La questione morale e Ponzio Pilato

//   3 settembre 2011   // 0 Commenti

Francesco Saverio Di Lorenzo Presidente ASSOCIAZIONE CULTURALE ONLUS “CARPE DIEM, nata in Calabria, sodalizio che ha nel proprio DNA la cura della legalità e la crescita civile dei cittadini.

Autore del libro UNAVITA IN PRESTITO – COME D.I.A. COMANDA.


e41685902649a46c9ebfe943f1db5e18Sono un credente o per lo meno mi sforzo di esserlo. Non praticante, ma tendenzialmente rispettoso del dogma di Santa Madre Chiesa. Non lo debbo alle mie reminiscenze religiose ed all’esperienza rigida e coercitiva vissuta durante i cinque anni di Seminario, ne avevo solo dieci. No, quella è stata un’esperienza terrificante che mi piacerebbe rimuovere. E’ dovuto agli anni che si sono succeduti dopo la seconda guerra. Ero un adolescente, reso debole e succube di un sistema sociale il cui interesse non era diretto alla persona singola e alle sue idee, piuttosto alla corsa sfrenata di una ricostruzione materiale a tutti i costi.

Non sono quindi uno sprovveduto e la questione morale della politica, posta in questi giorni, dal cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei da lui definita “grave ed urgente”, ha attratto la mia attenzione. L’eminente prelato ha sottolineato, tra l’altro che riguarda:. “…un problema culturale ed educativo, perché si tratta di intaccare consuetudini e interessi vetusti, stili e prassi lontani dall’essenziale e dalla trasparenza, dal sacrificio e dal dovere…, la gente lo chiede e perché è giusto”.

Fa il suo mestiere il cardinale Bagnasco, d’accordo, ma pretendo che lo assuma in toto e con tutto il rispetto dovutogli, le sue dichiarazioni appaiono di seconda mano. L’effetto che producono dimostra un qualunquismo esagerato che non fa onore all’uomo di chiesa, al suo carisma religioso, alla sua rilevante posizione. Proponimenti ed affermazioni di ben altra portata mi sarei aspettato da una persona con cotanto “potere”.

Mi auguro di non toccare la suscettibilità di qualcuno, né di essere tacciato di ateismo o cose di questo genere, se osservo  la distanza colossale che intercorre tra l’opinione pubblica e quella della Chiesa, divenuta sempre più Stato che il ricovero e la casa dei poveri emarginati e di coloro che soffrono..

La Chiesa per essere credibile e convincere coloro che non si riconoscono nei ”Papa boys”, deve assumere impegni maggiormente soddisfacenti che operazioni di facciata. La questione morale dei politici, seppure un problema grave della nostro costume, non ha una valenza esclusiva. Molti sono gli ambiti dove si annida e prospera. I Preti pedofili o dediti a traffici illeciti, ad esempio, sono una certezza, ormai. Le denunce e la cronaca nera ne rammentano di frequente l’esistenza. Quelli che continuano imperterriti a dire la messa e a pronunciare la parola di Dio, nascondendosi dietro l’abito talare, sono di una scandalosa attualità .

Alcuni giorni fa, ho ricevuto la “confessione” sconcertante di una ragazza che mi ha rivelato le angherie e le avance spregiudicate subite da parte di un prelato al’interno di una università ecclesiastica, poi, licenziata perché non aveva voluto cedere alle sue sporche pretese.

Non sono fantasticherie, esistono davvero eminenti monsignori che vanno pure in Tv e sono presenti spesso in manifestazioni pubbliche tra le più disparate che intrattengono rapporti intimi con i propri simili.

Cardinale Bagnasco, mi scusi, non ci siamo proprio. Pur apprezzando lo sforzo nel porsi a difesa della legalità, le sue dichiarazioni hanno suscitato in me la figura di Ponzio Pilato che con il suo gesto, rimasto indelebile nei millenni, volle declinare ogni responsabilità. Lasci a noi piccoli e comuni mortali l’onere di puntare il dito contro l’insana questione  morale della nostra classe politica.

chiesa del gesu  casa professa

Per piacere intervenga, piuttosto, se può drasticamente e platealmente ripulendo e  scacciando i “falsi preti” dalla sinagoga, si adoperi a smussare, una volta per tutte, odiosi arroccamenti e privilegi intoccabili.La Chiesa sarà tanto più credibile quanto più sarà in grado di fare pulizia al suo interno, anzi che guardare all’esterno.

In che modo? Un mea culpa, sconfessando i “traditori” della fede.

Non è di secondaria importanza nemmeno l’aspetto economico. I privilegi dei quali godela Chiesasono sempre stati eccezionali e in questo contesto storico, appaiono smisurati ogni portata logica. Mi riferisco ai benefici fiscali dei quali si è da sempre avvantaggiata grazie ad accordi e trattati favorevoli e misericordiosi.

I tempi sono bui e l’Italia ha bisogno di essere supportata ed aiutata. Dimostri solidarietà e comprensione cristiana. Abbai il coraggio di rinunciare, per esempio, all’8 per mille, oppure  elargisca un contributo di solidarietà in aiuto dei nostri conti pubblici, almeno fino alla cessazione dell’emergenza e della crisi economica.

Allora si che il popolo capirebbe e probabilmente si avvicinerebbe con maggiore fervore.

Gli stucchevoli argomenti posti dai suoi difensori tesi a dimostrare che altri soggetti, oltre la Chiesa, sono assuntori beneficiari e che l’esenzione dell’ICI è legata esclusivamente ad alcuni immobili non commerciali nei quali viene svolta attività di particolare rilevanza sociale, mi sembra del tutto inaccettabili ed improponibili.

Ho paura che le  mie “preghiere” caschino nel vuoto e che la Chiesa “non porgerà l’altra guancia”.  Prontissimo a ricredermi, naturalmente.


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