LA GEOPOLITICA DEI SUPERVIRUS

//   29 marzo 2015   // 0 Commenti

foto Ki-moon

Lunedì 2 marzo 2015, conferenza delle Nazioni Unite per illustrare il “Project for Ebola”.
Da qualche tempo pensavamo che questa pandemia fosse risolta o quantomeno contenuta. Al contrario: l’ONU, seguendo la proposta dell’Ambasciatore Angelo AntonioToriello, un nostro illustre connazionale, deputato permanente all’ONU per la Repubblica di Sao Tome, con il coordinamento dello staff da parte del dott. Sebastiano Lauritano, sarà messa in atto una task force che seguirà un piano strategico per contenere il rischio fuori confine.
Il programma vedrà la costruzione di ospedali, presidi sanitari e per proporre metodi sinergici di sanificazione delle acque e degli ambienti. Oltre due miliardi e mezzo di dollari per un’operazione sanitaria ad ampio raggio che porterà sotto i riflettori internazionali marchi italiani e premierà lo sforzo della ricerca e dello sviluppo “made in Italy”.
Questa rara malattia infettiva, conosciuta già fin dal 1976 come “Ebola hemorrhagic fever”, si manifesta sia negli esseri umani sia nei primati: gorilla, scimmie e scimpanzé. Ancora oggi la provenienza e le metodologie di contagio rimangono incerte.
La sua prima apparizione, vicino al fiume Ebola, nella Repubblica Democratica del Congo, fu seguita negli anni da comparse sporadiche in diverse aree africane, come il Gabon, il Sud Africa, l’Uganda e il Sudan. In questo ultimi mesi le nazioni interessate dal contagio sono la Liberia, la Guinea e la Sierra Leone, aree indicate come livello 3, quindi a rischio elevato; la Repubblica del Congo a livello 2 e la Nigeria a livello 1. Purtroppo alcuni casi si sono presentati in Scozia, Spagna e negli U.S.A.
Il CDC (Center for Disease Control and Prevention), negli U.S.A., aveva attivato un centro di emergenza per il coordinamento delle attività di prevenzione e urgenza, dove hanno operato e operano diversi team internazionali e istituito un protocollo per prevenire il contagio e la diffusione del virus fuori dalle aree a rischio, includendo controlli alle frontiere, obbligando all’isolamento le persone ritenute sospette e fornendo anche le linee guida alle compagnie aeree per la gestione dei passeggeri e per la sanificazione dei velivoli. In questi ultimi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha diffuso un ulteriore protocollo per le normative igieniche da seguire nelle scuole.
Nonostante i casi in diminuzione le Organizzazioni governative ritengono di sospettare la presenza di focolai che potrebbero espandersi se si allentasse il controllo.
Ancora oggi la visita in ospedali dell’Africa dell’Ovest, dove i pazienti di Ebola sono stati trattati, è altamente sconsigliata, anche a causa della non certezza del rispetto, in tali strutture, delle norme igieniche idonee alla prevenzione verso il contagio.
È evidente che i parenti e le persone vicine agli ammalati siano sottoposti a un rischio maggiore, poiché è più alta probabilità di entrare in contatto con i fluidi corporei della persona.
Poco tempo fa ho letto un libro intitolato “Spillover”, di David Quammen, che potrete trovare in vendita online anche in formato digitale e che porta a conoscenza di quanto i “Supervirus” popolino il nostro pianeta, che ci piaccia o meno, facendo parte del nostro rischio di vita, così come molti altri rischi quotidiani all’apparenza meno letali.
Ebola è solo uno dei tanti virus che appaiono in Africa, soprattutto in aree dal controllo igienico precario, mettendo a rischio anche i Paesi esterni. Al febbraio 2015 si ipotizzano 23.825 casi con ben 9660 decessi.
Proprio per queste varie e incerte modalità di contagio, che non riguardano solo l’Ebola, ma soprattutto per il rischio elevato nell’identificazione dei portatori sani, la strategia approvata da Ban ki-moon prevederà un “cordone sanitario” che porterà a un controllo geopolitico di importanza strategica per il centro africa, fino a poco tempo fa prevalentemente sotto gestione “francese”.
Nonostante le dispute, causa delle risorse minerarie e petrolifere in queste aree, è un piacere constatare che le aziende italiane abbiano avuto la forza e la capacità di inserirsi in questo contesto di grande professionalità e umanità, per la loro capacità e ingegno.
Per chi volesse essere più informato sul virus Ebola, potrete consultare il sito: www.cdc.gov/vhf/ebola/hcp/index.html.
Per chi invece volesse ascoltare la conferenza stampa dell’Ambasciatore Toriello: http://m.webtv.un.org/search/press-conference-by-deputy-permanent-representative-of-sao-tome-and-principe-on-ebola-relief-concert-/4084934613001?term=Ebola
Per chi invece fosse curioso di conoscere il nome delle aziende italiane interessate, dovrà attendere ancora un poco… al momento è ancora “Top Secret”, ma state certi che questa volta non troverete i “soliti noti”, poiché le capacità spesso non hanno bisogno di “spinte”…


Articoli simili:

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *