La storia del calcio balilla

//   28 marzo 2013   // 0 Commenti

biliardinoQuando si parla di calcio balilla, i nostri ricordi vanno naturalmente a ritroso nel tempo, alla nostra infanzia, nella fattispecie agli oratori e alle parrocchie, dove non mancavano mai il biliardino e il ping pong. Intere generazioni di persone sono cresciute nei luoghi dove si giocava a calciobalilla, negli oratori e più prosaicamente nelle sale giochi della nostra riviera e nei bar.
Un po’ di storia di questo gioco che è molto popolare in Italia: la nascita del calcio balilla ha come scenario, come sfondo, la guerra civile spagnola e le sue atrocità. Il gioco fu inventato da Alejandro Finisterre, un ragazzo di 17 anni, a cui venne l’idea di inventare il biliardino o calcio balilla mentre si trovava ricoverato in un ospedale di Madrid, per le ferite riportate nel corso di un bombardamento durante la guerra civile spagnola (1936-1939), che si concluse con la vittoria delle forze nazionaliste guidate dal generale Francisco Franco. Finisterre restò molto colpito dal fatto che i numerosi bambini ricoverati con lui nell’ospedale a causa delle ferite di guerra, erano impediti per sempre di giocare a calcio. Per questo motivo, Finisterre, prendendo come modello il tennis da tavolo, aveva costruito grazie anche al contributo di un amico carpentiere, Francisco Javier Altuna, uno strumento per giocare a calcio, che si poteva esercitare all’interno e che soprattutto lo potevano praticare anche le persone che non erano in condizioni fisiche perfette, come i bambini che avevano perso le gambe nel corso dei terribili bombardamenti che ci furono durante la guerra civile in Spagna. C’è anche una corrente di pensiero che fa risalire alla Germania la nascita del biliardino, grazie al suo presunto inventore, Broto Wacther.

Regolamento e varianti

Infatti il calcio balilla non è altro che un gioco che si basa sulla simulazione di una partita di calcio, dove i giocatori, manovrano in un tavolo da gioco fornito di sponde laterali, tramite barre o stecche, le sagome di piccoli giocatori detti omini o ometti, cercando di colpire tramite essi, una pallina per spingerla nella porta avversaria con un diametro dai 32 mm ai 34mm. In Italia viene chiamato comunemente biliardino o calcio balilla. Il calciobalilla è un’attività aggregante da un punto di vista squisitamente sociale, infatti si tratta di una grande passione per milioni di persone di tutti i paesi del mondo, dai bambini che lo giocano negli oratori, nei bar e nelle sale giochi, fino agli anziani, che in questa maniera ritornano anch’essi bambini, ricordando le partite giocate con prototipi che si possono definire rudimentali rispetto ai modelli sofisticati che ci sono oggi.
Il gioco del biliardino non è universale, ma esistono diverse specialità, le regole utilizzate poi, non sono tutte uguali, in Italia sono diverse rispetto a quelle degli altri paesi. All’estero e nelle competizioni internazionali sono infatti consentiti i “mitici” ganci, un passetto stop e tiro, palle ferme e trascinate, pratiche queste che in Italia sono proibite. Questo fatto penalizza non poco i giocatori italiani che si recano a fare i tornei fuori dalla nostra penisola.


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *