La Rai “dimentica” i sovranisti ma la De Santis non molla: si attacca a Spadafora e ammicca al Pd

//   7 settembre 2019   // 0 Commenti

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E dunque le grandi manovre in Rai sono davvero iniziate. La mannaia del repulisti “antisalviniano” si è abbattuta sulla striscia quotidiana di piccola economia domestica, riciclo, risparmio assegnata a Monica Setta, distruggendo i sogni di quest’ultima di andare in onda sette giorni su sette. Eppure Monica è’ una giornalista competente e preparata, magari schierata, ma sa cosa dice quando parla di economia. E però la Setta era stata attaccata qualche giorno fa da Michele Anzaldi, segretario dem della Vigilanza Rai, che aveva eccepito su un’intervista nella quale la giornalista e conduttrice trattava questioni di macroeconomia invitando al ritorno tempestivo alle Urne. Anzaldi aveva dunque agitato lo spauracchio che Monica potesse trasformare quei sette minuti di striscia in una promozione per le politiche salviniane e, a stretto giro, la rubrica è saltata tout court malgrado il contratto fosse già stato firmato. Avanti tutta dunque, con la normalizzazione. Alla Setta resterà il premio di consolazione – troppo poco a nostro avviso – di restare a fianco di Tiberio Timperi, conduttore del programma di successo UnoMattina in Famiglia, in onda nel weekend mattutino di Rai Uno. La striscia tolta alla Setta – stando a indiscrezioni – dovrebbe essere occupata da Eleonora Daniele con un prolungamento del suo Storie Italiane. Cassata anche la salviniana doc Simona Arrigoni, volto televisivo di 7 Gold, atterrata in piena estate (e malgrado il Primo Utilizzo in Rai) a La Vita in Diretta a parlare di politica. Nella prossima stagione la Arrigoni avrebbe dovuto condurre uno spazio la mattina su Rai Uno precedendo la summenzionata striscia della Setta; ma la bionda Simona è stata cancellata nottetempo dalla “storyline” giallo-rossa, scomparendo mestamente nel tramonto dei sogni leghisti a Viale Mazzini. Nonostante tutti questi disastri, ampiamente annunciati e facilmente evitabili, il crollo drammatico degli ascolti e la perdita di credibilità, il direttore di Rai Uno, Teresa De Santis, apprezzatissima – pare, ma sarà vero o sara autopromozione della stessa ? – da un esponente Pd e dal Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili grillino Vincenzo Spadafora, responsabile Rai per il M5s, sta facendo il diavolo a quattro per restare al suo posto. Ci auguriamo – per il bene sella azienda e per la credibilità della politica- che non ci riesca. E comunque quali sono gli elementi che potrebbero sciacquare in Arno il passato prossimo salviniano? Forse il ricordare il suo passato da giornalista Comunista del Manifesto ai nuovi arrivati sta facendo breccia? La mannaia di Salini potrebbe abbattersi su di lei quando ci sarà da sostituire Freccero a Rai Due o dopo Sanremo, chissà. Tempi duri anche per il presidente Marcello Foa, volto in fondo ben più universalmente associato al “sovranismo” rispetto a quello della De Santis che vanta un noto passato di femminista di Sinistra nonché di fondatrice storica del filogrillino Giornalisti in Movimento. Foa potrebbe fungere da principale capro espiatorio da immolare sull’altare del repulisti in atto, salvando altre figure meno scomode e più trasversali. Comunque sia le grandi manovre sono in corso, non resta che seguire gli eventi. Nel frattempo il senatore Davide Faraone, capogruppo Pd in Vigilanza Rai, solleva la questione a livello politico chiedendosi come mai i programmi di Rai Uno condotti rispettivamente da Francesca Fialdini e Franco Di Mare “non saranno regolarmente in onda dal 15 settembre? La Direttrice Teresa De Santis considera i due conduttori troppo poco sovranisti per i suoi gusti? E’ una scelta politica? O come racconta il sito specializzato in informazione televisiva Blog Tv siamo davanti a evidenti errori di gestione e di programmazione? Presenterò lunedì un’interrogazione urgente in vigilanza per sapere quali spiegazioni vorrà fornire l’azienda”. Leggere le risposte sarà molto interessante. “Se fosse una scelta politica sarebbe gravissimo”, afferma Faraone, “ ma se anche fossero il frutto di errori questi fatti evidenzierebbero ancora una volta di più la totale inadeguatezza della direttrice di Rai1 Teresa De Santis per l’incarico che le è stato assegnato”. Ma la verità amara è che Foa è espressione sì di Salvini, ma ricopre un ruolo di garanzia mentre Teresa De Santis è direttore di rete e riveste un ruolo apicale dirigenziale e operativo fortissimo, quasi monarchico, e quindi è in condizione di fare danni. Prendersela con Foa e salvare la De Santis sarebbe il peggio della vecchia politica ipocrita, che cambia tutto per lasciare tutto così com’è. E la Rai affonderebbe nella mediocrità di scelte sbagliate. Con buona pace di professionisti interni capaci, competenti e fedeli alla azienda che vengono regolarmente frustati da scelte miopi


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