L’impiego di acciaio inossidabile

//   29 dicembre 2011   // 0 Commenti

ministro passera

Immagine 6 248x300Per evitare i continui, reiterati lavori di manutenzione nelle opere pubbliche, sottoposte a continue sollecitazioni dalla viabilità pesante, e leggera lavori che provocano continuamente interruzioni di traffico causando fra l’altro, incidenti a non finire basterà semplicemente usare il tondino in acciaio inossidabile, perche’ quello in ferro zincato ha un a durata massima di soli 6 anni dopo i quali la ruggine provoca una inevitabile erosione che neriduce lo spessore con conseguenti vibrazioni pericolose che finiscono per neutralizzare la sicurezza del manufatto. L’uso dell’acciaio inox in tutte le strutture in calcestruzzo sia per lavori pubblici come nelle opere edili private, avrebbe un costo che nell’economia dell’intera opera sarebbe inferiore all’1% come rivelano le statistiche e il riscontro preciso dello storico ponte di bassano. la vicenda della ruggine che riduce seriamente il diametro del tondino nei suoi alloggi, in tutte le opere costruite sino ad oggi, ha reso negli anni le strutture stesse pericolanti. Un pericolo che nelle strutture in calcestruzzo delle autostrade di vecchia costruzione è evidenziato dalle macchie di ruggine che fuori escono dopo pochissimi anni, dalle superfici delle zone terminali degli alloggiamenti dei tondini relativi alle armature interne dei manufatti in ca. che per causa della ruggine riducono notevolmente il loro spessore ponendo in serio pericolo l’intero manufatto per la cui sicurezza sono poi indispensabili le periodiche manutenzioni. Le dimostrazioni del fenomeno sono state documentate anche attraverso interventi di controllo proprio laddove sboccano i corridoi degli alloggi del tondino esistente. e a queste prospettive di pericolo strutturale grave, che evidenzia un legittimo allarme,quindi l’urgenza di interventi di bonifica. a tal punto hanno inizio le gare d’appalto per l’assegnazione delle opere di manutenzione che portano all’assegnazione di lavori adeguati a ristabilire la sicurezza dell’opera. Noi ci chiediamo semplicemente quale sia la vera motivazione che impedisce l’emanazione di un decreto legge che obblighi l’uso dell’acciaio inox per tutte le opere di pubblica utilità.
L’opinione pubblica si chiederà come del resto i nostri lettori, il perchè allora, se è tanto semplice risolvere il problema delle manutenzioni costosissime, e ripetitive, lo stato non provveda ad emanare un bel decreto per obbligare i capitolati d’appalto a prevedere finalmente l’impiego dei tondini di acciaio inox. l’uso dell’acciaio inossidabile sarebbe il toccasana per tempo e denaro risparmiati dalle casse esangui dello stato, ma alle caste chi darebbe il copioso denaro che l’illecito profitto procura loro con tutte le gare d’appalto indette per i lavori pubblici?

Risparmio si, risparmio no? Con l’utilizzo del tondino in acciaio inox nelle opere pubbliche?
Ministro Passera risponda…

Il Governo Monti ha certamente una grande qualità quella di possedere Ministri tecnici che nel mondo professionale sanno esprimere eccellenze, fra queste certamente il Ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera che ha anche la delega per le infrastrutture (On. Matteoli nel governo Berlusconi). Sottoponiamo quindi all’ex amministratore delegato di Banca Intesa una questione sulla quale da anni dibattiamo e cerchiamo, dati alla mano, di dimostrare quanto si potrebbe risparmiare utilizzando nelle opere pubbliche strategiche il tondino in acciaio inox al posto di quello al carbonio.
Certamente come dimostrano i dati pubblicati a lato inizialmente si ha una spesa superiore nell’utilizzo di un materiale più pregiato ma con riduzioni di manutenzione per la sostituzione di quello che ruggine ecc. deteriorano con relativi blocchi stradali e disagi per i lavori estenuanti di manutenzione. Alla lunga si avrebbero solo benefici, minori costi e minori disagi, minori incidenti che incidono oltre che con feriti e morti in spesa per il sistema sanitario e assicurativo. Riteniamo quindi che sottoponendo al Ministro Passera il dossier ci sia almeno la certezza che le valutazioni scientificamente provate trovino adeguato ascolto e attenzione, se dobbiamo fare cassa come Monti va dichiarando continuamente per dare motivazioni oggettive ai sacrifici che sempre meno gli italiani sono disposti a fare e che c’è bisogno di soldi. Per trovarli oltre ad aumentare le entrate si devono ridurre le spese senza affossare lo sviluppo, le infrastrutture si devono fare e sono urgenti e come dichiarato dallo stesso Ministro ” sbloccheremo i cantieri e con i project financing rilanceremo il Paese”. Bene, che le commissioni tecniche a sua disposizione prendano atto anche di queste note tecniche per meglio attivare i risultati di costi e benefici, se a volte la politica può apparire disattenta al pragmatismo dei tecnici ora con i tecnici al Governo l’attenzione potrà, ci auguriamo, essere massima.

