Lombardi: “Il declassamento di Standard & Poor’s è un sintomo ma non Vangelo”

//   27 settembre 2011   // 0 Commenti

standard e poor110521102715 big 300x156Non voglio entrare in maniera specifica nel merito del declassamento del “rating” della Regione da parte di Standard & Poor’s perché siccome diffido del giudizio che quella agenzia dà della situazione economica del nostro Paese, per coerenza voglio tenere lo stesso atteggiamento per quanto attiene alla situazione dell’Emilia-Romagna.

Certamente però il Presidente Errani non può cavarsela dicendo semplicemente che il declassamento della nostra regione è conseguenza diretta del giudizio sull’Italia perché altrimenti non si spiegherebbe perché altre regioni come la Lombardia non solo non hanno avuto lo stesso trattamento, ma in passato hanno sempre avuto un indice superiore a quello italiano.

Mi sembra invece più interessante entrare nel merito dell’indagine sulle finanze regionali affrontata dal Copaff presieduta da Prof. Luca Antonini, che evidenzia ciò che io, molto più modestamente, sto cercando di dire da quando presiedo la Commissione Bilancio di questa Regione.

Le Regioni virtuose come la nostra sono ampiamente in grado di sopportare i tagli imposti dalla crisi internazionale senza diminuire i servizi essenziali ai cittadini ma semplicemente riducendo le spese non strettamente necessarie ed a volte superflue.

Non voglio scendere nella polemica spicciola sugli sprechi perché si correrebbe il rischio di correre dietro agli spiccioli, mentre invece mi interessa di più andare a cercare quei milioni euro che oggi in un clima di generale austerità possono essere tranquillamente evitati in attesa di tempi migliori.

L’esempio classico è quello delle consulenze passate dal 2005 ad oggi da 8 milioni di euro a 1,8. Se ne avessimo parlato nel 2005 si sarebbe detto che erano tutte motivate ed indispensabili mentre oggi abbiamo verificato che facendone a meno la regione è andata avanti lo stesso.

Nel corso del 2010 i tagli di Tremonti non hanno impedito all’Emilia-Romagna di fare un bilancio tranquillo, ne le hanno impedito di continuare a destinare 200 milioni di risorse aggiuntive alla sanità comprendendo anche vari e milionari interventi in favore dei cittadini stranieri. Nel 2011 al netto dei ticket abbiamo sopportato tagli per 300 milioni di euro e la Regione seppure più asciutta ha fatto tranquillamente fronte ai suoi impegni.

Del resto, mi si conceda un solo accenno tecnico, una regione che ha un bilancio al netto delle partite di giro di 13 miliardi di euro e che nel 2010 ha avuto un avanzo di amministrazione di 3,6 miliardi di euro, fa veramente fatica a dire che non riesce a far fronte ai propri impegni per i tagli del Governo.

Come ci ricorda il Presidente Napolitano dobbiamo ridurre il debito pubblico che è la vergogna delle generazioni passate e per fare questo, le regioni possono e devono fare tranquillamente la loro parte. Possibilmente senza creare allarmismi nei cittadini e nelle imprese perché come vediamo dagli isterismi della borsa oggi l’allarmismo ingiustificato fa danni tali da vanificare anche la manovra finanziaria più rigorosa.

Marco Lombardi


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