L’ultimo enigma della Gioconda e un tomb raider che vuole scoprire la verità

//   19 maggio 2014   // 2 Commenti

Gioconda 400x3001Sarebbe un dente a celare il mistero della Gioconda e del suo famoso sorriso. “Non mi aspetto molto” commenta il prof. Giorgio Gruppioni un po’ pessimista a riguardo, dal laboratorio di Antropologia ossea dell’Università di Bologna, sede di Ravenna: “Resti ce n’erano, ma in cattivo stato”. Questo il responso di quando negli ultimi giorni di aprile era sceso in una botola della basilica dell’Annunziata a Firenze, ha trovato non più di quel che si attendeva, ossa su mensole: ciò che resta di marito e figlio di Lisa Gherardini del Giocondo, ovvero Monna Lisa, la più famosa modella di Leonardo nel dipinto più dipinto del mondo. Ma logorate da quattrocento anni di umidità. “Cercheremo lo stesso il Dna che ci serve”, dice sicuro. Saranno necessari circa due mesi, giorni interminabili e di grandissima trepidazione per Silvano Vinceti, tomb raider delle celebrità, cercatore di ossa storiche, vero  incubo di archeologi, storici dell’arte, direttori di museo, soprintendenti.

Non è nuovo a queste imprese ricordiamo le scoperte (tra le selvaggie polemiche) con Boiardo, Pico della Mirandola, Poliziano, Petrarca,  ma in primis col Caravaggio, scovato a Porto Ercole, dove Vinceti ora è un eroe, e dove il 18 luglio verrà inaugurato un parco interamente dedicato allo scheletro del pittore maledetto. Poter trovare le reliquie di Monna Lisa sarebbe un sogno straordinario, ammesso che sia lei la modella del dipinto, perché le potenziali candidate sono numerose: Isabella Gualandi, Ginevra Benci, un’amante segreta di Lorenzo De’ Medici, Costanza D’Avalos, una popolana incinta, la nutrice di Leonardo, Caterina Sforza… Ma Vinceti in linea col Vasari è sicuro: è lei.

Da anni è dietro al suo corpo. Una convinzione nata  sulla base di documenti, che la moglie del setaiolo Francesco del Giocondo fu sepolta alle Orsoline, dove morì il 15 luglio 1542 accudita dalla figlia monachella. E’ stato così convinto e motivato che è riuscito a farsi dire sì dalla Provincia e a farsi finanziare con 17 mila euro ( di cui 8 mila però destinati ad un geo-radar che rimarrà a loro) e soprattutto ad ottenere i permessi necessari per aprire le tombe. Difficile però trovare il cadavere eccellente fra centinaia di salme.  Qual’è?

Come col Caravaggio, Gruppioni lo ha aiutato, selezionando le età col radiocarbonio, fino a selezionare solo cinque corpi candidati alla gloria. Ma quale dei cinque? Ed ecco la trovata: se potessimo confrontare i loro Dna con quello di un consanguineo della Lisa… E quel familiare c’è, il figlio Piero, che riposa appunto nelle cripte dell’Annunziata, dove Gruppioni s’è calato. Se quel dente è suo, e il suo Dna combacia con uno dei cinque corpi delle Orsoline, Vinceti ha fatto ancora centro. E poi? Trovate le vere spoglie della povera Lisa, che succede? Per capirlo bisogna conoscere Silvano Vinceti, personaggio straordinario dell’archeo-antropologia nostrana. Sessantenne emiliano, ecologista radicale passato poi vicino a Forza Italia, autore televisivo, scrittore, senza una preparazione specifica ma “come Leonardo, dilettante appassionato, fiero di non far parte dei sepolcri imbiancati dell’accademia”. Si finanzia, assicura, con conferenze e tivù, fu anche consulente del ministero del Turismo con la Brambilla, ma “mi bloccarono”. Dichiara.

 

Allora creò un’entità, il Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni culturali, un’associazione privata, nulla di ministeriale “no, una ong su base volontaria”, dice.

E insieme alla collaborazione di altri studiosi va a caccia di scoop storici, con un energia ed un attitudine che il critico Philippe Daverio ha definito “necrofilia tipica della nostra epoca trash”, con quello che per lo storico Franco Cardini è “un uso disinvolto dei media”. All’Annunziata c’erano tivù da ogni angolo del mondo. “E che c’è di male? Vogliamo valorizzarla, la ricchezza culturale di questo Paese? Se aspettiamo i professori… Vogliamo fare marketing turistico serio?”. Uno stile vicino a  Dan Brown aiuta, Vinceti? Lei ha scritto un libro sul Leonardo cabalistico, ha letto scritte misteriose nelle pupille della Gioconda… Il Louvre le ha dato del visionario. “Al Louvre si mettano gli occhiali e guardino il loro quadro”. Dicono che sono crepe… “Le lettere ci sono, e io cosa significano”. Sarebbero infatti una L e una S, le iniziali di Lisa e del Salai, al secolo Gian Giacomo Caprotti, pupillo di Leonardo, per Vinceti la chiave del mistero: il più celebre ritratto del mondo mescolerebbe due volti, uno femminile uno maschile… Non corre troppo? “Dan Brown scrive romanzi, io porto prove. I gesuiti e gli stalinisti che mi attaccano, li sfido a smontarle”. Per sintetizzare  Vinceti ha un progetto molto nitido.  Identificata la Lisa, se il teschio è integro “ricostruiremo il suo vero volto con le tecniche più avanzate: vedremo se somiglia al dipinto”. Ma non intende fermarsi qui, “faremo un museo interattivo, in olografia, i visitatori vedranno Leonardo in 3D mentre dipinge la Gioconda”.  E i soldi? “Se aboliscono la Provincia, ho un partner privato”. È lo spirito del tempo. Si dissotterrano cadaveri ovunque, da Lincoln a Padre Pio, abbiamo giocattoli da Csi e vogliamo usarli. Ma ci interessa tanto possedere il presunto originale di quel sorriso che affascinò ma anche disgustò, malizioso, satanico, sinistro, ne hanno dette di tutte a quella faccia che Soffici trovò “melensa” e Berenson “antipatica”… Cosa avremmo in mano? Il segreto di Leonardo? Ma quel segreto non c’è, o è sotto gli occhi di tutti. La Gioconda è una tela dipinta. E “il pittore è il signore di tutte le cose”, scrisse il genio.


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2 COMMENTS

  1. By Ravecca Massimo, 8 dicembre 2019

    Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Gesù di Nazaret avendo una intelligenza simile hanno avuto un volto somigliante verso il termine della vita, avvenuta ad età differenti. La Gioconda è un ritratto ideale, un rimando al volto archetipo, un abile gioco di prestigio, una straordinaria illusione ottica che rimanda al volto di Leonardo (essendo il suo ritratto al femminile) e a quello della Sindone (simili sono il volto sindonico e l’autoritratto di Leonardo). Questo è la ragione principale del mistero e fascino del quadro. Cfr. Ebook. (amazon) di Ravecca Massimo: Tre uomini un volto: Gesù, Leonardo e Michelangelo. Grazie.

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  2. By Agostino de Santi Abati, 8 dicembre 2019

    Imminente uscita del Libro
    “IL VERO CODICE DA VINCI L’ARCANUM METHODUS”
    di Agostino de Santi Abati
    che svela finalmente dopo 500 anni i segreti celati da Leonardo nel dipinto
    della Gioconda.
    il sito del libro :
    http://agostino-de-santi-abati.webnode.it/
    per contatti
    agostinodesantiabati@libero.it
    Cordiali saluti
    Agostino de Santi Abati

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