Le buone idee vanno premiate in un periodo di vacche magre

//   12 agosto 2011   // 0 Commenti

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNA VITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

fabrizio frosio 300x200Chi come me ha un interesse spasmodico nella ricerca e nella voglia irrefrenabile di individuare un punto di incontro con i miei simili per l’affermazione della legalità, constatare i buoni propositi di alcuni che si prodigano ed escogitano idee e progetti validi e dignitosi, è senza meno un fatto positivo.

Il cittadino esercita un ruolo determinante ed indispensabile nell’esercizio delle sue funzioni per il trionfo della legalità che non è, né deve essere considerata un concetto formale, asettico e rituale da usare a proprio uso e consumo. Al contrario, stigmatizza inequivocabilmente la perfetta sintonia che deve esserci tra dare e il fare, obbligando il singolo a tenere dritta la “barra” del vivere quotidiano. Altrimenti tutto si trasforma velocemente in anarchia, nel caos. E’quanto sta avvenendo proprio nella civile Inghilterra, dove gli equilibri sociali e la voglia di ribellione all’ordine costituito è pesantemente messo in dubbio.

Noi non stiamo meglio. Lo abbiamo visto, la politica nazionale è in crisi. Non è più in grado di offrire risposte trasparenti e serie alla popolazione. Il cittadino è sfiduciato, vede il proprio avvenire sempre più compromesso.

Al buon padre di famiglia, a questo punto non resta altro da fare che organizzarsi, tira su le maniche, si guarda intorno e lavora. Non può attendere oltre.

Ben vengano, quindi, le idee produttive e innovative dirette a salvaguardare la nostra nazione e ciò che di positivo ancora ci riserva. Bisogna incentivare progetti innovativi che siano in grado di proporre politiche serie e che se ne assumano la responsabilità.

Ho letto, su questo giornale, l’intervista a Fabrizio Frosio, presidente del PDA, il Partito delle  Aziende. Ammetto l’ignoranza, sconoscevo la sua esistenza prima di allora. Ma ciò non pregiudica il mio giudizio positivo. Le idee mi sembrano buone, gli ingredienti ci sono tutti, un plauso ed un incentivo ad andare avanti mi sembra il minimo. Alcuni passi della sua intervista mi sono sembrati significativi quando afferma: “Forse il popolo non ha più voglia di politica ed è stanco di chi di politica non è ha più fatta…tralasciando chi fino ad ora ha tenuto in piedi un paese anche se in condizioni ingiuste e disperate…noi nasciamo da una necessità di sopravvivenza e non da un’ideologia, nasciamo per la fame di cambiamento reale” – Ccome dargli torto.  E continua: “Berlusconi  pur essendo un imprenditore di successo non è riuscito a fare breccia se non in minima parte nel reparto produttivo del paese,…chi lavora e produce materia e servizi reali, non sono le società quotate in borsa, ma i piccoli artigiani, le piccole aziende manifatturiere, i piccoli stabilimenti produttivi ora massacrati da una crisi spaventosa ed una concorrenza sleale fatta da chi possiede buona parte del nostro debito pubblico..”. Parole sante quelle del presidente Frosio,  musica per le mie orecchie.

In un periodo di ”vacche magre” le buone intenzioni del PDA, sono bene accette. Frosio, propone una trasformazione radicale del “modello impresa”, non più quale padre-padrone dell’economia reale, ma servo di essa e degli uomini che ne devono  beneficiare in un sistema integrato e socialmente evoluto:

“C’è bisogno di un centrodestra che rappresenti un sud che può essere veramente diverso se si incentiva il lavoro… rilanciando le nostre le aziende al sud potremo risolvere tanti problemi, forse anche quello di combattere le associazioni mafiose”. Bravo Frosio, sette più.

E finisce in crescendo “A Roma si svolgerà l’assemblea costituente del partito, qui proporremo una raccolta fondi da destinare alle forze dell’ordine ed all’esercito per il sud, da investire contro le mafie ed una simile ai carabinieri del nord per la sorveglianza delle sue aree industriali ed artigianali”.

Eh sì, dei buoni proponimenti, non c’è che dire. L’auspicio è che non rimangono per aria, come altri ed altri ancora. A questo punto non ci rimane che stare a vedere, premiando se il cambiamento sarà reale, oppure deprecandolo quando ne constaterò l’infondatezza.

In bocca al lupo al PDA!


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