L’OPV è ora ente finanziabile con l’Art Bonus, ed ecco il Concerto di Natale

//   3 dicembre 2018   // 0 Commenti

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Il Concerto di Natale., costituito dall’ormai tradizionale Concerto Natale al Santo cioè nella Basilica di Sant’Antonio a Padova dell’Orchestra di Padova e del Veneto è certamente un evento importante. Ma la  grandissima novità tra le 3  che sono state rese note dal Vice Presidente dell’OPV Paolo Giaretta di certo vi è quella che segna un tappa fondamentale della vita dell’Orchestra. In quanto con la normativa statale, quella dell’Art Bonus, l’OPV è stata inserita tra le istituzioni  finanziabili da enti vari con la detrazione di imposta, al punto che il nuovo sponsor non bancario, l’APS potrà detrarre dalle tasse il 75% del suo contributo d sostegno all’OPV stabilito in 30 Mila Euro, al pari di ogni altro sostenitore. Un grande incentivo al bilancio OPV che ricaverà un grande sostegno. Che va ad unirsi ad altre due novità sempre segnalate dai Giaretta, che il concerto sarà aperto ad una offerta libera che vedrà l’incasso destinato a finire nel fondo organizzato dalla Regione Veneto per sostenere i territori veneti danneggiati dal maltempo  ed alla sponsorizzazione teorica di una della molte associazioni a fini sanitari e sociali padovane, questa volta la Fondazione Celeghin per la Ricerca contro i Tumori Cereberali. Il concerto del 12 Dicembre alle 20,45 dell’Orchestra di Padova e del Veneto con Direzione del Maestro Giovanni Battista Rigon affiancato dalla voce solista la giovane contralto Valeria Giradello sarà inoltre una proposta di musica spazializzata essendo stata studiata una disposizione i coro orchestra e solista tale da garantire  di apprezzarne la massima espressione musicale, secondo il canto a cori spezzati che pare sia stato inventato da un francescano di cognome Bartolucci non patavino ma per anni a Padova; e per di più con varie versioni di grandi artisti di opere scritte da loro altrettanto importantissimi predecessori. Così nel programma proposto le 3 Canzoni dalle Sacre Sinfonie di Gabrielli verrnno presentate nella versione novecentesca di Giorgio Federico Ghedini con alternanza di 2 cori che verrà resa in particolare a livello timbrico, tramite un coro di ottoni ed un altro di archi;  seguititi dai 2 brani dell’Oratorio di Natale di Bach la Sinfonia della Cantata Und es waren Hirten in deselben Gegend (E vi erano dei pastori nelle vicinanze) con una atmosfera temporale che verrà resa con il ritmo di siciliana e tramite un suono di oboi a richiamare il suono delle zampogne e l’Aria Schale mein Liebster (Dormi mio caro) dall’andamento lento di una ninnananna. E poi un Mozart che si è ispirato a Bach nel suo Adagio e Fuga K 546 dall’avvio lento morbido per poi scatenarsi nella travolgente fuga che nell’insieme vede Mozart piegare l’antica forma contrappuntistica a nuove esigenze espressive a lui proprie; proseguendo con la proposta di rilettura novecentesca  basata su una raffinata strumentazione di alcuni madrigali  del musicista napoletano Carlo Gesualdo da Venosa da parte di Stravinsky ed uno dei primi esempi del recupero di tale genere musicale. E poi Hàndel  con 2 brani dal suo Messiah, lo strumentale Pifa che fa rivivere atmosfera pastorale di Bach e quello cantato l’Aria He was despised (Egli fu  disprezzato) per contralto e orchestra di grande intensità musicale. A chiudere l’Ave Verum Corpus  K 618   che venne composto da Mozart quasi alla fine della sua vita per il coro di una chiesa di villaggio, ma con  esecuzione della versione che ne dette Tchaokovsky però ispirandosi alla trascrizione pianistica che ne fece Liszt, rielaborandola per orchestra in un insieme corale che coniuga la continuità musicale tra compositori di epoche diverse. Di certo un concerto assolutamente al di fuori di quelli tradizionalmente convenzionali natalizi che merita grande attenzione, ed i cui inviti gratuiti per assistervi verranno messi in distribuzione il 4 Dicembre dalle 9 del mattino presso lo IAT che è collocato in Galleria Pedrocchi

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