L’high-tech a tavola: le nuove frontiere della ristorazione

//   19 giugno 2018   // 0 Commenti

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In molti paesi del nord Europa e negli Stati Uniti hanno già spopolato i ristoranti che hanno sostituito alla tradizionale “comanda” tablet, pc e sistemi informatizzati.
Addirittura, a Norimberga esiste Baggers un ristorante con touch screen posizionati su ogni tavolo per ordini e pagamenti e una rete di binari in acciaio che grazie alla forza di gravità trasporta i piatti sui tavoli. Il personale di sala c’è ma è dedito solo al ricevimento degli ospiti e alla spiegazione del funzionamento del sistema. A Londra, invece, si trova Inamo, ristorante con tavoli touch screen dove è possibile ordinare premendo la rappresentazione della pietanza sul tavolo, si può avere un’anteprima visuale della portata proiettata nel piatto, conoscere gli ingredienti, conoscere i tempi di attesa e di cottura delle portate nonché richiedere il conto.
Secondo un’indagine Faster Food & Quicker Service, gli italiani sarebbero molto propensi a un ambiente ‘hi tech’ per la pausa pranzo o per la cena con amici. Per il 92% degli intervistati, una proposta di ristorante con sistema ordinazione-pagamento informatizzata supera come gradimento quella del tradizionale self service. A 1.214 italiani, campione rappresentativo della popolazione italiana, è stato sottoposto un tour virtuale in due locali pubblici ancora non presenti in Italia. I risultati confermano la richiesta di novità che viene dal consumatore di generi alimentari: compra sempre meno prodotti da consumare in casa e attende nuove proposte dall’extradomestico. L’82,7% del campione preferisce un ristorante digitale alla tradizionale proposta di pizzette e snack dei bar presenti nei supermercati. Con una qualità di piatti mediamente soddisfacente, per un pranzo composto da pasta condita, secondo di carne, contorno, pane e bevanda, gli italiani sarebbero disposti ad una spesa fino a 10 euro (29,1%), 12 euro (32,9%), 14 euro (19%), 16 euro (9,9%) e gli altri a salire.
Di certo in Italia siamo lontani dai camerieri robot di Singapore, ma anche nel campo delle ristorazione c’è un’intensa richiesta di innovazione e proliferazione delle tecnologie.

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