L’Ocse boccia la scuola italiana. Italia spende – del 5% per l’istruzione

//   19 settembre 2011   // 0 Commenti

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Il rapporto annuale sull’Istruzione, pubblicato qualche giorno fa dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico disegna un quadro negativo per la scuola italiana. Il dato più chiaro è presto detto: l’Italia è tra i Paesi che investono meno sull’istruzione.

Solo il 4,8% del pil vale a dire 1,3 punti percentuali sotto la media Ocse (6,1%) ci portano al ventinovesimo posto sui 34 Paesi che aderiscono all’organizzazione. Siamo uno dei nove Paesi Ocse a spendere meno del 5% per l’istruzione, ci fanno compagnia in fondo alla classifica Cina, Repubblica Ceca, Germania, Ungheria, Indonesia, Giappone, Russia e Repubblica Slovacca. I più virtuosi, tra cui il Cile, la Danimarca, la Norvegia ed altri, sono tutti sopra il 7% del pil.

Un dato che si spiega in parte con il fatto che gli investimenti privati nell’istruzione in Italia sono piuttosto limitati, rispetto al 16,5 % della media Ocse, in Italia nel 2008 solo l’8,6% della spesa totale destinata all’istruzione proveniva da fonti private. Mentre tutti gli altri Paesi hanno fatto in modo di finanziare sempre più la scuola, in Italia si è proceduto esattamente nel senso contrario: tra il 2000 e il 2008 la spesa del nostro Paese per la scuola primaria, secondaria e post-secondaria (esclusa l’università) è aumentata appena del 6% contro la media Ocse che può vantare un bel 34%.

A diminuire sono anche gli stipendi degli insegnanti: dal 2000 al 2009 sono diminuiti dell’1% mentre in media negli altri Paesi sono aumentati del 7%. Erano e restano insomma i più bassi. In compenso ce ne sono di più rispetto agli alunni, 1 a 11 contro 1 a 16 della media Ocse. Siamo anche il primo paese per ore di istruzione nella scuola dell’obbligo, un primato che però non equivale a una migliore preparazione dei nostri studenti. Siamo nuovamente in fondo alla classifica, infatti, per numero di diplomati e laureati. Solo il 14% della popolazione adulta (peggio di noi solo Turchia e Brasile) ha un titolo universitario e il 20% chi rientra nella fascia d’età compresa tra i 25 e i 34 anni. La media Ocse è sul 37%, ciò significa che l’Italia è al 34esimo posto su 37 Paesi considerati.


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