“L’Elba è già stata travolta da uno tsunami economico. Le prospettive per il 2013 non sono rassicuranti. Bisogna reagire”

//   17 ottobre 2012   // 0 Commenti

isola ebla

“L’Elba nel 2012 è già stata travolta da uno tsunami economico.Le prospettive per il 2013 non sono rassicuranti. Per questo l’Elba deve reagire”.

Queste le parole dell’Ing Massimo De Ferrari presidente degli albergatori rilasciate in un intervista a Mondoliberonline. Come detto la ripresa economica, pur legata all’andamento nazionale, deve puntare nel recupero delle 300.000 presenze, per lo più italiane, perse nell’ultimo anno, essenzialmente attraverso:
‐ Il consolidamento dell’aeroporto e di nuovi collegamenti aerei
‐ Un piano promozionale unitario indirizzato verso i mercati ricchi ed accessibili
‐ Il mantenimento di collegamenti marittimi a tariffe eque per sfatare che l’Elba è inaccessibile
‐ Elevare la qualità dei servizi offerti dagli alberghi e ristoranti, mantenendo tariffe invariate
‐ Rafforzando il sistema di rete di imprese
‐ Creando il Distretto turistico dell’Elba
“Ci auguriamo che il nuovo Presidente – afferma Massimo De Ferrari – possa aprire un dialogo per rendere fruibile il patrimonio delle isole dell’Arcipelago: Pianosa e Montecristo Che, come sosteniamo da anni, può essere un forte “appeal” per il rilancio del turismo ecosostenibile per l’arcipelago”.

Si e’ registrato un deficit di presenze in questa estate 2012? Di quanto?

Mai abbiamo subito decrementi di presenze e di fatturato a due cifre ! Mai le nostre imprese si sono trovate in difficoltà economiche come per la stagione 2012. Senza considerare che le prospettive per il 2013 non sono affatto rassicuranti. Benché non si disponga, ad oggi, delle statistiche ufficiali tutti gli indicatori sono negativi. I sondaggi svolti dalla nostra associazione, tramite campioni significativi, hanno evidenziato un calo di presenze tra il 10 ed il 15%. Si nota come a giugno oltre il 50% delle aziende abbiano dichiarato un decremento di presenze oltre il 15%. Nel mesi di luglio oltre il 30% degli intervistati ha dichiarato perdite superiori al 15%. Anche il mese di agosto è negativo, benché la perdita sia stata più contenuta rispetto ai mesi giugno e luglio. Il grafico del mese di settembre è più equilibrato ma, in termini assoluti, anche questo mese si presenta con un saldo negativo. Questo anno, pertanto, le presenze nel settore alberghiero raggiungeranno il livello di 1.330.000, contro 1.730.000 registrato nella anno 2006 ! Le variazioni percentuali degli ultimi 5 anni dimostrano, in modo evidente, lo stato di crisi che attraversa l’industria turistica elbana. Sono, questi, dati allarmanti se si pensa che solo questo anno nel settore alberghiero sono state perse oltre 200.000 presenze ed a livello Elba oltre 500.000. Se poi ci rapportiamo all’anno 2001 la perdita a livello comprensoriale è di ben 900.000 (3.200.000 anno 2001 e 2.300.000 del 2012) . Il tasso di occupazione che rappresenta un importante indicatore della redditività, benché insensibile al fattore prezzo, è notevolmente sceso. Tutto quanto detto è anche confermato dai dati pervenuteci dalla Autorità Portuale sul movimento passeggeri e mezzi. Con un calo complessivo da gennaio ad agosto del 11,31 per le auto e dell’11, 68 per i passeggeri. Ma non solo, anche i dati sul movimento del “cambio tovagliato” denotano una flessione compresa dal ‐ 30,5% di giugno al ‐16,1% di agosto. Una situazione, questa, confermata anche dalla Federalberghi Nazionale che ha stimato un decremento del 5% a livello nazionale e del 10,6% a livello toscano. Considerato poi che a livello regionale le città d’arte sono quelle che hanno subito il minor decremento, il calo del balneare toscano è stimato a livelli ben superiori al 10 %. In sintesi per l’Elba il calo della stagione 2012 è compreso tra il 10 ed il 12 %, mentre il fatturato (indice di salute del comparto produttivo) si assesta con un calo di oltre il 15% ! Un aspetto importante che merita sottolineare è il dato disaggregato delle presenze. Dato che vede un aumento della componente estera del 5% con un decremento di quella italiana del 20%.

