La rivoluzione dello sguardo

//   1 luglio 2011   // 0 Commenti

monet, il bacino delle ninfee

le donne di tahiti4I capolavori del Musée d’Orsay di Parigi lasciano la Francia e approdano in Italia: fino al 24 luglio 2011, al Museo di arte contemporanea (Mart) di Rovereto (11 euro, corso Bettini 43, tel. 800397760, www.mart.trento.it) si possono ammirare oltre settanta dipinti provenienti dalla più importante collezione del XIX secolo del mondo:  Monet , Cézanne,  Pissarro , Sisley, Renoir, Degas, Toulouse-Lautrec, Van Gogh, Gauguin, Morisot, Vuillard, Bonnard, Denis, Courbet, tutti quegli artisti che hanno cambiato, alla fine dell’Ottocento, il corso della storia dell’arte moderna.
“La rivoluzione dello sguardo. Capolavori impressionisti e post-impressionisti dal Musée d’Orsay”, è una mostra che ha l’ambizioso obiettivo di percorrere e raccontare, passo dopo passo, come gli artisti impressionisti e post-impressionisti abbiano rotto con la tradizione, sovvertendo l’ordine pittorico ottocentesco e anticipando una nuova visione di arte: moderna, innovativa ed unica. La rivoluzione dello sguardo è data da contrasti di luci e ombre, da colori forti, vivi, che hanno eternato, sulla tela, le sensazioni del pittore di fronte alla natura. Il colore stesso è usato in modo rivoluzionario: i toni chiari in contrasto con le ombre complementari, gli alberi prendono tinte insolite, come l’azzurro, il nero viene quasi escluso, preferendo le sfumature del blu più scuro o del marrone. Fondamentale era dipingere en plein air, a contatto con la natura, con il mondo.la stanza di van gogh1
Una rivoluzione impressionistica che prende vita dal realismo sconvolgente e sfacciato di Gustave Courbet nella celeberrima tela L’origine du monde (1866) ; oppure attraverso le sensazioni di uno sguardo che scruta e cerca di fissare sulla tela, l’inarrestabile: lo scorrere del tempo, dato dal cambiamento della luce e dal passare delle stagioni. Si ricordano a questo proposito le numerose versioni della Cattedrale di Rouen (1892) di Claude Monet riprodotta nelle diverse ore del giorno e in diverse condizioni climatiche. Troviamo anche la straziante solitudine di Van Gogh e della sua Chambre ad Arles (1889): una camera vuota, colori vivi, dalle tinte serene con cui il pittore avrebbe voluto esprimere  un senso di tranquillità, ma il risultato è un senso d’angoscia dovuto alla linea spezzata che contorna gli oggetti, i colori netti e privi di ombre e le pareti ed il pavimento inclinati, quasi sul punto di crollare.
Uno sguardo introspettivo, intimo, declinato al femminile, è invece quello di Berthe Morisot, il cui dipinto Le Berceau (1873) fu presentato con scandalo alla prima mostra dell’Impressionismo nel 1874 a Parigi; l’esotismo di Paul Gauguin con le Donne di Tahiti (1891) fatto di un armonia audace e irreale attraverso colori vivi, puri, quasi accecanti. “Tutto mi acceca, mi abbaglia in questo paesaggio” scriveva Gauguin nel 1981, parlando della Polinesia; c’è poi lo sguardo raffinato di DegasMonet5 205x300 sulla danza e l’Omaggio a Cézanne (1900) di Maurice Denis, testimonianza di una fedeltà all’artista da molti considerato il più importante di quell’epoca.
Questa mostra dalle mille e affascinanti sfumature è resa possibile grazie all’accordo di collaborazione tra il Mart e il museo francese, che in fase di restauro (riapertura prevista per l’autunno 2011) ha concesso per la prima volta un nucleo così rilevante di opere in prestito per una itineranza di sole tre tappe, che ha toccato Australia, America e ora, unica sede il Mart, l’Italia.
L’esposizione ideata e curata da Guy Cogeval, presidente del Musée d’Orsay, e Isabelle Cahn, con la direzione scientifica di Gabriella Belli, direttore del Mart, regala attimi di arte eterna fatta di paesaggi urbani e rurali, figure femminili, autoritratti, riflessi cangianti  e prismatici, tratti vivaci, momenti intimi di pittori che hanno segnato indelebilmente la concezione dell’arte: attraverso la rivoluzione dello sguardo, lo sguardo dell’anima che c’è in ognuno di noi…


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