La Comencini sbarca Venezia

//   7 settembre 2011   // 0 Commenti

Due caratteri di personaggi “molto interessanti, una guida alpina, Filippo Timi, che ha alle spalle un’infanzia di dolore, e una madre giovane, Claudia Pandolfi, attraverso cui raccontare anche alcune cose sulla maternità che tendiamo a nascondere. Mi piaceva molto poi l’idea della montagna come luogo d’incontro di due anime nude, due solitudini. E’ la prima volta che racconto una storia d’amoré“. Sono fra le ragioni che hanno portato Cristina Comencini a girare Quando la notte, film tratto dal suo romanzo omonimo (Feltrinelli), in concorso alla prossima Mostra di Venezia.

 

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La regista torna in gara a Venezia a sei anni anni dalla partecipazione con La bestia nel cuore, sempre tratto da un suo romanzo. Era stato l’inizio di un percorso brillante per la pellicola, arrivata a una candidatura all’Oscar come miglior film straniero: “Ogni volta a Venezia l’emozione è la stessa – dice all’ANSA Cristina Comencini -. Mi dico vai e divertiti, poi una volta lì muoio di paura come tutti”. Prodotto da Cattleya in collaborazione con Rai Cinema, Quando la notte racconta l’incontro fra Manfred, guida alpina, diventato ancora più chiuso, dopo che la moglie se n’é andata con i due figli e Marina, che ha affittato l’appartamento sopra quello di lui per trascorrere un mese di vacanza con il suo bambino.
I due si osservano, si spiano, finché un incidente in casa di Marina non cambia le cose. Manfred salva il figlio di lei ferito, portandolo all’ospedale. Da quel momento l’uomo si mette sulle tracce di una verità inconfessabile che Marina ha nascosto a tutti, anche al marito. E lei intuisce il segreto familiare all’origine della rabbia e dell’odio di Manfred per lei, per tutte le donne. La Comencini ha girato a Macugnaga, alle pendici del Monte Rosa, con scene ad alta quota, fino a 3000 metri di altezza e 30 gradi sotto zero: “E’ stato il film che ho fatto nelle condizioni più estreme. Abbiamo tutti dovuto affrontare in certi momenti il freddo, la fatica, l’isolamento – dice -. Ci siamo ritrovati come i personaggi calati tutti insieme nello stesso ambiente. E’ stata da un lato un’esperienza molto dura ma ha anche favorito il film in quello che racconta“.

Un altro degli elementi di forza, per la regista è sta2b4e3c731e8f525d313c8ab80666a05fta la coppia di protagonisti: “Avevo fatto un provino insieme a Filippo e Claudia all’inizio, ed erano stati strepitosi. Ma non volevo scegliere subito e ho continuato a fare provini. Ho potuto vedere così molti altri ottimi attori, però sono tornata a loro, perché hanno un’intensità fortissima, un’ipersensibilità che li avvicina ai due personaggi”. In questo periodo, aggiunge “il nostro cinema, va molto bene per le commedie, che io adoro, il pubblico le ama, ma dev’esserci spazio anche per altri generi di film. E’ bello cambiare, non fossilizzarsi. Il cinema deve prendere dei rischi… e speriamo vada bene”.


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