Recentemente in un’intervista ha affermato:” Si stanno studiando anche forme di turismo complementare ad esempio con quello dell’Elba”. Ce lo puo’ spiegare?

Mi riferisco alla necessità di abbinare forme nuove di vacanza integrata  ;mi riferisco soprattutto ad unire la visita alla citta d’arte con i luoghi storici dell’elba,lo shoppimg dei marchi per es a Forte dei Marmi e la vacanza e l’artigianato all’Elba, i vini della costa toscana e le aziende che producono all’Elba…;questi pacchetti (che si muovono per segmenti di mercato) si rivolgono ad un nuovo turista per l’Elba e che dunque può andare ad integrare gli italiani del mare oggi in diminuzione (evidente che il collegamento aereo e marittimo  di qualità a basso costo diventano un elemento determinante).

Quali sono i progetti futuri per incentivare il turismo alberghiero?

Se non ci sarà una inversione di marcia per gli elbani saranno anni di vera difficoltà. Per questo l’Elba tutta deve reagire. E sono certo che l’Elba ha i numeri per farlo. L’operazione è anche matematica: occorre recuperare o sostituire circa 1.000.000 di presenze . Poiché il mercato italiano resterà depresso almeno nei prossimi due anni contrariamente al mercato straniero che si prevede in crescita (sentite le previsioni anche del Ministro del Turismo), occorre sostituire, immediatamente, per quanto riguarda gli alberghi i 300.000 italiani persi con 300.000 nuovi clienti stranieri. L’operazione non è poi così difficile come potrebbe apparire. Attualmente, i mercati di maggior riferimento per l’Elba sono in crescita economica come la Germania (che rappresenta il 41% di presenze estere), la Svizzera (20%),l’ Olanda (7%) e l’Austria (5%).
Se pensiamo poi al bacino di turisti stranieri potenzialmente interessati alla nostra offerta, uno sviluppo sostanzioso di clientela estera non dovrebbe essere difficile. Penso ai mercati dell’est, quello russo in primis, a quello francese (con i prossimi festeggiamenti napoleonici), ma anche al mercato inglese e a quello del nord‐europa. Non meno interessante è quello americano, canadese, brasiliano. Tutti mercati stimolabili attraverso nuove forme di offerta come quella ad esempio che propone la settimana di vacanza
divisa tra città d’arte e resort al mare. (offerta che fino a poco tempo fa non era neanche presa in considerazione). Da questo scenario appare evidente che il trasporto aereo e quello via mare, assumono un rilievo importantissimo, direi determinante per il turismo futuro dell’Isola. Occorrono collegamenti aerei diretti su Campo dalle principali destinazioni europee, nonché da Milano, Roma e Pisa come hub. Occorre pertanto un aeroporto efficiente e ben strutturato. Obiettivo raggiungibile con un investimento stimabile intorno ai 5.000.000 Euro. (Con allungamento pista di centinaio metri, spostamento strada Bonalaccia, messa in sicurezza di fossi e immobili, realizzando investimenti nelle attrezzature di sicurezza ivi comprese le luci e completamento aerostazione con i relativi parcheggi). Non è più ammesso il palleggiarsi le responsabilità. Chiediamo, urgentemente, a tutti i soggetti coinvolti direttamente o indirettamente in questa infrastruttura di mettersi intorno ad un tavolo per individuare una soluzione ben precisa ed attuabile, nella consapevolezza che talvolta occorre arrivare ad assumere iniziative non a tutti forse gradite.
Già dal 2013 è probabile che possa attivarsi un collegamento giornaliero diretto con Milano. Se realizzato rappresenterebbe un grande salto di qualità per l’offerta elbana. Nel 2013 verranno intensificati i voli su Ginevra, Zurigo, Monaco, Berna e Milano. Ci sarà un nuovo collegamento con un aereo di otto posti da Basilea ed un collegamento su Malpensa. Manca, incredibile a dirsi, quello su Pisa. E’ ovvio che se non si riuscisse ad approntarlo immediatamente faremo obbligati a servirci di un collegamento puntuale multi taxi da Firenze e Pisa. Ma è da questi scali che passano i voli diretti da Mosca e San Pietroburgo che ora si fermano a Forte dei Marmi, che arriva il volo diretto da New York, che arrivano i collegamenti con Londra, Parigi, Amsterdam, Stoccolma, Oslo. Da Milano/Bergamo possiamo invece intercettare i flussi del mercato austriaco e tedesco: della Germania interna e dell’est europeo. Per tutti questi motivi sull’aeroporto dovranno essere concentrate le risorse economiche degli Enti Regionali, Camera Commercio e Comuni con la tassa di sbarco.