PAROLA ALL’ESPERTO ING. CARMELO MAIORANA

Acciaio Inox o acciaio tradizionale al carbonio per le infrastrutture pubbliche? E’ questo che ci stiamo chiedendo facendo questo servizio, i dati statistici ci dicono che l’Inox ha maggiore durata, resistenza, in grado quindi di garantire una maggiore durabilità alle infrastrutture. E’ cosi?
La famiglia degli acciai inossidabili presenta una serie di tipologie le cui caratteristiche rendono questo materiale estremamente interessante nella varietà delle sue possibili applicazioni alle infrastrutture pubbliche. Mi riferisco in particolare alla diversa composizione chimica dell’acciaio inossidabile rispetto agli acciai tradizionali al carbonio, che da una parte ne incrementa la resistenza alla corrosione e dall’altra ne migliora le caratteristiche meccaniche e quindi, di conseguenza, le prestazioni in servizio. Altre proprietà interessanti del materiale in questione, consistono in un’elevata resistenza alle alte temperature e importanti riserve plastiche. L’interesse degli ultimi anni e la varietà di applicazioni degli inossidabili mostra quanto questi acciai possano costituire una valida risposta alle sfide future dell’ingegneria civile.
Se l’obbiettivo quando si realizza una costruzione fosse veramente quello di renderla più sicura perché non vengono utilizzati materiali secondo quanto recita il prontuario del Ministero: “la durevolezza di un materiale ha precedenza su tutto”. Ma per l’inox non è così?
La soluzione va cercata nel compromesso tra garantire la funzionalità della struttura in sicurezza e la spesa sostenibile da parte della collettività. Questo difficile equilibrio può essere assicurato solo imponendo agli Enti proprietari l’attuazione del Piano di manutenzione redatto in fase di progetto esecutivo dell’Opera stessa. In questo senso l’acciaio inossidabile, garantendo una maggiore durabilità rispetto l’acciaio al carbonio, può far sì che l’incremento di costo iniziale sia recuperato nel tempo con una manutenzione più contenuta se non minima.
Cosa cambierà nelle normative a livello di sicurezza edilizia? Le opere pubbliche saranno realizzate come si deve o meno? E se il pianeta fa le bizze attenderemo passivamente la cancellazione di un’altra città ?
Credo che sia opportuno da una parte accelerare l’entrata in vigore di normative più attente alla salvaguardia delle infrastrutture rispetto le sollecitazioni derivate dall’azione sismica, dall’altra vigilare sulla corretta e trasparente applicazione di quanto già previsto dalle normative vigenti. Del resto, le problematiche legate alla sismicità del territorio sono ormai note e le normative sulle costruzioni le recepiscono con una più severa zonizzazione sismica dei Comuni italiani. Un discorso a parte va fatto sulla messa in sicurezza di edilizia storica la quale è stata spesso oggetto di interventi che invece di migliorare hanno introdotto criticità dal punto di vista della risposta dinamica. L’attuazione di proposte concrete, non solo dal punto di vista meramente documentale, come il “Fascicolo del fabbricato”, di cui si parla dal 2000, una sorta di libretto della struttura sulla quale annotare gli avvenimenti più significativi (manutenzioni, problemi riscontrati, interventi vari), potrebbero aiutare la valutazione del tecnico chiamato a esprimersi sullo stato di salute di un edificio nel tempo. Alla base di tutto deve però esserci certezza sulla qualità dei materiali utilizzati, tecnologia avanzata basata sulla costante ricerca e innovazione dei mezzi a disposizione e aggiornamento costante dei professionisti del settore.


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