“La Rai racconta l’Italia: 1924-2014” alla Triennale di Milano

//   11 giugno 2014   // 3 Commenti

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a foto Rai ph Masha Sirago 300x224Con il titolo “La Rai racconta l’Italia: 1924-2014” l’esposizione alla Triennale di Milano vuole raccontare e celebrare una delle più importanti istituzioni culturali del Paese attraverso sessanta anni della sua televisione e i novanta anni della sua radio.  A cura di  Costanza Esclapon, Alessandro Nicosia e Barbara Scaramucci, la mostra è stata precedentemente presentata a Roma al Complesso del Vittoriano dal 31 gennaio al 30 marzo 2014 ed ora dal 29 aprile al 15 giugno 2014.b ph Masha Sirago 192x300

c ph Masha Sirago 300x224La Rai è specchio delle vicende, narra la vita quotidiana e costituisce non solo un servizio pubblico che, attraverso la televisione e la radio, veicola informazione, cultura e svago, a volte toccando picchi alti ed altre volte – purtroppo – bassi di qualità. Il cantante Renato Zero le ha persino dedicato una canzone Viva la RAI”“Viva la Rai/ Ci fa crescere sani…viva la RAI/Quanti geni lavorano solo per noi…/Viva la RAI/Con il suo impero/Dice la RAI/Soltanto il vero/Viva la RAI/Dimmi da quale parte stai/Viva la RAI/Se sarai

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bozzetto scultura (1966) di Francesco Messina

buono il tuo Mazinga vedrai/Oppure no…/Dipende dal funzionario RAI/Viva la RAI/Che cosa giusta/ E con la RAI/? sempre festa/Viva la RAI/Coi capoccioni e gli operai/In Viale Mazzini/Ci giocano i bambini/Mentre tu, vivi grazie alla RAI/TV/In fondo ? la tua mamma/Ti allatta dall’antenna /Mamma RAI, non ti abbandona mai…se no guai!/Viva la RAI /Quante battaglie nei corridoi… /Poveri noi… /Se non si mettessero d’accordo alla RAI /Paghiamo allora questo abbonamento /Per mantenerli in salute e in sentimento… /Perché oramai /Questo cervello /Avrà un padrone lo sai ? /Viva la RAI /Con il suo impero /Dice la RAI /Soltanto il vero /Viva la RAI /Coi capoccioni e gli operai (Coro) Viva la RAI. Sin dalle  prime parole del testo si può ben comprendere quanto la Rai sia stato punto nevralgico della comunicazione in Italia ma anche oggetto di contesa della politica.d ph Masha Sirago 300x224

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il comico Walter Chiari

L’obiettivo che si propone la mostra è quello di far diventare memoria viva i documenti più rappresentativi della storia di un Paese e custoditi dalla Rai, attraverso i simboli che tutti riconoscono, i programmi più seguiti, i volti che hanno tenuto compagnia  e le pagine di storia che sono state condivise con gioia, dolore, trepidazione, curiosità e anche, a volte e purtroppo, morbosità.  I grandi cambiamenti sociali, culturali, scientifici dei quali l’Italia e il mondo sono stati protagonisti rivivono nelle sezioni di questa esposizione con la vitalità e la pregnanza che i documenti audiovisivi, e non solo questi, sanno restituire. Il tutto viene illustrato attraverso miscellanee di programmi, filmati di eventi particolarmente significativi, telegiornali, annunci, servizi, programmi, quiz, tribune politiche. Ma anche documenti d’archivio, fotografie d’epoca, opere d’arte della ricca collezione Rai (Guttuso, De Chirico, Casorati, Nespolo, Cremona, Campigli, Turcato, Vedova e molti altri), copioni e testimonianze manoscritte di chi ha attivamente partecipato a vissuto quella straordinaria avventura iniziata il 27 agosto del 1924, giorno dell’atto costitutivo dell’Unione Radiofonica Italiana U.R.I e gli anni di attività dall’URI all’EIAR fino alla RAI. Simbolo della Rai all’entrata della sede di viale Mazzini a Roma è il famoso “cavallo”, scultura di Francesco Messina (1900-1995) il cui bozzetto del 1966 si può ammirare nella mostra alla Triennale.

f ph Masha Sirago 300x224I sessanti anni della Televisione italiana sono articolati in mostra in otto sezioni, otto canali tematici, ciascuno curato da un testimonial. A raccontare la storia dell’Informazione è Sergio Zavoli; per lo Spettacolo è Emilio Ravel; di Cultura parla Andrea Camilleri e di Scienza Piero Angela. La sezione Politica è affidata a Bruno Vespa, la Società a Piero Badaloni, l’Economia ad Arnaldo Platerati e lo Sport a Bruno Pizzul. Sono gli stessi curatori in video a spiegare al visitatore il senso delle proprie sezioni.g ph Masha Sirago 300x224

A metà del percorso espositivo l’attenzione cade sugli abiti da sera, con pailetts, costumi anni settanta e ottanta da ballerina dei varietà del passato, da Studio Uno a Milleluci, a Fantastico e soprattutto si rimane colpiti dalla giacchina di catenelle d’argento che indossò Raffaella Carrà durante Canzonissima.

l ph Masha Sirag 224x300Una sezione a parte, una mostra dentro la mostra, curata da Marcello Sorgi, è dedicata alla storia della Radio narrata attraverso la voce dei protagonisti e molti materiali inediti.

Catalogo Skira/RAI Eri, pag.152, 30euro (Testo e foto (c)copyright Masha Sirago, mashasirago@gmail.com)h ph Masha Sirag 224x300

 


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3 COMMENTS

  1. By Antonella D., 22 maggio 2019

    Interessante mostra raccontata dalla Sirago. L’articolo nella sua serietà prende colore con il pizzico di briosità dato dal testo di Renato Zero che per quanto possa apparire frivolo in realtà la dice lunga sulla Rai, e così anche la Sirago nel descriverla.

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  2. By Antonella D., 22 maggio 2019

    Interessante mostra raccontata dalla Sirago. L’articolo nella sua compostezza di stile diviene brioso grazie alle parole del testo di Renato Zero, che per quanto possa apparire frivolo la dice lunga sulla Rai e così anche la Sirago nel riassumere l’anima dell’azienda televisiva.

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  3. By Gianfranco S., 22 maggio 2019

    Articolo che ti invita a visitare la mostra, descritta molto bene. Renato Zero e la giornalista aggiungono un tono ironico al senso della mostra

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