Le nostre angosce quotidiane

//   28 marzo 2012   // 0 Commenti

disoccupati1 300x239Parlando con il papa’ di un compagno di classe di mio figlio, mi dice che la sua azienda chiudera’ e come unica alternativa concede di andare a 100 km. Ho sentito l’angoscia dello stravolgimento quotidiano, ho sentito l’umiliazione di un uomo che dopo 20 anni di diligente lavoro si sente all’improvviso tradito, ho sentito un capofamiglia distrutto! Questa e’ la risultanza di chi ha gestito il potere in Italia. Ora cosa fare? Tra i pochi dissidenti sull’attuale gestione l’On. Bianconi mi pare il più’ schietto ma anche Lui come molti e’ disorientato. Altri amici hanno gettato la spugna. Pare che la discesa nel baratro sia inarrestabile. Io stesso non vedo vie d’uscita a questa situazione che pare conseguente ad una guerra, ma senza le speranze che terminata la guerra vi sia la ricostruzione. Ripercorro la mia vita politica e non trovo in me l’opacita’ d’un pensiero inutile, ma solo che resistenze inaudite ad opera di chi e’ responsabile di questa disastrata situazione italiana. Adesso con la questione dell’art 18 tutte le grandi conquiste vengono azzerate e i dipendenti saranno schiavizzati. Questa cosiddetta sinistra mi appare venduta al padrone e questo cosidetto centrodestra mi appare venduto ai grandi interessi. Pare che l’ideale di una societa’ che poneva al centro il cittadino sia a breve, cosa da museo. Ma perche’? Che cosa e’ accaduto perche’ si arrivasse ad oggi? Le forze migliori arrivo a immaginare siano state chirurgicamente annientate da chi oggi e’ dominante e difatto ha il pieno controllo di tutto. Fantasticheria? Se così fosse non vedrei le forze del male dominanti nella vita quotidiana dell’essere umano, e non avrei sentito l’angoscia di quel padre di famiglia preoccupato gravemente della Sua Famiglia… Se così fosse quell’azienda non sarebbe moribonda… Se cosi fosse… Quando quel padre di Famiglia paga le bollette, il condominio, la mensa scolastica, e tutto quello necessario alla Sua Famiglia… Non sarebbe angosciato di non potere più fare fronte alla protezione della Sua Famiglia! Ma in che società viviamo? In che genere di baratro la nostra società e’ caduta per essere incapace di annientare quelle forze consociate che riducono un Padre di Famiglia a niente? In quale oscurita’ e’ precipitata la nostra civilta’ per essere incapace di dare forza e sostegno ai supremi doveri di un Padre di Famiglia? Che genere di societa’ e’ la nostra impotente davanti ai suoi figli? Ed e’ nel pormi queste domande che sconsolato volgo la mia mente al S. Padre e trovo conforto dalla Luce delle sue illuminate parole, estrema difesa dell’UOMO, dell’UMANITA’.


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