La Degani si pronuncia sulle Province

//   2 agosto 2011   // 0 Commenti

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Barbara Degani

Sul sito della Provincia di Padova, la Presidente Barbara Degani, pubblica un lungo comunicato in cui dichiara esplicitamente la sua posizione riguardo l’abolizione delle strutture provinciali e comunali minori. Per la Degani non è una questione di costi o propaganda, ma di tutela dei cittadini: “Facciamo gli interessi della gente che paga le tasse” dichiara la Presidente, che prontamente avanza una soluzione alla dispersione amministrativa del paese: ”Facciamo tre cose e abbiamo ribaltato il funzionamento di un Paese imballato”.

La prima (e prioritaria) azione proposta dalla Degani è di abolire le province che contano meno di 300mila abitanti, province che “sono troppo deboli per tutelare i loro cittadini”; province queste che andrebbero ad accorparsi ad altre confinanti, sempre a piccola densità di popolazione. Ribadisce che non si tratta di una questione politica :“In Veneto significa chiedere a una provincia guidata dal centrodestra, Belluno, e ad una a guida centrosinistra, Rovigo, di rinunciare a qualche poltrona nel solo ed esclusivo bene dei cittadini. Rinuncia una parte politica e rinuncia l’altra. Più equo di così”.

La seconda pillola della Degani è di rafforzare insieme alle province anche i comuni, quelli con meno di 150mila abitanti, aggregandoli a comuni limitrofi. “Aiutiamoli. Integriamoli in Comuni più forti e con le spalle larghe. Offriamo servizi più efficienti e meno costosi perché integrati in comuni più grandi e con un livello di qualità della vita più alto e diffuso”.

Infine per la Presidente bisogna dare più poteri alle province più forti, “per poter affrontare i

problemi senza conflitti e sprechi con altre amministrazioni”. L’intervento proposto dalla Degani è “il conferimento pieno di alcune specifiche deleghe alle province da parte delle Regioni. Oggi uno dei motivi di una non piena utilità delle Province è, infatti, la frammentazione con altri Enti delle mansioni e dei poteri che vengono attribuiti”.


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