La California riparte…ma si era mai fermata?

//   26 aprile 2013   // 0 Commenti

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Il fatto che in America le cose si muovano a una velocità di molte volte superiore alla nostra Italia era già risaputo ma la ripresa della California ne è la testimonianza più eclatante. Fino a ieri si parlava dell´America come di un paese finito con un tono drammatico come spesso accade in Europa dove le difficoltà oggettive e non tendono spesso a far vedere il bicchiere mezzo vuoto.

La California va e anche alla grande e credo possa essere un buon esempio quello di uno stato che da solo ha un Pil superiore a quello italiano e analogo a quello francese. Per farvi capire meglio se l´Italia decidesse di dare forfait al prossimo G7, la California se fosse indipendente potrebbe occupare la nostra sedia.
Straordinario è che ora sono i cinesi ad andare a investire in California invertendo un trend ventennale che vedeva regolarmente il contrario ovvero investimenti e creazione di nuovi posti di lavoro sempre dalla California verso la Cina.
Build Your Dreams (che non è uno slogan della campagna elettorale) ma il nome di una casa automobilistica cinese con sede a Shenzhen che ha recentemente annunciato che il suo ultimo investimento consisterà nell´apertura di una fabbrica che produrrà autobus elettrici, con sede a Lancaster, California.
E questo rappresenta solo uno dei traguardi raggiunti dal governatore Brown che ha saputo creare rapporti di business con i cinesi fortificando ogni settore, dai pregiati vini della Napa Valley ai grandi studi di architettura di Los Angeles e San Francisco.
L´accordo più rilevante riguarda comunque la vendita di tecnologie verdi alla provincia meridionale di Guangdong ( 109milioni di abitanti) per attaccare l´inquinamento industriale.
“La California finirà come la Grecia” diceva Mitt Romney in campagna elettorale.
Ma Romney aveva dimenticato che la California non è la Grecia.
La California ha evitato di applicare un’austerity “modello Grecia” per il risanamento dei conti, si invece inventata un contro-modello una politica perfetta da opporre alle politiche del rigore che vengono applicate in Europa e che la destra vorrebbe anche negli Stati Uniti. Sostegno immediato nel breve termine e un’attenta razionalizzazione della spesa sociale nel lungo termine il perfetto mix di queste due ed è arrivato il successo.
Paul Krugman premio nobel dell´economia invita a trarre le “Lezioni da una riscossa” mettendo in luce quanto avvenuto nella città di Sacramento da quando Brown e´alla guida della California.
Ma chi è Jerry Brown oltre a essere il governatore che la California aspettava da tempo?
Gia due volte governatore dal 1975 al 1983, figlio dei fiori in età giovanile con una mente creativa e superiore, che gli valsero anche l´appellativo di governatore Raggio di Luna quando ancora 30anni prima che nascesse GoogleMap immaginava di mandare nello spazio un satellite per la mappatura della California. Questa è la terza rinascita come governatore di Brown dopo aver studiato buddismo zen in Giappone aver lavorato con Madre Teresa di Calcutta e dopo la campagna elettorale che lo vedeva battersi con Bill Clinton nel ormai lontano 1992. Grande esperto della politica locale ha consolidato il potere della sinistra progressista fino a ridurre il partito repubblicano della California sotto la soglia di blocco. Brown ha aumentato l imposta locale sul reddito rendendola molto progressiva: 13,2% di aliquota addizionale sui redditi sopra il milione( da sommare al 36,9%federale). I ricchi dovevano fuggire tutti giusto?
Esattamente il contrario. L´anno scorso la popolazione della California è cresciuta di 256.000 nuovi residenti, tanti quanti lo stato del Wyoming (dove non esiste la tassa sul reddito). Nel 2012 la California ha creato 365.000 posti di lavoro in più.
Brown dopo aver ereditato un bilancio nel 2011che ammontava a 25 miliardi di deficit oggi si trova a pareggio. Incredibile.
Ha affrontato la delicata questione delle pensioni con i sindacati del pubblico impiego non guardando solo ai tagli ma tenendo conto della sostenibilità dei costi e dell´aumento della longevità. Ha investito per 68miliardi per l´alta velocità da San Francisco a Los Angeles e soprattutto ha dato il via a un progetto che si appresta a diventare il più maestoso fra tutte le grandi opere esistenti, che consiste nella bonifica e nel risanamento di tutti i fiumi e i bacini di acqua, “ perche la California abbia un sistema idrico capace di sostenere 60 milioni di abitanti,dai 38 milioni attuali, prevedendo anche gli effetti del cambio climatico.
Da 38 fino 60 milioni di abitanti? “ la più eterogenea, creativa, durevole ondata migratoria nella storia dell´umanità: questa è la California, questa è la nostra forza”, parola di Brown.
In Italia invece occorrono circa cinque anni per fare un ponte, se va bene. Speriamo l´esempio possa darci: forza, dinamismo, entusiasmo, pragmatismo, tipico dell´America e degli americani, e che magari si possa tentare di ripetere in piccolo questo straordinario risultato.


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