La crisi della finanza sanitaria e l’urgenza del rinnovamento tecnologico

//   4 giugno 2012   // 0 Commenti

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Il PDL, insieme al PPE, il Partito Popolare Europeo, ha promosso un interessante quanto utile convegno sulla crisi della finanza sanitaria e l’urgenza del rinnovamento tecnologico. Il consesso si è svolto a Roma il 9 maggio presso la Sala Capitolare nel Chiostro del Convento Santa Maria Sopra Minerva a Roma, sotto la perfetta organizzazione del Dr. Rodolfo Garofano, le cui capacità e qualità di servizio sono un’indiscussa garanzia per il Partito del Popolo della Libertà.

La sala gremita ed attenta si è giovata degli interventi di esperti e tecnici della materia che hanno sviscerato il tema imperniato sul sempre attuale problema della crisi finanziaria che sconvolge e colpisce ancora di più il nostro sistema sanitario nazionale. La tavola rotonda è stata presieduta dall’On. Domenico Di Virgilio, componente della XII Commissione Affari Sociali e Sanità della Camera dei Deputati e coordinata dal Sen. Cesare Cursi, Presidente della Consulta Sanità del PDL. E’ stato quest’ultimo a dare il via ai lavori, manifestando la netta disapprovazione per l’avvenuta modifica del Titolo V della Costituzione, attraverso la quale è stata attribuita autonomia economica e finanziaria alle Regioni sulla sanità pubblica. Cursi, ha considerato tale fattore un errore ed ha auspicato un ritorno al sistema precedente, quello centralizzato, meglio attrezzato nella gestione dei capitali pubblici da distribuire in forma equa.
L’On. Di Virgilio, ha confessato di essere da “11 anni in Parlamento registrando una continua e sempre maggiore conflittualità con e tra le Regioni. Non solo – ha aggiunto – i 106 miliardi e rotti, la somma che lo Stato mette a disposizioni per l’assistenza sanitaria, non può essere un parametro rigido, perché un cittadino fortunato che nasce al nord non può godere di una sanità eccellente e l’altro che è del sud no. La tecnica e l’innovazione deve essere imperante e non soggetta a tagli e stop normativi – ha concluso”.

L’On. Gianstefano Frigerio, componente del Comitato Politico del PPE, vero esperto della materia, ha articolato il proprio intervento definendo la sanità un “problema non solamente italiano, ma di tutto l’Occidente investito da effetti negativi strutturali, piuttosto che congiunturali. Problematiche che rimarranno tali per molti anni, perché provengono da lontano ed investe l’intera Europa, area invecchiata ed inadeguata ai tempi che cambiano, perché porta con se patologie che devono essere affrontate in maniera diversificata. La politica non deve guardare esclusivamente ai tagli tout-court, bensì alle fasi strutturali e territoriali di un sistema sanitario superato. I tecnici – ha concluso – devono spiegarci come uscire da questa empasse, evitando di farci entrare nei meandri dei bilanci”.
L’On. Guido Milanese, Presidente del Dipartimento No Profit della Sanità, ha definito il tema del convegno “apparentemente contraddittorio avendo il sistema sanitario ripieghi sociali indiscutibili e variegati. Occorre – ha continuato – una rivisitazione del pensiero in ambito sanitario che apra un nuovo spazio etico, rieducando gli stessi operatori sanitari al fine di evitare che l’offerta sanitaria riduca la domanda. Il costo economico al 31/12/2011 in Campania è pari a 260 milioni di euro, senza che sia intervenuta alcuna variabile strutturale che possa incentivare e migliorare il settore. Una debacle che coinvolge la quasi totalità delle Regioni meridionali. E se non si è raggiunto il punto di rottura, lo si deve al blocco della norma che dichiari fallito uno Stato o una Regione, altrimenti il sistema sarebbe da tempo crollato. Bisogna, quindi, ritornare a modelli antichi con un occhio al futuro teso a guardare i bisogni, tenendo fermo il contenimento della spesa della gente. Diventa fondamentale un equilibrio tra richiesta ed offerta , un impegno rinnovato al di là degli interessi elettorali e locali, ua delle colpe dei politici. Si deve aspirare – ha concluso – al perseguimento di uno sviluppo solidale e e non mirato soltanto al profitto in un rinnovamento tecnologico e soprattutto umano”.
Il Dr. Luca Franzi, Consigliere di Amministrazione della AON S.p.A, Broker assicurativo e dei rischi ha ammonito, “il sistema si deve interrogarsi sui rischi non solo sotto l’aspetto formale, ma virtuoso”.
La parola è toccata, quindi, al Prof. Giuseppe Spata, Commissario alla Salute della Regione Lazio, che ha interrogato i presenti sul quesito “sono veramente pochi i soldi che il fondo elargisce al sistema sanitario? Si pensi – prosegue Spata – che il 7,5% è il prodotto interno lordo che spendiamo per la sanità e che a tale percentuale va aggiunta il 3,5% che è la somma con la quale i cittadini contribuiscono personalmente alla spesa nazionale e quindi la forbice sale al 10-11 percentuale, non è proprio poco – confessa. I problema, piuttosto, è come spendere ed in che modo. Bisogna curare i malati e non i sani ed essere appropriati nelle cure e nelle spese farmaceutiche, controllando i prezzi che cambiano per o stesso prodotto da Regione a Regione, in alcuni casi anche del doppio. Bisogna smetterla – ammonisce – di strapparci i capelli, con tutti quei soldi si possono ristrutturare le ASL e gli ospedali. Istituendo una Governance che riesamini e ridiscuta anche i contratti assicurativi”. . tutta questa massa enorme di denaro pubblico
Ha, quindi, preso la parola l’On Aldo Patriciello, membro della Commissione Industria, Ricerca e l’Energia del Parlamento Europeo che ha posto l’occhio all’Europa ed ha criticato il nostro sistema nazionale affermando “ ogni Regione Italiana ha un tariffario farmaceutico diverso dall’altra e ciò non è possibile. Va detto, però che quelle virtuose che hanno prodotto investimenti e tecnologia è giusto che siano protette e garantite. Una delle cose da fare subito, quindi, – ha concluso – è la creazione di un tariffario unico nazionale e chiudere gli ospedali che non offrono servizi utili evitando, così, che i costi possano salire e che la qualità possa scendere”.

L’interessante convegno si è concluso con l’intervento del Sen. Antonio Tomassini, Presidente della XII Commissione Igiene e Sanità. “Il Welfare – ha affermato – ha subito uno stress-test come pochi. I tagli praticati dal governo in sanità sono impropri e quindi che fare? Il federalismo è sicuramente importante ma – ha riconosciuto – in ambito sanitario non è vincente. Ricerca e sviluppo vanno incentivate, perché porteranno benefici ai cittadini La politica deve decidere il percorso e probabilmente potrà risparmiare sui costi, anche attraverso l’uso dello strumento informatico che ci aiuterà indubbiamente a farci spendere meno. La ricerca scientifica, in un Paese serio, è indispensabile, perché senza di questa non c’è innovazione , non c’è benessere. La fuga dei cervelli all’estero è la conseguenza ultima dei mali della sanità nazionale e la politica in tal senso deve dare una risposta definitiva”.
Riflessioni, quesiti, interrogativi di non facile attuazione e soluzione. Al Parlamento l’ultima parola, come sempre!


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