LORENZIN A MARTINA: “Il Pd di Zingaretti faccia da pivot. Aggregare le opposizioni e i nuovi movimenti, dai comuni al parlamento, per progetto alternativo”

//   25 marzo 2019   // 0 Commenti

Il Pd può essere un grande pivot: Le opposizioni possono provare a coordinarsi  partendo dai territori, aggregando le esperienze civiche, le culture liberali e solidaristiche,e i nuovi movimenti dei giovani in campo fino alle attività parlamentari che devono uscire dal cono d’ombra della debordante propaganda giallo verde. Nicola Zingaretti può provare ad andare oltre l’attività di denuncia dell’opposizione come ha detto nel suo discorso d’insediamento.Credo che potrebbe essere non solo un occasione per strutturare in maniera più incisiva il fronte contro  questa sciagurata maggioranza di governo, ma anche realizzare il cantiere in cui costruire un progetto autenticamente alternativo per il paese. Il governo sta isolando l’Italia dalle sue storiche alleanze , in Europa e nella nato , non da risposte strategiche su grandi cambiamenti in atto, dal lavoro, all’educazione, alla sostenibilità del sistema salute ai cambiamenti climatici e sta pericolosamente regredendo sui temi dei diritti in particolare delle donne.Dobbiamo sentirci tutti ingaggiati con grande responsabilità a traghettare l’Italia attraverso un decennio di grandi cambiamenti che non è giusto debbano essere subiti dai nostri giovani o dalle persone più fragili, a causa dell’opportunismo di chi ci governa.Penso al sistema sanitario e a quello sociale, bisogna superare la logica dei silos che portano solo dispersione di preziose risorse e mettere in capo riforme strutturali per diminuire le diseguaglianze tra nord e sud e tra classi sociali , impensabili fino a 10 anni fa. Dobbiamo programmare ora come dare una risposta a chi sarà vecchio nei prossimi venti anni, come rendere economicamente sostenibili le pensioni di questa e delle prossime generazioni , come prenderci cura di milioni di persone che si troveranno in condizioni capovolte rispetto ad oggi. La sanità potrà rimanere universale solo se sapremo mettere in campo oggi le misure per adattare ilservizio sanitario nazionale  al cambiamento, comprendendo che la domanda di protezione sociale sarà la prima e più forte nei prossimi anni. La ricerca e la scienza sono il nostro petrolio se sappiamo riconoscerlo e siamo capaci di puntarci veramente anche remunerando in modo adeguato le risorse umane. Non solo fondi per la ricerca , ad oggi sempre troppo pochi comunque , ma il contesto in cui attrarre ricercatori da tutto il mondo che possano  trovare in Italia le condizioni per sviluppare al meglio i loro progetti. Facciamo ritornare i più bravi e tutti coloro che sono in grado di far sviluppare il paese. L’Italia oggi è luogo di emigrazione scientifica, possiamo invertire la rotta. Da questo capitale umano e dal riconoscimento del l’evidenza scientifica come presupposto dell’analisi dei processi sociali ed economici possiamo trovare gli enzimi per rinnovare la prospettiva della nostra economia e gli anticorpi per rafforzare i processi democratici.C’è un grande lavoro da fare, con umiltà e determinazione, dando spazio alle idee e a tutti quei giovani che vogliono essere i determinanti del proprio futuro.

Così Beatrice Lorenzin, leader di Civica Popolare ed ex ministro della salute commenta l’intervista dell’On. Martina sul Corriere della Sera.


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