Le Olimpiadi del doping

//   2 agosto 2012   // 0 Commenti

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dopingQuelle che potevano essere ricordate come le Olimpiadi della multirazzialità e dell’ecologia, passeranno forse alla storia come i giochi olimpici costellati da episodi di razzismo e, più frequentemente, da casi di doping.

Già prima della cerimonia inaugurale, infatti,  ben 9 atleti sono stati squalificati dallo IAAF (la Federazione Internazionale di atletica) per doping. Se 6 di questi atleti sono stati denunciati per anomalie nel passaporto biologico, altri 3 hanno addirittura rinunciato alle contro-analisi ammettendo così di essersi realmente dopati.

Nel frattempo sia l’atleta greca Papachristou che il calciatore svizzero Morganella sono stati allontanati da Londra 2012 per aver diffuso, tramite social network, frasi razziste: “Con così tanti africani in Grecia…le zanzare del Nilo potranno almeno mangiare cibo fatto in casa”, questa la scandalosa frase della specialista ellenica del salto triplo. Anche peggio, se possibile le frasi razziste del giocatore del Novara scritte su Twitter dopo la sconfitta della sua Svizzera contro la Corea del Nord: “distruggerò i coreani, devono bruciare tutti”. Nonostante il silenzio olimpico stabilito dalle federazioni nazionali, le frasi di questi due personaggi hanno cancellato la bella immagine delle prime donne saudite a competere nei giochi olimpici, che sfilano davanti alla Regina con tanto di velo…

Tornando al doping, purtroppo, dobbiamo ammettere che il malcostume è prassi assai diffusa, specie nel ciclismo. Anche il mondo del calcio, però, non ne è esente. Il boemo Zdenek Zeman, ora allenatore della Roma, aveva già sollevato la questione nei lontani anni ’90…

Persino Pep Guardiola, ex c.t. del Barcellona, è stato accusato di doping: nel 2001, infatti, risultò positivo al nandrolone e fu squalificato per 4 mesi con una condanna a 7 mesi di reclusione nelle patrie galere. Il ricorso dell’allora giocatore della Roma, cercava di dimostrare che il corpo dello spagnolo producesse una quantità di nandrolone maggiore rispetto al normale; la teoria non convinse i giudici che comunque gli evitarono il carcere. Infine, nel 2009, la Corte di Giustizia della Figc (Federazione Italiana Giuoco Calcio) ha cancellato la pesante accusa smacchiando così l’onta del doping dalla fedina sportiva di Guardiola.

Addirittura nemmeno Fabio Cannavaro, campione del mondo e pallone d’oro nel 2006, è stato risparmiato dai sospetti di doping.

L’ultimo caso, invece, coinvolge direttamente le Olimpiadi di Londra 2012.

La nuotatrice cinese Ye Shiwen, di soli 16 anni, si è resa protagonista di prestazioni così perfette da suscitare dubbi sulla sua “integrità fisica e morale”. Il record del mondo (4’28”43) nei 400 misti le ha permesso di raggiungere il suo primo oro olimpico; nelle semifinali dei 200 misti, invece, ha stabilito un nuovo primato olimpico; ma la vera sorpresa si è verificata nei 100 stile libero: con un tempo di 58”68 la giovanissima ragazza asiatica sarebbe riuscita (nella 2° vasca) a superare persino un uomo, (Michael Phelps) cosa mai vista prima.

Mentre quasi tutte le testate italiane sfoggiano in prima pagina metafore come “la cinesina volante“, la paura che i record della ragazza siano “fuorilegge” si paventa sempre di più. Così, ieri, Ye shiwen è stata sottoposta a severissimi test antidoping, ai quali, però, è risultata totalmente “pulita”.

Anzichè gioire per la potenza fisica e mentale di un’atleta tanto giovane, i media di tutto il mondo le hanno puntato il dito contro, sollevando vespai di sospetti che, alla fine, si sono rivelati infondati.

Il pregiudizio secondo il quale una donna non possa nuotare più velocemente degli uomini, è certamente il frutto di quasi un secolo di nuoto…ma è pur sempre una visione sessista, razzista e discriminatoria.

Se da Pechino rilanciano sostenendo che nessuno ha mai messo in dubbio le medaglie vinte dallo “Squalo di Baltimora”, il “nostro “Corriere dello Sport ” titola: “E’ doping genetico“.

Infine dalla Gran Bretagna giunge l’eco del “Dayli Mail“: “La manipolazione genetica ha dato agli animali più forza e ossigeno…chi dice che non si possa fare altrettanto con gli esseri umani?”.


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