“Le nozze di Figaro” per “Prima delle prime” al Teatro alla Scala

//   17 ottobre 2016   // 0 Commenti

foto copyright Masha Sirago

Appuntamento mercoledì 19 ottobre 2016 ore 18  con gli “Amici della Scala” al  Teatro alla Scala per “Le nozze di Figaro”di Wolfgang Amadeus Mozart, libretto di Lorenzo Da Ponte, presso Ridotto dei palchi “A. Toscanini”, con ingresso libero.

Il 7 maggio 1783 Mozart così scrive al padre: “L’opera italiana ha ripreso dovunque e piace molto (…). Ho già scorso un buon centinaio di libretti, e forse anche più, ma non ne ho trovato alcuno, di mia soddisfazione (…). Abbiamo qui per poeta un certo abate da Ponte, il quale però ha un daffare rabbioso in teatro per le correzioni, e inoltre deve scrivere un nuovo libretto per Salieri (…). Poi ha promesso che ne scriverà uno anche per me. Ma chissà se potrà – o se vorrà – mantenere la parola. Sapete bene, i signori italiani vi fanno sempre un viso molto amabile … Se è d’accordo con Salieri non avrò mai nulla da lui (…). Eppure desidererei tanto mostrarmi anche in un’opera italiana.”

Invece Salieri si dimostra disponibile. Mozart incontra Da Ponte in casa del barone Wetzlar e qui il progetto è discusso in ogni dettaglio. Così su suggerimento di Mozart, Da Ponte intraprende nell’autunno del 1785 la stesura di un libretto tratto dall’audace commedia di Beaumarchais “Le mariage de Figaro ou la folle journée” che mette a confronto le varie classi sociali. Un progetto temerario, in quanto non sembra possibile la  rappresentazione avendo l’Imperatore Giuseppe II già vietato la messinscena di quella “procellaria della rivoluzione” nel Teatro Nazionale di prosa. Il libretto è quindi scritto in gran segreto e d’accordo con Mozart Da Ponte rimuove tutti gli elementi di satira politica. Poi Da Ponte, prudente e scaltro, presenta personalmente il manoscritto all’Imperatore assicurandolo di aver soppresso “tutto ciò che possa offendere la decenza e il buon gusto (…). Quanto alla musica, a mio modesto avviso essa è un capolavoro.”

E l’Imperatore ordina che l’opera sia “messa in studio”. La composizione dell’opera è terminata il 29 aprile (così dal catalogo) e il 1° maggio 1786 va in scena al Burgtheater di Vienna con la direzione di Mozart stesso. Il successo è tale da costringere l’Imperatore a emanare un decreto per limitare le richieste di bis. Ma ancor più grande è il successo al Teatro di Praga nel gennaio 1787 dove “Qui non si parla che del Figaro, non si suona, non si strombetta, non si canta, non si fischia che il Figaro. Eternamente Figaro” parole di Mozart. L’opera è per Amadé il pretesto (come per Beaumarchais) per prendersi gioco delle classi sociali, ma l’intera vicenda può anche essere intesa come una metafora delle diverse stagioni dell’amore: Susanna e Figaro rappresentano l’amore che sboccia, Cherubino e Barbarina l’amore acerbo, il Conte e la Contessa l’amore al tramonto, Don Bartolo e Marcellina l’amore maturo.  Alla fine la satira politica scompare nel buio di un bel giardino, trionfa il perdono, e tutti felici corrono “a festeggiar”.

Nell’incontro “Guardate queste femmine” con ascolti e video, parla di Le nozze di Figaro Carla Moreni, critico musicale de “IlSole24Ore”.

(Foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com)


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