tornò continuamente sull’opera, “Non si decise mai per una versione in particolare ed è difficile individuare la sua ultima volontà”.

“La decisione della Scala di portare per l’inaugurazione del 7 dicembre la prima versione di Madama Butterfly vuole essere una possibilità in più di ascolto, confronto e conoscenza”. Riccardo Chailly ha scelto infatti il primo spartito. Il direttore, che con passione prosegue nel percorso di rilettura critica delle opere pucciniane, ha compiuto con Gabriele Dotto un attento lavoro per ripristinare l’orchestrazione del primo manoscritto, quello che procurò il più grande dolore artistico di Puccini. Sta al pubblico milanese cancellare nel 2016 dopo più di 100 anni quell’antica ferita.

Presidente e anima degli Amici della Scala è Anna Crespi Morbio.

 


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