La “Symphonie Fantastique” di Berlioz diretta da Claus Peter Flor in Auditorium

//   6 luglio 2016   // 0 Commenti

laVerdi e Coro - foto principale

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Auditorium

Triplo appuntamento giovedì 7 (ore 20.30), venerdì 8 (ore 20.00) e domenica 10 luglio (ore 16.00) all’Auditorium di Milano con laVerdi diretta da Claus Peter Flor con la “Sinfonia Fantastica” (Symphonie Fantastique) di Hector Berlioz (1803-1969). Il capolavoro del compositore d’Oltralpe – vera e propria “confessione in musica” dell’autore, come conferma il sottotitolo Episodi della vita di un artista – viene riproposto al pubblico milanese in quest’ultimo programma della Stagione sinfonica prima della ripresa autunnale.

La locandina è completata da “Lélio”, o “il ritorno alla vita”, proseguimento e conclusione ideale della Fantastica, all’insegna di quella idée fixe della donna amata, filo conduttore delle due opere. Sul palco dell’Auditorium anche il Coro Sinfonico guidato da Erina Gambarini e la voce recitante dell’attore Marco Foschi, protagonista de L’opera da Tre Soldi di Brecht – Weill, andata in scena al Piccolo Teatro di Milano da aprile a giugno.

Info: (Biglietti: euro 35,00/15,00; info e prenotazioni: Auditorium di Milano Fondazione Cariplo, largo Mahler, orari apertura: mar – dom ore 14.30 – 19.00, tel. 02.83389401/2/3; on line:  www.laverdi.org o www.vivaticket.it ).

Programma

La scelta di proporre in abbinamento la Symphonie fantastique e il Lélio di Berlioz si attiene all’intenzione originaria del compositore di proporle in un’unica azione drammatica.

La Sinfonia fantastica è una confessione in musica, come conferma il sottotitolo Episodi della vita di un artista. I cinque movimenti di cui è composta rievocano la tormentata storia d’amore del compositore con l’attrice Harriet Smithson, dalla “gioia e il dolore inesprimibili provati dall’artista prima di vedere l’amata” all’”amore vulcanico improvvisamente ispirato da lei”; dal rifiuto da parte della donna fino all’incubo indotto dall’oppio negli ultimi due movimenti, in cui l’artista sogna di aver ucciso la donna, di essere condotto al patibolo e di trovarsi nel mezzo di un macabro sabba di streghe.

La novità quasi provocatoria della sinfonia sta, oltre all’articolazione in cinque movimenti, nell’uso di una idée fixe che rappresenta l’amata e fa da filo conduttore dell’intera composizione, anticipando la tecnica dei leitmotiv di Wagner (ma in ambito sinfonico). E ancora, innovativo è il genere della sinfonia “a programma”, ibrido tra la sinfonia vera e propria e il nascituro poema sinfonico (il primo sarà Les Préludes di Liszt del 1848).

Nato come pendant e conclusione ideale della Fantastica, Lélio, o Il ritorno alla vita ne riprende l’idée fixe e ne completa il racconto: assistiamo al risveglio dai sogni allucinati della sinfonia, il “ritorno alla vita” per mezzo della musica e della poesia (shakespeariana). Siamo di fronte a un “monodramma lirico”: la parte narrativa è affidata infatti a un attore che recita sei monologhi, scritti dallo stesso Berlioz, intervallati ad altrettanti episodi musicali tenuti insieme dalla ricca orchestrazione e dallo spunto autobiografico Berlioz-Lélio.

(Foto © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com)

 


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