La Regione ‘scippa’ lavoro alle farmacie toscane, Mugnai (Pdl) :”Centinaia a rischio choc finanziario”.

//   21 novembre 2011   // 0 Commenti

stefano mugnai

Federfarma ha indetto proprio su questo un summit per domenica prossima a Montecatini. Intanto però Mugnai chiede spiegazioni alla giunta regionale attraverso un’articolata interrogazione con cui, esposti i fatti, l’esponente del Pdl chiede innanzitutto di «avere copia di tutti gli accordi con le associazioni dei farmacisti avuti dall’inizio della legislatura», ma poi anche di conoscere «se e quali provvedimenti la giunta intenda proporre per evitare rilevanti conseguenze economiche alle farmacie toscane e, comunque, situazioni di difficoltà anche per le piccole realtà comunali». Poi c’è il fronte dei pazienti, sul quale Mugnai invoca «provvedimenti per ridurre i disagi all’utenza e verificare la completezza del servizio anche nelle aree isolate o nei comuni di minori dimensioni».

Sì perché la prospettiva è piuttosto inquietante: si parla di mettere in ginocchio un intero settore. Ecco cosa, a spizzichi e bocconi e un’Asl qui e una lì, sta in realtà accadendo: «A maggio, la delibera 358  sulla clausola di salvaguardia per gli equivalenti con prezzo non allineato alle nuove quote Aifa ordina alle Asl di potenziare la distribuzione diretta agli assistiti dei farmaci off patent fino al raggiungimento di una quota percentuale non inferiore al 15 % dei consumi 2010». Non solo: «C’è il capitolato speciale dell’Estav Centro in cui si delinea “l’affidamento del servizio di consegna di farmaci e presidi a strutture aziendali e al domicilio di pazienti per l’azienda Usl 4 di Prato”, servizio per il quale si ipotizzano 150 consegne domiciliari giornaliere scavalcando completamente le farmacie territoriali e privando l’assistito della consulenza professionale del “proprio farmacista di fiducia”». Questi i fatti. Poi ci sono le normative. Una è la Finanziaria regionale 2011 (LR 65/2010) che prevede la possibilità di procedere in accordo con le farmacie convenzionate per individuare modalità ulteriori di erogazione di farmaci e dispositivi medici sul territorio, acquistati direttamente dal servizio sanitario regionale. E’ poi del marzo scorso l’avvio di una «prima sperimentazione dell’accordo con i medici di famiglia che affida alle Asl il recapito a domicilio dei farmaci di fascia A per i pazienti cronici complessi». In quest’ottica, «il nuovo accordo-quadro per la medicina generale dell’Asl 10 prevede, al punto 2a, che l’Azienda consegni direttamente i farmaci prescritti  a un certo numero di pazienti, individuati di concerto con il medico curante che in cambio si vedrebbe attribuire solo il 50% della spesa per questi assistiti».

Un granellino dopo l’altro, si tratteggia un quadro nel quale «la Regione acquisterebbe con gare per categoria omogenea da chi offre di meno, e le farmacie dispenserebbero in cambio di una quota fissa a pezzo». Non basta: «Risulterebbe – si legge nell’interrogazione di Mugnai – che vi sarebbe da parte della Regione l’intenzione di intensificare la distribuzione a domicilio ai pazienti cronici. Tale situazione coinvolgerebbe il 70-80% dei farmaci destinati alle terapie croniche, il cui acquisto verrebbe tolto ai titolari e preso direttamente in carico dalla Regione». Questo, ricorda il Vicepresidente della Commissione sanità, implicherebbe la consegna all’utente «da parte di personale non qualificato». Così il paziente verrebbe privato del servizio garantito da una delle mission fondamentali della professione del farmacista, ovvero «la corretta ed esauriente informazione circa contenuto, attività terapeutica, posologia, modalità e tempi di somministrazione, controindicazioni, effetti collaterali, incompatibilità di qualunque natura dei medicinali dispensati». Il tutto, osserva Mugnai, con «gravissima lesione dei diritti del paziente» e «rischio di uno choc finanziario per diverse centinaia di farmacie». Ci sta pure l’autorete perché, scrive ancora Mugnai, «risulterebbe che i medicinali erogati direttamente presso gli ospedali sfuggirebbero persino al pagamento del ticket imposto con delibera regionale n. 722 del 4.08.2011». Per questo serve chiarezza. Può farla solo la Regione, a cui Mugnai chiede di pronunciarsi in forma scritta.


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