La realtà non è quella che ci viene raccontata

//   7 dicembre 2011   // 0 Commenti

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Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.

Il quadro complessivo che oggi appare all’orizzonte non è del tutto chiaro. Neppure gli opinionisti più raffinati sono in grado di definire le linee guida che vorrebbero un’Europa unita seppure nella moneta. L’incredibile confusione che serpeggia tra gli stessi leader dei Paesi membri è del tutto evidente.

La Costituzione Europea, emanata con enfasi, appare traballante e la soddisfazione della prima ora cigola di fronte al rischio di un default  comunitario. L’Occidente, sinonimo di ricchezza e proliferazione, è divenuto la cenerentola del sistema economico mondiale.

Il nostro Paese è stato uno dei Paesi fondatori, partecipando da subito all’integrazione Europea. Ci hanno tassato per raggiungere questo traguardo che appariva e, probabilmente lo è ancora, l’obiettivo al quale bisogna mirare per iniziare a profondere politiche ed intendimenti maggiormente convincenti e comuni. I Paesi dell’Est hanno fatto la fila per iscriversi “al club dei soci”  europei. La stessa Turchia, si è appellata ai Governi, compreso il nostro, affinchè appoggiassero una sua candidatura all’interno del Parlamento di Bruxelles, che a ragion veduta è il luogo dove concentrare e coalizzare gli indirizzi politici ed economici generali.

Oggi scopriamo, nostro malgrado, che gli intendimenti che hanno sorretto l’architrave comunitario, non sono più certi e, probabilmente, neppure condivisi dagli stessi promotori. La cancelliera Angela Merkel ed il suo principale interlocutore, il presidente Nicolas Sarkozy, gli stessi che sventolavano la bandiera blu a stelle concentriche, oggi assumono posizioni equivoche e non del tutto in linea per una vera e costruttiva cooperazione Europea. Gli interessi territoriali hanno prevalso su quelli generali, lasciando agli altri Stati le incombenze maggiori nella speranza di rincorrere un sogno che si è basato su un’Europa apparentemente unita.

L’Italia almeno in questo è stata leale. Ha digerito contraccolpi economici spaventosi che hanno, senza alcun dubbio, aggravato il già precario debito pubblico fino a giungere livelli stratosferici. Ha mantenuto i propri impegni e gli ammonimenti giunti sono stati tutti rispettati e questo vale anche per i debiti che onora e paga regolarmente.

Le spinte e le proposte di questi giorni non appaiono del tutto chiare e dirette a proporre iniziative generali. L’Euro e con sè l’Europa non avrà futuro, né potrà mai averlo, se non si legifererà in maniera adeguata. Il rafforzamento della moneta unica con una Banca che sia l’espressione degli interessi comunitari nella sua accezione più garantista ed equanime, intervenendo dove è necessario, piuttosto che appartenere a lobby e poteri economici qual è oggi la Bce, mi sembra un passaggio obbligato. La funzione di un Istituto di credito che non fornisca supporto ai propri correntisti in difficoltà non è in linea con i propri fini e l’oggetto sociale per cui è nato. Nella realtà  difficilmente il povero investitore potrà avvantaggiarsi della cassa e del supporto bancario.

La BCE appare comportarsi nella stessa identica maniera ed a mio parere, questo non è il suo ruolo. L’esigibilità è un concetto che riguarda sia chi deve elargire attuando l’evidente controllo, come pure chi deve dimostrare la concreta serietà nella restituzione del dovuto. Ma Signore Iddio, stiamo parlando di Stati, di Governi, di popoli interi che vedono monetizzata la  propria storia, la propria dignità, le proprie origini. Sottoporre ed anteporre gli ideali degli uomini ad un aspetto strettamente economico e finanziario è un virus pericolosissimo che può distruggere ed annientare la cultura, l’arte, i valori e quanto di più nobile è stato costruito negli annali.

La sfida che gli uomini di buona volontà devono raccogliere e fare propria è la capacità e la volontà di offrire solidarietà e supporto a chi ha bisogno. Ideali che cozzano, quasi sempre, con l’arroganza del sistema e la logica del Dio denaro. Le Agenzie di rating internazionali ci dicono che l’infallibile e la granitica Germania, della Francia lo sapevamo già, è a rischio della “tripla A”. Scommettiamo che l’indirizzo della BCE cambierà in maniera radicale a vantaggio dei propri Stati membri?


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