La contraddizione nel governo

//   26 settembre 2018   // 0 Commenti

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C’è qualcosa di importante nelle dichiarazioni che il capo del governo Conte ha rilasciato a Salisburgo in un summit europeo sull’immigrazione. L’ineffabile premier ha detto che è la redistribuzione degli immigrati clandestini la strada da seguire nell’affrontare il problema degli sbarchi. Il che significa: non chiusura delle frontiere, ma accettazione della loro violazione e successiva distribuzione dei clandestini in tutto il continente.
Si tratta di una presa disposizione rivelatrice di tutto un background culturale, di una visione allineata sul buonismo ipocrita e cosmopolita del Pensiero Unico. E’ la rivelazione di come il capo -si fa per dire- della coalizione giallo-verde concepisca l’integrità delle frontiere nazionali ed europee. A lui va bene così. Che continui pure l’invasione. Tutt’al più mettiamoci d’accordo su quanti immigrati prendere a testa. Anzi, afferma Conte, se qualche stato non vuol prendersi la sua parte di africani, beh, che paghi quelli che lo fanno.
Questa è la posizione del capo del governo! Come può essere d’accordo Salvini? Come possono essere d’accordo tutti quegli elettori che hanno dato il voto alla Lega proprio per rimarcare la sacrosanta volontà di bloccare l’immigrazione illegale?
A primavera ci saranno le elezioni europee. Le più importanti da quando esiste l’Ue in quanto si scontreranno due opposte visioni dell’Europa. Quella di Macron e quella di Salvini. Quella dell’Europa dei banchieri e quella dell’Europa dei popoli. Quella del meticciato e quella dell’identità. Quella delle oligarchie e quella della democrazia. Quella dell’accoglienza indiscriminata e quella del “padroni a casa nostra”. Conte ha rivelato da che parte sta. In linea col ministro della Difesa che manda la nave Diciotti a prendere gli africani in acque internazionali e non con Salvini che non li voleva fare sbarcare. Le elezioni europee sono la dead line: non potrà più continuare l’equivoco di un governo con due linee opposte su un problema fondamentale com’è quello dell’immigrazione.


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