Lombardi: La polemica sulla tassa di soggiorno è sacrosanta e fa rialzare la testa agli operatori turistici

//   13 gennaio 2012   // 0 Commenti

marco lombardi pdl 300x213La rivolta del mondo del turismo rispetto alla tassa di soggiorno, può finalmente riequilibrare le dinamiche tra questi operatori e le Istituzioni locali, dalla Regione al Comune. Come ho avuto modo di dire più volte, la Legge 7, nata con il lodevole intento di scardinare il monopolio pubblico della promozione turistica, introducendo l’apporto determinante dei privati, ha nel tempo costruito una sorta di “salotto buono“ del turismo dove il rapporto pubblico-privato è servito più al pubblico per tener buoni i privati che ai privati per fare le loro giuste rivendicazioni.

Partecipare ai tavoli dove Enti Locali e privati indirizzano le risorse economiche a disposizioni inibisce e di molto la capacità di quest’ultimi di contestare le strategie politiche di chi governa.

La crisi ha mosso l’acqua nello stagno, dimostrando che le amministrazioni di sinistra sono incapaci di ridurre la spesa pubblica spesso clientelare e quindi ricorrono a tutti gli strumenti di tassazione consentiti dalle normative nazionali per aumentare le entrate.

La tassa di soggiorno può avere un senso a Roma, Firenze, Venezia ma certamente non ha senso da noi. Però i Comuni dicono di non avere i soldi. Ed allora cominciamo a guardare i conti.

Se la Giunta di Bellaria, che ha ricevuto una pesante eredità debitoria dalla precedente amministrazione, non avesse impiegato il primo anno di mandato a mettere a posto i conti, sopportando anche i mugugni dei suoi elettori che invece avrebbero voluto più spese, oggi direbbe che è obbligata ad introdurre la tassa di soggiorno, mentre invece avendo rattoppato il bilancio comunale oggi prova a non introdurla.

Se il Comune di Rimini invece di incaponirsi sul TRC o di trovare tutti gli espedienti per aumentare il numero dei suoi già numerosissimi dipendenti, avesse altre priorità, avrebbe più risorse a disposizione e quindi non discuterebbe della introduzione della tassa di soggiorno.

Ma anche la Regione che viene chiamata in causa come piacere, potrebbe fare di più.

Errani parla con molta enfasi solo dei tagli del Governo ma omette di dire che, grazie all’aumento del gettito dei tributi propri e delle compartecipazioni a imposte nazionali, complessivamente le risorse a disposizione per “spese correnti operative” (sanità, servizi sociali, trasporto pubblico, sostegno alle imprese, formazione, turismo ecc.) che per il 2012 sono previste in 10,421 miliardi di euro e cioè in aumento di circa 200 milioni di euro rispetto al 2011.

Quindi la Regione, avendo a disposizione nel 2012 per il suo “core business” circa 200 milioni di euro in più dell’anno passato, potrebbe fare anche per il turismo molto di più del misero incremento di 1,7 milioni di euro.

Se siamo una Regione a vocazione turistica, questo è il momento di dimostrarlo perché mentre l’impresa manifatturiera, che pure va sostenuta, avrà comunque problemi sul mercato interno, il turismo potrebbe sfruttare la crisi internazionale per riguadagnare posizioni di mercato perdute e creare benessere e posti di lavoro.


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