Lombardi (PDL): “Dobbiamo puntare di più sulla promozione e verificarne i risultati”

//   13 settembre 2011   // 0 Commenti

marco lombardi pdl 300x213È vero che ogni anno a fine stagione inizia il balletto delle statistiche ma è strano che il Sindaco Gnassi consideri solo ora “spanno metriche” quelle di Trademark visto che per anni in passato, quando erano positive, le stesse costituivano la Bibbia del modello rosso emiliano-romagnolo.

Sono d’accordo con il Sindaco però sul fatto che quest’anno la discussione deve essere seria ed approfondita perché ci troviamo all’interno di una crisi globale e non capire le dinamiche del segmento che ci riguarda, e non programmare adeguatamente il futuro, potrebbe essere molto pericoloso per la nostra economia turistica.

Per questo ho voluto capire meglio come funziona l’indagine di Bonini e mi hanno spiegato che si basa semplicemente su report inviati mensilmente ad un campione rappresentativo di alberghi. Non si tratta quindi di complicate elaborazioni di algoritmi ma semplicemente di ciò che dichiarano gli albergatori, a cui viene chiesto in poche parole, se il periodo di riferimento è andato peggio o meglio dell’anno precedente.

Il dato che emerge è 2,5 % in meno.
Dalla Provincia si sono affrettati a dire che i dati in loro possesso sono diversi e più positivi, ma di questo sarà lieto Tremonti ( perché i controlli hanno costretto gli albergatori ad essere più virtuosi verso il fisco rispetto agli anni precedenti) ma non gli operatori perché loro guardando il “cassetto” sanno bene che ha più ragione Bonini della Provincia.

Del resto il dato del traffico ai caselli autostradali ma anche dei parcheggi sul lungomare credo confermino un dato in diminuzione.

In ogni caso se vogliamo essere seri, non è importante solo il dato statistico, ma interrogarci come amministratori sul perché in un contesto favorevole il sistema Rimini non ne ha saputo approfittare della situazione.

Dico contesto favorevole perché le rivolte in medio oriente, la crisi che ha limitato le possibilità anche di quei ceti medi italiani e stranieri che in passato potevano permettersi possibilità di più largo raggio, assieme alla buona riqualificazione di molti dei nostri alberghi unita alla proverbiale ospitalità degli operatori, potevano e dovevano consentirci numeri migliori.

Il mio pallino, per cui mi batto da tempo anche contro molti esperti del settore è la promozione del nostro prodotto guarda caso di competenza del “pubblico”, quel “pubblico” che continua a porre l’accento sull’innovazione di prodotto a carico degli operatori, senza però farsi un esame di coscienza sul suo modo di promuoverlo con risorse pubbliche.

Sono quindi disponibile a ragionare con Gnassi sulla effettiva efficienza dell’Osservatorio Regionale previsto dalla Legge 7, ma non semplicemente per sgridare Bonini, bensì per verificare se l’operato dell’Osservatorio risponda alle prospettive previste dalla Legge Regionale 7 che a tal proposito non prevede semplicemente sterili statistiche ma parla di “puntuale conoscenza dei mercati per favorire lo sviluppo e l’innovazione dell’offerta turistica regionale”.

Allo stesso tempo è sempre più necessario attivare la clausola valutativa prevista all’art. 19 bis per verificare se le politiche di promozione turistica producono i risultati attesi.

La mia convinzione in sintesi è questa. Se riusciamo a far venire più turisti da noi, questi, di norma (al netto del problema fogne) non restano delusi. Se aumentiamo la domanda significa che non siamo costretti a ridurre i prezzi all’osso aumentando conseguentemente i ricavi e consentendo agli operatori seri di programmare quell’innovazione del prodotto che certo è necessaria ma a mio avviso meno necessaria di una buona e verificata promozione.


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