Le agevolazioni fiscali per le case di lusso

//   7 marzo 2018   // 0 Commenti

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Per conoscere le agevolazioni fiscali che è possibile richiedere per le case di lusso, è necessario capire quali sono le abitazioni che rientrano in tale categoria. Si definiscono di lusso le case che sono dotate di più di un ascensore per ciascuna scala, di terrazzi con una superficie superiore ai 65 metri quadri a servizio di un’unità immobiliare urbana singola, di una superficie utile complessiva di più di 160 metri quadri esclusi i posti auto, i box, le scale, le soffitte, le cantine, i balconi e i terrazzi e di scale di servizio non prescritte dalla legge.

Quali case sono di lusso?

I possessori di case di lusso possono pensare di essere esclusi a priori dalla possibilità di ottenere benefici fiscali significativi, proprio per le caratteristiche delle proprie abitazioni. Rientrano tra le case di questo tipo quelle che sono costruite in aree di lusso in base agli strumenti urbanistici: è il caso delle ville presenti in aree che sono destinate a parco privato. Un’altra caratteristica da tenere in considerazione è quella relativa alle aree di più di 3mila metri quadri in cui sono costruite ville unifamiliari, a condizione che non si tratti di zone agricole. La presenza di una piscina di non meno di 80 metri quadri è un altro dei fattori in grado di far considerare di lusso una casa, così come l’esistenza di campi da tennis con sottofondo drenato con una superficie di almeno 650 metri quadri.

Un appartamento in un condominio può essere una casa di lusso?

Non è raro imbattersi in annunci immobiliari e inserzioni relativi a case di lusso in palazzi o condomini: molto spesso il ricorso alla dicitura “di lusso” non è corretto, ma addirittura rischia di portare più svantaggi che vantaggi. Le abitazioni di lusso, infatti, presuppongono che gli acquirenti siano tenuti a pagare l’imposta di registro al 9%. Chi ha intenzione di vendere casa senza affidarsi a un’agenzia immobiliare, dunque, dovrebbe informarsi con attenzione prima di esprimersi in definizioni non veritiere, anche perché è facile intuire la differenza tra un’imposta di registro all’1% e un’imposta di registro al 9% per una casa che costa intorno ai 300mila euro.

Non è detto che una casa di lusso debba essere per forza una villa: anche un appartamento che fa parte di un condominio o di un palazzo può rientrare in questa categoria, se supera i 240 metri quadri di superficie. Le agevolazioni fiscali decadono, dunque, nel momento in cui la superficie utile è oltre tale soglia: dal dato quantitativo complessivo della superficie specificata nell’atto di acquisto devono essere considerati anche i muri divisori e i muri perimetrali. Gli appartamenti che sono formati da uno o più vani che costituiscono un alloggio padronale unico di più di 200 metri quadri di superficie sono case di lusso se hanno pertinenze di aree maggiori di sei volte l’area coperta.

Riconoscere le case di lusso

Un’abitazione di lusso può essere riconosciuta anche per la presenza di montacarichi, se lo stesso è a servizio di non più di 3 piani. Tra i fattori da valutare anche i rivestimenti delle pareti, realizzati con materiali pregiati. La Commissione tributaria regionale di Trieste, attraverso la sentenza 114/01/12, ha specificato che nel computo dei metri quadri che contribuiscono a definire i requisiti che servono per stabilire se una casa è di lusso o meno deve essere compresa anche la mansarda, anche se non le sono stati attribuiti i requisiti di abitabilità indicati nel decreto del 5 luglio del 1975 del Ministero della Sanità. Anche la superficie di un piano seminterrato non abitabile va ritenuta superficie utile, come segnalato dalla Cassazione.


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