Le richieste del Consiglio degli Investitori Stranieri

//   24 ottobre 2011   // 0 Commenti

stevanvangroningen

 

Bucarest – Dal forum organizzato dal Consiglio degli Investitori Stranieri, che rappresenta oltre 130 aziende con investimenti per oltre 40 miliardi di euro, sono emerse alcune richieste considerate imprescindibili per un vero rilancio dell’ economia romena e dell’intero sistema paese.

A quasi un anno dal lancio del “Programma di crescita economica” in cui erano state individuate più di ottanta misure suddivise per 10 diversi settori economici, dodici delle quali considerate come una priorità per una rapida uscita dalla fase recessiva, questo forum è stata l’occasione per divulgare il “Libro Bianco 2011” che rappresenta una approfondita analisi economica e che contiene una serie di raccomandazioni, che negli auspici del CIS, dovrebbero essere tenute in considerazione dal Governo.

Le principali soluzioni proposte per rilanciare sia i consumi interni che l’intero sistema produttivo del paese riguardano la riduzione dell’IVA al 19%, dopo che nel marzo del 2010 era stata alzata al 24%, un taglio di alcuni punti dei contributi sociali e previdenziali a carico delle aziende e una forte crescita nel tasso di assorbimento dei fondi strutturali europei da utilizzare soprattutto nel comparto delle infrastrutture. I fondi europei  ancora oggi rappresentano il vero possibile volano per l’economia, ma purtroppo il loro utilizzo rimane inchiodato ad un misero 3,7% del totale disponibile che ammonta a quasi 20 miliardi di euro. Altra richiesta fondamentale è stata quella di  continuare nel contrasto alla corruzione mettendo in pratica una politica di “ tolleranza zero” nei confronti di ogni fenomeno illecito e di malcostume perché il grado di percezione negativo verso un paese che un investitore può avere è maggiore del grado reale di corruzione del paese stesso. Il presidente del CIS, Steven van Groningen, ha affermato che “ il mondo degli affari è troppo corrotto e non importa che anche in altri paesi esista la corruzione, è fondamentale che la Romania lotti per la eliminazione di questo fenomeno distorsivo. Il Pease è percepito come corrotto e ciò ha effetti negativi sugli investitori stranieri; è quindi fondamentale che vi siano segnali visibili nel contrasto alla corruzione”. L’introduzione di un codice etico nel mondo degli affari è un prerequisito essenziale per incoraggiare le innovazioni, l’imprenditorialità e gli investimenti in un contesto sempre più competitivo.

Il taglio dell’IVA dal 24% al 19% potrebbe sicuramente incoraggiare i consumi interni che ad oggi risentono di una estrema debolezza sia a causa della congiuntura economica internazionale sia a causa dei maggiori costi a cui sono soggetti i cittadini a seguito della maggiorazione dell’imposta sul valore aggiunto, adottata in conseguenza delle indicazioni del Fondo Monetario Internazionale,  pena il blocco di alcune tranche del finanziamento concordato.

Secondo le dichiarazioni di Mihai Bogza, presidente di BancoPost, si sono prese decisioni importanti come quella sul nuovo codice del lavoro, infatti ha affermato che “ il vantaggio del costo ridotto della manodopera in Romania si sta  erodendo e a lungo termine si livellerà rispetto alla media europea. Questa mancato vantaggio dovrebbe essere sostituito da altri benefici e la maggior flessibilità nei contratti di lavoro va in questa direzione. Le proposte del CIS non comportano costi aggiuntivi per il budget statale se si escludono i costi politici delle eventuali prossime decisioni”.

Per le imprese sono stati individuati due strumenti, peraltro già in utilizzo in altri stati europei, come la detassazione degli utili di impresa reinvestiti e l’introduzione della legge sulle holding.

Secondo il Consiglio degli Investitori Stranieri il Governo romeno dovrebbe procedere alla redazione di un elenco con le priorità per gli investimenti pubblici, promuovere maggiormente gli investimenti in partnership pubblico-privato, adottare misure concrete in tema di liberalizzazione del mercato dell’energia incoraggiando la produzione con fonti rinnovabili  e procedere ad una sburocratizzazione ed informatizzazione della Pubblica Amministrazione.

Mariana Gheorghe, amministratore delegato di Petrom, sottolinea che “ nel prossimo anno ci si aspetta una crescita economica compresa tra l’uno e il due per cento, ma esistono molti fattori di incertezza sia interni che esterni come ad esempio il fatto che il 2012 sarà un anno elettorale il che va a sommarsi alla debolezza dell’intera economia europea rendendo pertanto difficile una previsione esatta”.

in collaborazione con Sette Giorni

 


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