Le sfide dei cattolici per il nuovo anno

//   16 gennaio 2012   // 0 Commenti

ucid 300x284Parafrasando Kennedy, i cattolici italiani non dovrebbero chiedersi che cosa porterà loro il nuovo anno, dovrebbero piuttosto domandarsi cosa potranno dare essi al prossimo anno agli italiani ed all’Italia.
Se la fine di un anno, dunque, è tempo per i bilanci consuntivi deve anche essere occasione per i propositi e le idee da proiettare nell’immediato futuro e, quindi, per predisporre dei bilanci preventivi con obbiettivi e traguardi precisi. I cattolici italiani infatti hanno di fronte a sé delle sfide che se non raccolgono rischiano di compromettere la propria presenza e la possibilità stessa di incidere ancora nel tessuto sociale italiano.
Perché se è vero – a proposito di bilanci – che i cattolici hanno molti motivi per guardare con interesse al protagonismo di tanti movimenti ed ambienti registratisi nell’anno che si chiude, è anche vero che non possono rischiare di appannare la propria identità per tentare di restare uniti ad ogni costo.
Infatti il mondo cattolico in questi anni ha sempre mantenuto generalmente un profilo e un comportamento di grande compostezza, dimostrando una capacità notevole di sacrificare le proprie legittime ambizioni in nome della coesione nazionale e della pace sociale.
Sarà bene allora che questo mondo vasto e radicato nella società italiana abbia bene in vista e a mente le linee di sviluppo di un’azione politica che dovrà essere rilanciata con decisione. Soprattutto all’esterno di questo mondo affinché i tratti della Dottrina sociale cattolica siano sempre più riconoscibili e che – tanto per fare qualche esempio – vanno oltre l’alto il senso dello Stato, una cultura che rifiuta il clientelismo e l’assistenzialismo, gli sprechi della politica e le sue improprie ed illegittime ingerenze, la stessa coesione sociale.
Ma ci sono altri ambiti in cui i cattolici devono marcare di più toni e la presenza: soprattutto sul fronte dei principi, del diritto naturale, della difesa della famiglia e della vita.
Forse l’anno che verrà potrà offrire la grande occasione per i cattolici di esprimersi chiaramente e senza incertezze su questi temi.
Perché potrebbe essere anche l’anno della grande offensiva di forze che in Italia lavorano per rompere le dighe del senso comune, della tradizione cattolica e della morale consolidata nella storia di questo paese. Di forze che con l’alibi della competenza e della preparazione tecnica sono fortemente caratterizzate da venature laiciste e da suggestioni relativistiche.
Su questo fronte, che non a caso definiamo così, è allora necessaria un’autentica campagna culturale che provi a contrastare la grancassa di una propaganda che martella continuamente l’opinione pubblica.
Ecco, i laici cattolici impegnati in politica e nel sociale devono tornare a parlare alle coscienze, perché proprio quello è il luogo dove il Cristianesimo è avvertito come necessario, giusto ed eterno. Essere cattolici e conservatori significa volere per domani, aggiornandolo alle forme, quello che non è di oggi o di ieri. Ma di sempre.

Riccardo PEDRIZZI
Presidente Regionale UCID Gruppo Lazio
www.riccardopedrizzi.it


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