“Le biciclette di Eva Fischer” in mostra alla Casina dei Vallati a Roma

//   20 maggio 2018   // 0 Commenti

"Le bici innamorate"

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Eva Fischer e Alan Baumann

“Non ero una partigiana: mi limitavo a girare in bicicletta per entrare nei teatri e nei cinema di Bologna, dover affiggevo manifesti per spingere alla lotta contro i nazifascisti”. Questa è la risposta che per tutta la vita Eva Fischer ((1920-2015) ha dato a chi le chiedesse per quale motivo fosse membro onorario dell’Associazione Nazionale Partigiani. La bicicletta di Eva, sua fedele compagna di vita, è sopravvissuta alla Seconda Guerra Mondiale, ai faticosi percorsi tra i sette colli, all’acquisto della prima autovettura alla fine degli anni ’50. Il suo scheletro metallico ha esalato l’ultima pedalata verso gli anni ’70, per poi lasciarsi sbriciolare definitivamente dalla ruggine in un balcone di Trastevere.

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"Nel cuore di Ostuni"

“Le biciclette di Eva” è il titolo della mostra ideata dal figlio Alan Baumann e dedicata alla pittrice italiana Eva Fischer , in occasione della 101esima edizione del Giro d’Italia. L’inaugurazione della mostra, che presenta quadri ad olio, litografie ed incisioni, sarà martedì 22 maggio 2018 ore 18:30 nelle sale del primo piano della Casina dei Vallati, sede museale della Fondazione Museo della Shoah di Roma, visitabile nelle giornate: 23, 27, 28, 30, 31 maggio e 3 giugno (dalle ore 10.00 alle 17.00), 1° giugno (dalle ore 10.00 alle ore 13.00), ingresso libero.

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Alan Baumann con i genitori (Eva Fischer e Alberto Baumann)

Alan Baumann, vuoi raccontare un simpatico ricordo con tua mamma quando eri adolescente?

Ho da sempre sostenuto di esser nato fortunato e di ricordi piacevoli con i miei genitori, ne ho diversi. Per l’occasione, in vista di questa mostra (credo la personale di Eva numero 132 o giù di lì), potrei scrivere di biciclette, anzi della prima bicicletta da corsa avente come optional un cestino posto sul manubrio. Questo perché avendo una bella terrazza che girava attorno all’appartamento, iniziavo a correre senza sosta e ad una certa ora, al mio passaggio davanti alla cucina, mia madre inseriva al volo dei panini, della frutta o delle bibite dentro al cestino. Ridicolo visto con gli occhi di oggi, ma mi divertivo tanto e quanto sport che facevo.

Che significa e cosa rappresenta per te oggi quella bicicletta di tua mamma?

Non ho ricordi senza una bicicletta: “la Bicicletta”, che lentamente si disintegrava in terrazza. Continuava a vivere impressa nelle sue tele, o come soggetto di incisioni, disegni, litografie. La vera “Bicicletta” aveva ruote oramai senza camere d’aria e moriva vittima del tempo e della ruggine, fino a scomparire definitivamente. Praticamente è stata un’autentica persona della famiglia. D’altronde Eva le aveva dato una vita, talvolta sofferta: le sue “biciclette” erano stanche, innamorate, gentili, rotte, veloci o annoiate.1 Eva Fischer 19630509 Comincia la festa come oggetto avanzato 1 300x222

A Roma giri in bici?

Magari potessi girare in bici. Ne ho una in garage praticamente da sempre, ma il timore di finire in una buca romana, di sprofondare in una improvvisa voragine o semplicemente di salire per le strade in rovina dei sette colli, hanno tolto l’ultima speranza di tornare a muovermi in bicicletta. Per non parlare dei pazzi che si credono i padroni delle strade cittadine. Non dimentichiamoci degli alberi che cadono. Ultima “novità” romana, gli autobus che prendono fuoco improvvisamente. Roma è proprio una città a misura di bicicletta.

Chi sarà presente all’inaugurazione?

All’inaugurazione di lunedì 22 maggio interverranno il Presidente della Fondazione Museo della Shoah, Mario Venezia, la Presidente dell’UCEI Noemi Di Segni, la Presidente della CER Ruth Dureghello. Introdurrà  il Prof. David Meghnagi,  Assessore alla Cultura dell’UCEI e Direttore del Master della Shoah (UniRoma3).

Masha Sirago, mashasirago@gmail.com – wwww.mashasirago.com


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