Legge elettorale: Nel nome di Tatarella, i partiti ne hanno discusso a Roma

//   9 febbraio 2012   // 0 Commenti

8 febbraio Pdl

IMG 0392 225x300”Quanto pesa il tuo voto? Ipotesi di legge elettorale oggi” e’ il tema dell’incontro organizzato dalla fondazione Italia Protagonista, che si e’ tenuto ieri, mercoledi’ 8 febbraio, presso la Sala Convegni Santa Marta di piazza del Collegio Romano 5, in occasione del XIII anniversario dalla scomparsa di Pinuccio Tatarella. All’incontro, presieduto da Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, sono intervenuti Ferdinando Adornato,  Fabrizio Cicchitto, Raffaele Fitto,  Altero Matteoli, Gaetano Quagliariello e Luciano Violante. Presenti in sala anche Giuseppe Calderisi, Roberto Calderoli, Domenico Nania, Vincenzo Nespoli, Giovanni Guzzetta e DenisVerdini.

Il dibattito si e’ tutto incentrato sulla legge elettorale e diversi i temi caldi sul tavolo.

I due padroni di casa, Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, mettono subito i puntini sulle “i”, chiarendo che la maggiore libertà di scelta, per i cittadini, non potrà mai andare a discapito della governabilità.

”Vogliano lanciare un grande progetto unitario del centrodestra che dice ‘no’ alle frammentazioni”. Lo afferma il presidente del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, ai microfono di MONDOLIBERONLINE, qualche minuto prima di presiedere al convegno .

Un appuntamento messo a punto prima dell’accelerazione di questi giorni per ”smuovere le acque in un dibattito un pò ”congelato” e, ha detto Gasparri all’AdnKronos, raccogliere riflessioni ”libere di esponenti dei diversi partiti”. Il tutto nel nome di Giuseppe Tatarella, bipolarista convinto e grande ideatore di sistemi elettorali, scomparso proprio l’8 febbraio del 1999.

IMG 0399 300x225Il dibattito è un modo, ha sottolineato Gasparri, ”per onorare un protagonista della politica, della destra e del centrodestra, che partecipò al progetto maggioritario con quota proporzionale del ‘Mattarellum’ e che ha dato poi il nome all’attuale sistema elettorale per le elezioni regionali, il ‘Tatarellum’”.

Alla fine del giro di incontri tra i partiti, promosso dal Pdl, Angelino Alfano, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini faranno un ulteriore giro di consultazioni al termine delle quali proveranno a tirare le fila sulla riforma elettorale. Lo ha spiegato il coordinatore del Pdl Ignazio La Russa intervenendo al convegno “Quanto pesa il tuo voto? Ipotesi di legge elettorale oggi”.

Alfano, Bersani e Casini “verificheranno se c’è la possibilità non dico di fare un testo base ma di individuare dei punti comuni e se si può riformare la Costituzione o è necessario dedicarsi solo alla riforma elettorale”.

“Come facciamo – ha osservato per l’Udc Ferdinando Adornato – a stabilire la convenienza dei nostri partiti, non sapendo come sarà l’assetto delle alleanze e degli stessi partiti tra qualche mese? Fa male difendere un bipolarismo irreale. Bisogna ricominciare da capo. Abbiamo commesso un errore – ha detto riferendosi alla legge vigente – pensando che una legge elettorale potesse condizionare il sistema politico, e invece deve essere il contrario. Deve cominciare l’era della trasparenza, e restituire ai cittadini la libertà della scelta dei parlamentari. La nuova legge – ha consluso – non deve obbligare a coalizioni forzate e senza obblighi programmatici, altrimenti saremo destinati al suicidio politico”.

Particolarmente preoccupato dalla tenuta del sistema bipolare si è mostrato l’ex-ministro del Trasporti Altero Matteoli: “Ho notato una certa ambiguità – ha detto – da parte di chi sta trattando, per il mio partito, con gli altri partiti. Il comunicato congiunto col Terzo polo non mi ha convinto. Le preferenze – ha aggiunto – non hanno più senso, perché non esiste più la militanza politica intesa come una volta. Se le reintroduciamo, reintroduciamo un sistema che crea problemi a livello morale”. Il vicecapogruppo al senato, Gaetano Quagliariello ha sottolineato invece che “la legge elettorale deve essere anche uno strumento per aumentare la coesione nazionale, e deve porre dei paletti, tra cui quello di difendere un bipolarismo tendenziale, in cui le terze forze devono essere incoraggiate a una sfida, a crescere, e non a vivere su posizioni di rendita. Occorre creare un nuovo rapporto tra eletto ed elettore, e non credo le preferenze siano la soluzione adeguata”.

Per il centrosinistra, Luciano Violante ha messo in guardia sulle responsabilità che attengono alla classe politica: “La prossime elezioni politiche – ha detto – non decideranno solo chi vince, ma decideranno il futuro del sistema politico. Se il governo ci tira fuori dalla crisi e noi non siamo capaci di riformare il sistema politico, quest’ultimo potrebbe non essere più nelle nostre mani. Chi sarà responsabile della crisi politica, ne pagherà i costi. Quando vedo i giornali che parlano di inciucio, è gente che non capisce come funziona un sistema democratico. Dobbiamo sbrigarci, e penso che alla fine della prossima settimana potremo cominciare a trarre le fila del ragionamento. Abbiamo sei mesi di lavoro davanti a noi. Occorre superare – ha aggiunto – le inimicizie preventive,. Si restituisca agli italiani un sistema politico concorrenziale con le riforme che sta facendo il governo sul piano economico”.

E, infine, l’autore dell’attuale legge elettorale, il famigerato ‘Porcellum’, ha spiegato Roberto Calderoli nel suo intervento: “Se ci sono tre persone che propongono quattro modelli diversi io qualche dubbio ce l’ho. Se c’è addirittura un conflitto istituzionale tra i due rami del Parlamento su chi deve fare cosa allora dico che siamo partiti con il piede sbagliato”.

Calderoli, inoltre, non è d’accordo con chi sostiene che bisogna avviare prima le riforme costituzionali e poi la legge elettorale: “Fino all’agosto scorso la pensavo così ma mi sono scontrato con la dura realtà. Ora abbiamo di fatto sei mesi o poco più davanti per discutere e penso sia impossibile arrivare a una riforma costituzionale se ci sono posizioni così distanti. Quindi dobbiamo fare l’unica cosa che va fatta, cioè la riduzione del numero dei parlamentari”. Poi la legge elettorale. “A me piace il modello tedesco. Ma che sia modello tedesco, non meticcio. Sono disponibile purché la legge elettorale sia fatta col pedigree. Il Porcellum ce l’aveva il pedigree”.

 


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