Ma pensate che sia stato tutto un caso?

//   21 febbraio 2012   // 0 Commenti

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La prima “televendita” di Celentano nel giorno di apertura del festival con un attacco ben preciso ed assestato alla Chiesa cattolica ed ai suoi giornali dura oltre mezzora ed obbliga il pubblico televisivo ad ascoltare le canzoni, per le quali si fa il festival da 62 anni (o sbaglio?) solo dopo mezzanotte.
Poi le leccatine servili e vergognose di Gianni Morandi al guitto suo amico di gioventù, che se è vero che ha donato in beneficenza tutto il suo compenso (sempre esagerato) ha però incassato ed incasserà per diritti d’autore delle canzoni trasmesse decine di migliaia di euro, facendo peraltro perdere alla RAI un importo da parte degli sponsor pari alla sua renumerazione. Si sono aggiunti inoltre i servizi andati in onda in tutti i telegiornali di Mollica per il quale “tutto va bene madama la marchesa”.
Il giorno dopo arrivano i due finti (finti?) gay che pretendono che Gianni Morandi li sposi ufficialmente con nelle mani il codice (in)civile e chiedono al pubblico, restato in silenzio, di alzare la mano per dichiarare la propria omosessualità. Tutto questo con scambio di baci in bocca tra i due comici ed il presentatore che continua a biascicare di non avere “nulla contro i gay”.
La gara va per conto, suo col passare dei giorni, con canzoni che non fanno entusiasmare nessuno nell’attesa, pompata ed amplificata, del “ritorno di Celentano” nell’ultima serata, ma non intermezzi musicali come “C’era un ragazzo” di Morandi, cantava due volte in due diverse serate che negli anni sessanta fece tra spartiacque tra coloro che parteggiavano per l’Occidente ed i Vietcong comunisti che invadevano il Vietnam.
Ma perchè fosse sempre vivo e presente il grave problema degli omosessuali che vivono perseguitati, umiliati ed offesi nel nostro Paese, i Matia Bazar si fanno accompagnare nella loro esibizione da Platinet che sperando di mettere le cose a posto e cercando di far rientrare la polemica, chiudendola definitivamente, dichiara di amare gli etereosessuali. Ma Morandi, che non può tacere di fronte ad un affermazione così grave e coraggiosa, dal suo canto, gli risponde che, invece, lui “ama gli omosessuali”. E così siamo punto ed a capo.
L’ultima serata si apre con decine di figuranti che si baciano alla francese (cioè lingua e lingua) che non ci scandalizzano affatto, ma che non si capisce perchè debbano aprire una kermesse canora. Tutto, peraltro, in un mare di bandiere arcobaleno per la pace (e perchè no il tricolore?), simbolo di una ben identificata parte politica (la sinistra naturalmente).
E poi naturalmente arriva Lui, il profeta, che invece di chiedere scusa per le cazzate che ha detto la prima sera, rincara la dose, seppure sotto bordate di fischi e contestazioni.
E il vincitore? L’anno scorso vinse Vecchioni con una canzone contro “i potenti” ignoranti e senza cuore, quest’anno Emma, nota frequentatrice delle manifestazioni femministe, protagonista anche con interventi dal palco, della protesta “se non ora quando”.
Qualcuno poteva avere dubbi all’inizio del festival che non avesse vinto una attivista politico.
Ed ora, a sipario calato, c’è qualcun altro che pensa che tutto questa telenovela sia capitata per caso?
E mamma Rai resta a guardare.


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