La psichiatria e i disturbi alimentari

//   26 gennaio 2016   // 0 Commenti

Alimenti anti cancro 586x3661I disturbi alimentari non sono altro che la conseguenza di un rapporto non corretto con il cibo, che deriva da una considerazione inadeguata della propria immagine e del proprio peso. Noti anche con la sigla DCA, si presentano con sintomi piuttosto chiari che sono l’espressione di una sofferenza interiore alquanto profonda. In molte circostanze, i disturbi alimentari sono semplicemente la valvola di sfogo per altri tipi di sofferenze interiori e di problemi psicologici.

Sul sito psicoterapeutamodena-andrealisotti.it è possibile informarsi in maniera dettagliata sul tema, scoprendo anche in che modo uno psichiatra a Modena può fornire un aiuto importante nella cura dei problemi. Si tratta di aspetti da non sottovalutare, anche perché i disturbi alimentari sono alquanto diffusi nel loro insieme, e rischiano di compromettere in maniera significativa la qualità della vita di chi ne è colpito, oltre a danneggiare in modo concreto, e a volte irrimediabile, il fisico e gli organi dei soggetti che vi hanno a che fare. L’apparato osseo, il sistema circolatorio, il cuore, il sistema endocrino, lo stomaco e la digestione, infatti, a causa dell’anoressia o della bulimia possono andare incontro a danni più o meno gravi, e nelle circostanze peggiori non è da escludere che si possa arrivare persino alla morte.

Può uno psichiatra a Modena curare i disturbi alimentari?

Ecco perché, senza voler drammatizzare troppo, non si può fare a meno di curare i disturbi alimentari ricorrendo a uno psichiatra a Modena. In genere, essi interessano le donne di giovane età, manifestandosi tra la tarda adolescenza e la prima età adulta, e nella maggior parte dei casi tendono alla cronicizzazione. Può trattarsi non solo di bulimia o di anoressia nervosa, che sono le due manifestazioni più conosciute, ma anche del cosiddetto binge eating disorder, cioè di alimentazione incontrollata con obesità.

Certo, il fenomeno più noto è quello dell’anoressia: una patologia che, a ben guardare, viene indicata con un nome impreciso. Alla lettera, infatti, la parola “anoressia” vuol dire “mancanza di appetito”: tuttavia, i soggetti anoressici hanno molto appetito, ma semplicemente decidono di mangiare poco, e di consumare solo alimenti specifici. Lo scopo di un individuo anoressico, anzi, è proprio nascondere la fame, perché egli ritiene che sia indispensabile esercitare un controllo totale sul modo di alimentarsi. Si può parlare, in un certo senso, di una sensazione di onnipotenza, che è incongrua e, anzi, patologica. Così come tutte le altre persone che devono fare i conti con i disturbi alimentari, anche coloro che soffrono di anoressia hanno, di sé, un’immagine corporea che non corrisponde al vero e che è distorta. Anche se è evidentemente sotto peso, un anoressico si vede grasso, e proprio per questa ragione è totalmente ossessionato dalla necessità – che diventa un obbligo – di dimagrire, controllando la propria dieta in un modo che è quasi masochistico, al tempo stesso spasmodico e ossessivo: in una parola, spaventoso.


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