La scommessa di Erik Buell

//   20 maggio 2014   // 0 Commenti

EBR 1190 RS AMA 2013 15.JPG 960Chi ama le moto americane e chi è appassionato delle due ruote in genere non può non amare Erik Buell, geniale ingegnere di Pittsburgh che già  nel lontano 1983 cominciava a far sognare milioni di appassionati con le sue moto rivoluzionarie.
Dopo il triste stop alla produzione del 2009, quando il Marchio era di proprietà Harley Davidson, Erik Buell si è rimesso al lavoro instancabile ed ora arriva la gloria. Dopo gli ottimi risultati conseguiti nel celebre campionato AMA( con diversi podi della EBR 1190 RS)  ecco lo sbarco in SBK. Per l’impresa Erik sceglie un team con base italiana e tecnici Italo-Indiani, con il budget  erogato da Hero, importante società indiana e proprietaria del 49% della EBR ed il sogno è realizzato. Stop al nome Buell e pronti con il nuovo marchio EBR (Erik Buell Racing),  nato dalle ceneri di quello che Harley-Davidson aveva deciso di “fermare” nel 2009. Un ritorno di Erik Buell e delle sue “creature”  in grande stile, nel mondiale SBK invece che nelle EVO come si era sussurrato, con in pista la nuova superbike in edizione “full”, la EBR 1190 RX. Marchio e piloti americani, e un team che fa base in Italia.
LA 1190 RX
SBK 100% MADE IN USA
Erik Buell dopo che la Buell è stata dichiarata chiusa dalla Harley-Davidson si è piazzato a East Troy, nel Wisconsin, dove con un piccolo gruppo di persone,  ha dato luce a EBR (Erik Buell Racing), con la 1190 RS come primo modello a fregiarsi del nuovo marchio, nel 2011. La moto era a tutti gli effetti un prototipo a tiratura limitata, solo 100 pezzi, ma ok per le regole di omologazione dell’AMA( più tolleranti di quelle del mondiale), cosi Buell ha deciso di fare sviluppare della sua SBK nel suo habitat naturale: la pista. Il risultato finale è la RX, di stretta derivazione dalla RS, dotata di un motore Rotax bicilindrico a V di 72° da ben 185 CV, potenza notevole per un bicilindrico che la porta al vertice della categoria. Le soluzioni tecniche sono ispirate a quelle delle Buell classiche, ovvero serbatoio della benzina all’interno del telaio e quello dell’olio nel forcellone, oltre che al must della casa, ossia il disco perimetrale anteriore. Una versione SBK che se la giocherà alla grande in questo campionato del  mondo.

YATES E MAY
La sede del team è a Verdello (BG) la parte organizzativa è affidata a Giulio Bardi, ex team manager per Yamaha Italia. Il proprietario del team è invece Claudio Quintarelli, mentre alla parte tecnica troviamo Paolo Carminati, che vanta importanti esperienze sia in Yamaha sia in Toyota nell’ambito della Formula 1. A supporto dei tecnici italiani ci saranno alcuni esperti Indiani, espressamente voluti dal main sponsor: Hero, colosso da 6 milioni di motoveicoli venduti all’anno e proprietaria del 49% di EBR. I piloti sono entrambi americani e hanno un curriculum di tutto rispetto. Geoff May (10 anni di esperienza nel campionato nazionale americano), con un terzo posto l’anno scorso proprio su EBR come miglior piazzamento, mentre Aaron Yates (40 anni) è un pluri-campione nazionale sia in Stock che in SBK.  Fuoco alle polveri quindi in questa nuova avventura dove I’unico problema potrà essere rappresentato dall’inesperienza internazionale e dalla forte concorrenza nipponica ed italiana ma quando si tratta di Erik Buell tutto è possibile..

Ora si fa sul serio
Eccola la versione più accessibile e stradale della supersportiva americana Erik Buell Racing. Prestazioni
da vera SBK e l’inconfondibile firma del genio americano. Negli USA costa l’equivalente di circa 13.900 euro Arriverà anche in Italia

Erik Buell ha iniziato a produrre una moto supersportiva a prezzo accessibile, sicuramente più di quello della EBR 1190RS del 2011, un gioiello per pochi da 40 mila dollari.
COSTA POCO E  VA FORTE
PIU DELLA VECCHIA
Nonostante il prezzo inferiore e la componentistica meno al top rispetto a quella usata dalla sorella RS, per la RX le prestazioni del motore sono aumentate.
Al prezzo di 18,995 dollari (circa 13.900 euro) vi portate a casa una Superbike con targa e fanali.. dotata di un motore esaltante: la Casa, per il bicilindrico a V di 72°, dichiara una potenza massima di 185 CV a 10,600 giri e una coppia di 137,8 Nm a 8200 giri, prestazioni in linea se non superiori a quelle delle Superbike stradali più famose, soprattutto le bicilindriche.

NON C’E SOLO IL MOTORE
Il motore è supportato da una ciclistica con telaio in alluminio che funziona da serbatoio del carburante, e forcellone dello stesso materiale. Per le sospensioni la scelta è caduta su Showa (Big Piston per la forcella). Il tutto circondato da una carena piuttosto rastremata al posteriore, dove il telaietto sella è in vista, e dotata di un sottile faro a LED all’anteriore. Per quanto riguarda le dimensioni, gli ingegneri hanno lavorato per raggiungere il peso di 190 kg (a secco).
Non manca l’elettronica, dato che la EBR ha anche il controllo di trazione, regolabile su 21 livelli, comandabile dal futuristico cruscotto digitale a colori. Qual è la firma Buell sulla ciclistica della RX? Il mitico disco anteriore perimetrale da ben 386 mm, morso da una pinza a otto pistoncini, un classico sulle sportive americane del Wisconsin.
Non resta che aspettarla nei concessionari europei. Per gli americani la RX è già disponibile nei colori giallo, rosso e nero.
E se le supersportive non fanno per voi non preoccupatevi: Erik Buell ha già in programma le versioni SX e AX, rispettivamente una Streetfighter, si presume la versione Naked della RX, e una Adventure, il top per viaggiare.
Matteo Tassinari


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