LAV sostiene l’interrogazione parlamentare per l’iniziativa “Latte nelle scuole”: non si considerano scelte alimentari alternative

//   4 marzo 2019   // 0 Commenti

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Al giorno d’oggi le “scelte” alimentari di adulti e bambini fanno sempre più discutere. C’è chi si oppone alla decisione di genitori vegani o vegetariani di imporre ai figli il medesimo stile di vita. Chi, invece deve fare i conti con intolleranze e allergie, e chi, d’altro canto segue le mode alimentari del momento.

Sulla scorta di queste diversità la LAV (Lega Antivivisezione) si era opposta alla nuova edizione di “Latte nelle scuole”, campagna pubblica di “educazione alimentare”, che mira a promuovere il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari, rivolgendosi ai bambini tra i 6 e gli 11 anni che frequentano le scuole primarie.

L’associazione, attenta all’etica ambientale e al rispetto per gli animali, ha chiesto attenzione sul tema, sostenendo un’interrogazione Parlamentare presentata il 19 febbraio scorso dalla Senatrice Monica Cirinnà e rivolta ai Ministri delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, della salute e dell’istruzione, dell’università e della ricerca.

L’iniziativa, sostiene LAV, ha un’impostazione discriminatoria, che non prevede un’alternativa equivalente a livello nutrizionale per i bambini che non bevono latte, e in particolare, non tiene conto di quelli vegani. Nel testo dell’iniziativa, infatti, si fa esclusivamente riferimento a bambini con allergie o intolleranze. In questo modo, sottolinea l’associazione, non si favorisce l’inclusività.

Chiaramente, su questo ultimo punto, monta la polemica rivolta ai genitori vegani, non tenendo conto che le scelte genitoriali, seppur subordinate alla salvaguardia del minore, sono individuali e rispettabili.

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