Quale messaggio lancia al turista del 2013?

Il messaggio che vogliamo far pervenire al turista sia esso estero o italiano e su cui cercheremo di basare parte della nostra comunicazione è che il costo del traghetto non è più un problema e spesso si arriva a costo zero soprattutto non in alta stagione perchè gli albergatori si fanno carico del problema trasporto e troveranno prezzi invariati ormai da due anni in un isola in cui le bellezze naturali sono indiscutibili e spesso neanche conosciute.

5. Sappiamo che il 2013 sarà l’anno conclusivo del Suo mandato. In tanti anni di esperienza in questo settore come e’ cambiato il turismo negli anni. E Cosa consiglia al Suo successore ?
Nei miei 4 anni di mandato soprattutto il 2012 è stato colpito dalla grande tempesta della recessione economica italiana; il turismo sta diventando sempre di più mondiale e sempre di meno italiano per cui sarà indispensabile ,che oltre ad essere un po’ fortunato magari per una forte ripresa dei consumi,che si portino a soluzione definitiva il problema dell’aeroporto e del sostegno alla ristrutturazione e miglioramento delle imprese  e speriamo del Comune Unico ,per essere pronti ad affrontare i tanti problemi di competitività delle aziende elbane che ormai si devono raffrontare con i concorrenti non solo italiani,ma soprattutto mondiali.

Insomma tante le speranze e aspettative dell’Ing Massimo De Ferrari per la ripresa del turismo. Si e’ parlato di un Piano Promozionale che si è sviluppato per attrarre flussi da nuovi mercati esteri, con qualche intervento di consolidamento in Italia. Particolare attenzione è stata data al mercato europeo con interventi in Germania, Svizzera ed Austria. Una azione più penetrante è stata invece ipotizzata per il mercato dell’ Est Europa (Russia e Polonia) L’obiettivo, soprattutto sul mercato italiano, è quello del consolidamento del marchio Elba attraverso la presenza sulla RAI e stampa nazionale, il tutto attivando e proponendo “club di prodotto” per una migliore segmentazione dell’offerta.
Il programma sarà corredato ed integrato da pacchetti che comprendono necessariamente il traghetto o
l’aereo perché è ormai è dimostrato che il mercato vuole avere certezza dei costi e dobbiamo sfatare il
concetto che l’Elba sia concepita nel panorama italiano come una destinazione “cara”, cosa che per altro
abbiamo dimostrato non essere vera .
Un programma ambizioso di circa 600.000 € di investimento con interventi anche a sostegno delle
manifestazioni più importanti e storiche dell’Elba quali Elba Isola Musicale, Rally storico, Elba Drink, Festival
del Camminare, Premio Giornalistico… con l’ausilio di un Ufficio Stampa di livello.
Per l’esecuzione si ipotizza la costituzione di un ATI con tutti coloro che si sentono di dover partecipare alla
ripresa economica dell’Elba, in attesa che si consolidi l’idea di una Fondazione per la divulgazione delle
ricchezze naturalistiche, storiche e culturali dell’Isola.
Inoltre unitamente ad altre associazioni di categorie e’ stato richiesto a Regione, Governo, Provincia, Comuni l’avvio del Distretto Turistico dell’Elba (legge 106/2011) che, su richiesta delle imprese del settore
turistico, su proposta regionale e con l’approvazione Governativa, permette di riqualificare l’offerta turistica, accrescere l’efficienza nella produzione dei servizi, offrendo opportunità di investimenti alle imprese, facilitando l’accesso al credito, semplificando i rapporti con le pubbliche amministrazioni: cosiddette “zone a burocrazia zero”.
Un invito e’ stato lanciato anche alla Port Authority per attuare una politica di contenimento delle spese eliminando quelle superflue conseguenti all’istallazione delle barriere verso l’Elba.

“Dobbiamo però tenere alto il livello della nostra offerta, della struttura alberghiera e turistica in generale,
delle nostre spiagge, delle nostre strade, del nostro territorio sia a monte che a mare. Ma anche i nostri
servizi debbono essere all’altezza dei tempi, dobbiamo rilanciare l’aeroporto, assestarci sul trasporto
marittimo. Dobbiamo investire per accrescere la nostra competitività”. Così il presidente Massimo De Ferrari.


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