L’imprevedibile tormentone di Brunetta

//   14 marzo 2012   // 1 Commento

Brunetta 300x200Da più di 115 giorni l’ex Ministro Renato Brunetta porta avanti il “Tormentone spread” con il quale mette a confronto il differenziale tra i titoli nostrani e tedeschi dal momento in cui Mario Monti è diventato premier.

Quotidianamente, nella pagina ufficiale di Facebook e nel profilo personale di Twitter, vengono pubblicati dei grafici in cui viene calcolata la media aritmetica dello spread durante i due governi, mettendo in risalto il risultato positivo del periodo Berlusconi.
Dal lato opposto centinaia di utenti ogni giorno commentano la notizia, evidenziandone errori di calcolo, tra cui proprio l’utilizzo della media semplice al posto della più appropriata derivata, legata al concetto di trend, che rifletterebbe invece un andamento decrescente sotto la guida di Monti.

Queste pubblicazioni si susseguono a senso unico da quasi quattro mesi, intervallate da editoriali dell’ex Ministro su alcune testate nazionali e riportate nel suo sito istituzionale. In uno dei suoi ultimi interventi porta avanti la tesi secondo cui “lo spread, come indicatore, prescinde dai fondamentali delle singole economie nazionali e le misure nazionali di politica economica influenzano relativamente poco le aspettative degli investitori” ma allo stesso tempo conclude con una motivazione del tutto politica per cui la colpa di uno spread così alto durante il governo Berlusconi è da imputarsi a “comportamenti irresponsabili e masochistici dell’opposizione e dei media unicamente ai fini di lotta politica (far cadere il governo)”.

Da una parte vi è il Brunetta accademico che mette in risalto, nei suoi vari editoriali, le potenzialità del nostro paese (come l’alto tasso di risparmio privato, l’assenza di una bolla immobiliare e un sistema bancario abbastanza solido) e che analizza i grafici da un punto di vista macroeconomico, trovando come causa principale una cattiva gestione della crisi – soprattutto greca – da parte della governance europea e allo stesso tempo un Tremonti colpevole di aver sottostimato la realtà e di aver ritardato l’adozione di corretti provvedimenti.

Lo spread sovrano effettivamente non è legato solamente alla solidità dell’emittente. Essendo riferito a titoli che vengono scambiati liberamente sul mercato secondario, è influenzato anche dall’avversità al rischio degli operatori, nonché dal loro sentiment. La Banca Centrale Europea è poi intervenuta due volte per contrastare il problema della liquidità con i rifinanziamenti a lungo termine (Ltro) che hanno iniettato nel sistema 489 miliardi a dicembre 2011 e successivamente 529,5 a febbraio 2012. Questi sono finiti principalmente a ripianare i bilanci degli istituti bancari, creando un clima distensivo anche sui debiti sovrani (indipendentemente dai provvedimenti di Monti). Ha ragione perciò Brunetta a dire che il governo precedente ha dovuto affrontare un periodo molto più cupo, nel quale la politica economica a livello europeo non era così ben delineata.

D’altra parte vi è però il “Brunetta del tormentone” in cui smette di essere economista per fare il politico: difende l’operato del suo governo e divide con troppa superficialità il grafico dello spread, andando così incontro alle ire funeste dei lettori. La maggior parte, non avendo competenze economiche, esprime la propria rabbia con commenti in dialetto romano, veneto e napoletano che simboleggiano l’unità degli italiani di fronte a una classe politica che non li rappresenta. Il “tormentone spread” è semplicemente un grafico che ai più non significherebbe nulla, se non fosse per il titolo che mette in bella mostra Berlusconi in vantaggio su Monti, come ad una partita di pallacanestro. Più le persone si sorprendono (e si indignano) e più l’ex Ministro continua imperterrito in una veste che in realtà non gli appartiene. Viene automaticamente in mente il Brunetta dei “fannulloni e bamboccioni”consacrato come personaggio con la frase “Siete l’Italia peggiore”. Che lo faccia per mantenere le distanze dalla sua personalità privata, o per sensibilizzare il pubblico attraverso provocazioni, o anche solo per diletto personale, ovvero per vedere la reazione dei suoi oppositori, non lo è dato sapere.
La cosa certa è che sotto i riflettori Brunetta tiene una maschera che lo rende imprevedibile, come il suo spread.


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