Legalità, Sviluppo e Buon Funzionamento delle Istituzioni per il Futuro del Mezzogiorno

//   14 settembre 2011   // 0 Commenti

sebastiano caffo 300x225Un’unica voce per lo sviluppo del Mezzogiorno e dell’intero Paese: quella dei Giovani Imprenditori del sud Italia. Il Comitato composto dai Presidenti dei Giovani Imprenditori di otto regioni meridionali, e presieduto dal calabrese Sebastiano Caffo, ha deciso infatti di lanciare un unico, forte messaggio: l’Italia ha bisogno immediatamente di profonde e organiche riforme economiche e strutturali. Dopo i sacrifici richiesti dalla manovra finanziaria, c’è il bisogno impellente di misure per far crescere il nostro Paese. La classe politica deve innanzitutto dimezzare i costi della politica in linea con le altre democrazie europee, garantire la certezza del diritto e dei tempi della giustizia, recuperare le risorse
dal patrimonio pubblico, innalzare l’età pensionabile in relazione all’aspettativa di vita e ridurre la tassazione per i lavoratori dipendenti. Questi punti, già enunciati dal Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria nel corso del Consiglio Centrale straordinario, sono le linee guida a cui si rifanno anche i Giovani Imprenditori del Mezzogiorno.

Per una crescita di tutto il Paese deve infatti crescere il sud Italia, come ha fatto presente il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che nel 2009 nel suo discorso di fine anno diceva: “Le condizioni più critiche si riscontrano nel Mezzogiorno e tra i giovani. L’economia italiana deve crescere di più e meglio: ecco il nostro obiettivo fondamentale.
E perché cresca in modo più sostenuto l’Italia, deve crescere il Mezzogiorno, molto più fortemente il Mezzogiorno. Solo così, crescendo tutta insieme l’Italia, si può dare una risposta ai giovani che s’interrogano sul loro futuro”.

I Giovani Imprenditori del Mezzogiorno sono ben consapevoli del momento critico che sta attraversando il nostro Paese e che l’unica soluzione è puntare sull’Italia e sulla sua forza lavoro.

Utilizzando, ad esempio, il credito d’imposta e i fondi messi a disposizione per le aree sottosviluppate, sarebbe possibile la riattivazione del sistema di Credito di Imposta che consentirebbe a sua volta di introdurre la fiscalità di vantaggio a favore di tutte quelle aziende che investono, assumo e reinvestono nel sud Italia. Altra soluzione proposta dal Comitato è un consistente taglio del costo del lavoro nelle aree sottoutilizzate, così da attrarre investimenti ad alta intensità di manodopera. L’obiettivo è raggiungere una crescita del PIL pari al 6% l’anno, per i prossimi 15 anni, dato calcolato dal Centro Studi nazionale di Confindustria. Solo attraverso la creazione di una No Tax Region sarebbe recuperato l’enorme svantaggio che affligge le imprese del Sud, che potrebbero così dare il proprio contributo per l’intero Paese. La sola abolizione dei trasferimenti di denaro pubblico a fondo perduto consentirebbe di azzerare le imposte per le imprese
del sud per i primi 10 anni di attività. I fondi disponibili sarebbero addirittura utili a permettere ulteriormente una riduzione delle imposte nei successivi 5 anni di attività. E  l’abolizione dei contributi a fondo perduto garantirebbe anche la totale esclusione dei cosiddetti “prenditori” che approfittano di questi contributi in modo illecito.

Conclude Sebastiano Caffo “Noi rappresentiamo quel Sud che, nonostante tutto, continua a lavorare con determinazione ed ottimismo per un futuro migliore. Lo scenario di riferimento in cui operiamo, segnato da una prolungata stagnazione
economica, da elevati tassi di disoccupazione giovanile, dalla particolare presenza e recrudescenza di fenomeni malavitosi e criminali, evidenzia numerosi fattori che generano complessivamente uno scarso livello di qualità della vita e grande timore e sfiducia nel futuro per i giovani. Da ciò l’esigenza di intervenire in maniera orizzontale sui questi fattori di svantaggio, per generare maggiore competitività e diffusa legalità, in modo da migliorare gli indici di vivibilità e dare nuovo slancio al mercato del lavoro ed alla produzione”.

Il Comitato Interregionale dei Giovani Imprenditori del Mezzogiorno lancia dunque al governo queste proposte, convinto che il futuro del Sud, e dell’Italia intera, possa essere migliore solo se sarà percorsa la strada della Legalità, dello Sviluppo e del Buon Funzionamento delle Istituzioni.

Sebastiano Caffo
Presidente comitato interregionale mezzogiorno GGI Confindustria
Presidente GGI Confindustria Calabria

Silvio Ontario
Presidente GGI Confindustria Sicilia

Dario Polignano
Presidente GGI Confindustria Puglia

Silvia Cianciullo
Presidente GGI Confindustria Molise

Lorenzo Pagliuca
Presidente GGI Confindustria Basilicata

Carlo Barbagallo
Presidente GGI Confindustria Campania

Mauro Barnabei
Presidente GGI Confindustria Abruzzo

Cristiano Todde
Presidente GGI Confindustria Sardegna


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