Lo statuto delle imprese: Parla Fabrizio Frosio, presidente PDA

//   13 novembre 2011   // 0 Commenti

PDA

fabrizio frosio2‘Con l’approvazione all’unanimità dello Statuto delle Imprese, si è finalmente riconosciuta l’importanza sia sociale che economica delle Aziende che fa diventare norma il contenuto dello Small Bussines Act. Dopo un iter parlamentare di un anno e otto mesi si è fatto un primo passo per cercare di tutelare e far sopravvivere  le Pmi. Apprezzabile la semplificazione delle procedure per l’avvio di nuove aziende al fine di ridurre  i tempi e la burocrazia, idem per la  soluzione ai ritardi nei pagamenti dalla pubblica amministrazione, problema che da sempre rappresenta un limite allo sviluppo del settore, come, per altro le facilitazioni nell’accesso al credito. Altre misure approvate da attuare nel tempo sono la riduzione del periodo per la trasmissione e successione di un’azienda, la promozione della cultura d’impresa a livello scolastico, la priorità nell’assegnazione di incentivi a giovani, donne e imprese micro o piccole e la riduzione a un anno massimo dei processi civili per il recupero dei crediti.

Ho voluto sottolineare questi aspetti perché sono alcuni dei punti a cui si ispira il PDA e fanno parte del nostro programma politico e per questo non è difficile pensare alla mia totale approvazione; ma ritengo che ci siano parecchie incongruenze che nella fattispecie sono legate alla completa attuazione  dello Statuto delle imprese. Risulta, infatti, che sul versante della velocizzazione dei pagamenti gli effetti non siano immediati, ma che entro un anno, dovrà essere approvato dal Governo un decreto legislativo per velocizzare i tempi di pagamento delle amministrazioni pubbliche; che stabilisca le sanzioni a carico degli enti che ritardano la liquidazione delle spettanze alle aziende. Ora c’è da sperare che, vista la caduta del Governo, l’approvazione di questo fondamentale decreto non venga dimenticata.

Noi della piccola media impresa, siamo stanchi di tante belle parole, abbiamo bisogno di interventi immediati, di risposte concrete perché mentre i rappresentanti di Governo continuano a prendere tempo: un anno e otto mesi per approvare uno statuto e l’attesa di un altro ipotetico anno per l’approvazione di un decreto senza il quale lo Statuto rimane come al solito a metà, noi delle Pmi chiudiamo e i nostri collaboratori rimangono senza alcuna garanzia di sostentamento.

Il PDA è composto da imprenditori che giornalmente si confrontano con il mercato, con la produzione e con gli oneri fiscali, ed è per questo che si presenta con un programma che rispecchia con la testa e con il cuore ma soprattutto con le mani, le esigenze e le soluzioni per poter dare una svolta ad una situazione divenuta insostenibile”.


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