La musica di Kurtág in dialogo con il teatro di Beckett al Festival “Milano Musica”

//   7 novembre 2018   // 0 Commenti

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Ugo Volli, Professore di Semiotica

La musica di György Kurtág (classe 1926), uno dei più grandi compositori viventi,  dialoga con il teatro di Samuel Beckett: questo il programma del Festival “Milano Musica” di quest’anno. Nato a Lugoj in Romania, il compositore è esponente di una poetica della frammentazione e dell’aforisma.

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dalla mostra al Ridotto del Palchi "Arturo Toscanini" alla Scala

Tanti gli appuntamenti in città in vista del 15 novembre al Teatro alla Scala per la nuova opera “Fin de partie”, la prima opera di Kurtág che, ora novantaduenne, si è dedicato per tutta la vita alla composizione di musica cameristica e orchestrale. La decisione di comporre un’opera avvenne a Parigi nel lontano 1957, quando ebbe l’occasione di assistere a “Fin de partie” di Samuel Beckett. Kurtág ha dedicato tanto tempo, più di 7 anni, a questa partitura. Kurtág, che studiò a Parigi con Olivier Messiaen e Darius Milhaud: “Se vogliamo scherzare, ma fino a un certo punto, si può dire che Fin de partie è il mio Rigoletto.”  L’opera sarà diretta da Markus Stenz, mentre lo spettacolo porta la firma di Pierre Audi.

5 Kurtag 300x224Il 6 novembre alle ore 18 al Ridotto della Scala A.Toscanini per l’Associazione Amici della Scala l’incontro “La scacchiera vuota della vita”, con proiezioni; parla di “Fin de partie” Ugo Volli, professore di Semiotica del testo nel Dipartimento di Filosofia dell’Università di Torino.

Al Ridotto dei palchi “Arturo Toscanini” la mostra su pannelli “György Kurtág. Segni, giochi, messaggi” (dal 21 ottobre al 26 novembre) a cura di Heidy Zimmermann, Cecilia Balestra e Franco Pulcini. Manoscritti, disegni e fotografie introducono al mondo del compositore ungherese refrattario a mode, dogmatismi accademici e radicalismi sperimentali. Nel suo dialogo artistico con Beckett.3 Kurtag 300x224

Venerdì 9 novembre (ore 20.30)  e domenica 11 novembre (ore 16.00) appuntamento in Auditorium di Largo Malher con l’Orchestra Verdi che eseguirà del “New Messages” op. 34 e un brano direttamente ispirato da Beckett: “What is the Word” op. 30b (Samuel Beckett: Cos’è la parola). Sul palco dell’Auditorium oltre all’Orchestra Verdi diretta dal francese Sylvain Cambreling salirà anche l’ensemble vocale “Il canto di Orfeo” sotto la direzione di Gianluca Capuano. Voce solista: Gerrie de Vries. Al pianoforte Csaba Király.

Lunedì 19 novembre ore 20.30 al Teatro alla Scala “What is the Word” con Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, diretta da Heinz Holliger e Pierre-Laurent Aimard, pianoforte.

Per conoscere il programma completo del festival, per maggiori informazioni ed eventuali aggiornamenti consultare il sito di “Milano Musica”: www.milanomusica.org).

Masha Sirago, ph © copyright Masha Sirago/ReportersAssociati&Archivi, mashasirago@gmail.com – www.mashasirago.com

 


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