Confindustria Padova si pronuncia su Manovra e Legge elettorale

//   16 settembre 2011   // 0 Commenti

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Massimo Pavin

A lungo annunciata nei giorni scorsi, la posizione degli imprenditori padovani riguardo Manovra e Legge elettorale è definita, e per voce del presidente di Confindustria Padova, Massimo Pavin, tuona all’unisono “C’è forte preoccupazione per l’inadeguatezza della manovra sulla crescita. Oltre ad incalzare le decisioni del governo in maniera costruttiva stilando una vera e propria lista di interventi necessari ed efficaci per un reale rilancio dell’economia italiana, il rappresentante degli industriali padovani non manca di sottolineare l’inadeguatezza e la mancata credibilità della classe di governo, dell’opposizione e dell’intera sua classe dirigente.

Nelle “sette misure utili per ripartire”, i riferimenti alla intricata e capziosa burocrazia nazionale, macigno amministrativo e fiscale delle aziende italiane, sono espliciti; il portavoce degli industriali Pavin è diretto, ed elenca le riforme strutturali necessarie al rilancio immediato della crescita:

- Sgravi contributivi in busta paga e/o parziale riduzione dell’Irap da finanziare con parte del gettito dal previsto innalzamento delle aliquote Iva.
- Defiscalizzazione degli utili reinvestiti in azienda.
- Sgravi fiscali permanenti sull’assunzione di giovani e regole certe sui tirocini.
- Rilancio da parte degli enti locali, in esenzione dal patto di stabilità, delle piccole-medie opere infrastrutturali.
- Accelerazione di alcuni grandi programmi infrastrutturali (banda larga in primis).
- Incentivi fiscali e contributivi certi alla contrattazione di “salari di produttività”.
- Un programma più massiccio di sostegno pubblico (credito d’imposta e finanziamenti diretti) a programmi strategici d’innovazione nelle filiere dell’industria e nelle nicchie a medio-alta tecnologia.

Non basta questo per il rilancio del Paese, dice Pavin, e facendo appello alla necessità di “coesione interna, politica e sociale” – a lungo invocata dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano -, ammette anche la priorità che domina le coscienze degli italiani: quella di necessari tagli ai costi della politica e degli apparati amministrativi, e del dimezzamento dei parlamentari.

Infine, il comitato degli industriali si esprime in merito alla necessità di una riforma della legge elettorale (Legge Calderoli) – oggetto in questi giorni di grandi dibattiti per la scadenza dei termini per presentare le firme necessarie ad abrogarla attraverso referendum. Una riforma elettorale che “consenta di esprimere un Parlamento direttamente scelto dai cittadini, attraverso i collegi uninominali, e non nominato dai partiti, rafforzandone la responsabilità e credibilità”. E proprio in merito al referendum gli industriali si dicono “convinti che possa dare un forte impulso al Parlamento ad autoriformarsi, una spinta dal basso nell’interesse generale”.


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