Nuove regole sul lavoro: anche l’Ue approva

//   31 ottobre 2011   // 0 Commenti

licenziamento 300x200Siamo alle solite: i sindacati, senza ancora preso visione dell’ipotizzato provvedimento volto a cambiare l’articolo 18 dello statuto lavoratori, inserendo una maggiore flessibilità per licenziare in caso di crisi economica dell’azienda utilizzando comunque l’ammortizzatore cassa integrazione, hanno subito detto no minacciando lo sciopero generale. Oltre all’ormai spuntata arma dello sciopero infatti, mentre in passato la credibilità della triade sindacale aveva ancora attenzione da parte dei lavoratori, oggi a causa della crisi economica mondiale e i dettati dell’ Europa, le nostre antiche schermaglie di dinosauri del sociale non hanno più effetto; dobbiamo farcene una ragione e per primo il sindacato. Da sempre in tutte le economie avanzate le regole di assunzioni e licenziamenti si sono modernizzate, partendo dal principio che ogni datore di lavoro è ben lieto di assumere quando ha necessità come deve sentirsi libero di licenziare, magari momentaneamente, collaboratori che non hanno lavoro in azienda ma che pesano sui conti mensili. Quante sono le imprese che hanno chiuso ostinandosi ad onorare le buste paga, spesso applicando un principio famigliare di solidarietà stante le dimensioni delle nostre Pmi. Legami che hanno portato nel Nordest anche a suicidi di imprenditori non più in grado pagare gli stipendi. L’Europa ce lo suggerisce e, considerando le nostre lente reazioni poi ce lo impone come ha fatto con le manovre finanziarie varate a ripetizione durante l’estate e come sappiamo farà dopo aver accolto con entusiasmo la lettera d’intenti portata dal nostro Primo Ministro a Bruxelles.
In quel documento ci sono impegni a fare cassa e investimenti in infrastrutture per migliorare i servizi, come risparmi di spesa e sburocratizzazione per cittadini e imprese. In Germania ad esempio, alcuni anni fa fu approvata una legge che introduceva il concetto che “l’azienda in difficoltà può decidere in qualsiasi momento quanti lavoratori licenziare, il sindacato stabilisce quali in base a parametri suoi (età,anzianità, numero dei figli ecc.).” In poche parole, quello che da noi è stato definito “licenziamento facile“. Risultato che molte aziende si sono salvate, la disoccupazione diminuita, gli stessi hanno ripreso ad assumere superando di slancio la fase acuta della crisi, una dimostrazione di positività. Da queste cose si deve anche imparare, smettendola di fare distinguo su quanto indica l’ Ue. Quando fanno comodo le indicazioni vanno seguite, quando rompono uno status quo vecchio come il cucco non sono valide.. ma in Germania le cose quando le decidono le fanno, da noi sappiamo come funziona. Tutte le decisioni che devono essere prese devono subire 2 passaggi in parlamento. Subire il vaglio delle commissioni Senato e Camera, l’approvazione delle parti sociali, sindacati in testa, non turbare il sonno delle varie associazioni ordini professionali e lobby varie, alla fine, solo alla fine forse, l’approvazione di un testo che con quello originario non ha più nulla a che vedere. La rapidità con la quale ormai cambiano gli orizzonti politico economici del mondo necessita di decisioni e reazioni rapide, con iter governativi snelli e decisionisti. Molti chiedono le dimissioni di Berlusconi ma, senza il cambio delle regole costituzionali che diano al Primo Ministro e al Governo la possibilità di governare, sempre in democrazia, ma potendosi assumere le giuste responsabilità delegate dagli elettori, nessuno, tanto meno l’opposizione, l’accozzaglia senza guida, potrebbe governare veramente. Il pressing europeo ha messo fuoco al culo delle mediazioni e degli equilibri, Napolitano, Berlusconi e tutta l ‘Ue ci hanno imposto tempi serrati e si è fatto presto e abbastanza bene considerando quello che c’è a disposizione. Anche la nuova lettera di impegni deve essere attuata, compresi quelli di rivedere le regole sul lavoro (il cosiddetto licenziamento facile), considerando gli esempi virtuosi degli altri paesi deve essere adottata. Al sindacato suggeriamo di guardare oltre e cercare davvero di fare l’interesse dei lavoratori i quali sono già oberati di tasse e di problemi. Allentare gli obblighi sarà virtuoso anche per aiutare a fare emergere quel lavoro in nero al quale troppo spesso sono costretti i lavoratori per sbarcare il lunario.


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