La retromarcia dell’Assessore Stival

//   27 luglio 2011   // 0 Commenti

L’Assessore regionale alla caccia, il leghista Daniele Stival, fa retromarcia sul calendario venatorio approvato dalla Giunta regionale del Veneto appena due settimane fa, apportando alcune correzioni per quanto riguarda la gestione degli ungulati nella Zona Faunistica delle Alpi, restituendo alle province la facoltà di gestire il prelievo nel rispetto della normativa vigente.
A seguito delle pesanti critiche mosse da Maria Cristina Caretta in raCaccia cacciatori con caneppresentanza del Coordinamento delle Associazioni Venatorie del Veneto, dall’Assessore provinciale alla caccia Marcello Spigolon che si era reso portavoce della protesta sollevata da tutti i comprensori alpini della provincia di Vicenza, delle associazioni ambientaliste propositive e non integraliste.Tutte queste realtà associative avevano formalmente contestato all’assessore regionale Stival la scelta di inserire in calendario venatorio regionale il divieto di utilizzare i cani segugi nella caccia agli ungulati e l’obbligo di utilizzare solo fucili con canna ad anima rigata dotati di ottica di mira.
Prendiamo atto con favore delle correzioni apportata al calendario venatorio dalla Giunta regionale del Veneto, ha commentato l’on. Sergio Berlato, presidente dell’Associazione per la difesa e la promozione della Cultura rurale- Onlus – anche se le riteniamo totalmente insoddisfacenti rispetto alle molte richieste di modifica avanzate dalle varie categorie interessate all’argomento.
Chiusura della caccia anticipata al 19 gennaio per alcune specie di selvaggina migratoria, quali cesena, tordo bottaccio e tordo sassello, chiusura della caccia al colombaccio dal 18 al 30 settembre, imposizione delle giornate fisse per la caccia alla selvaggina stanziale, diversificate non solo tra le diverse province ma anche tra ATC della stessa provincia, sono le principali restrizioni considerate come ingiustificate ed inaccettabili.
Se l’assessore regionale alla caccia , il leghista Daniele Stival, non correggerà anche queste storture inserite nel calendario venatorio regionale, su suggerimento dei dirigenti della Federcaccia, salirà il livello di protesta fino a portarla fisicamente anche sotto la sede della Giunta regionale del Veneto.


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